Venerdì, 30 Luglio 2021
Lo Stretto necessario

Opinioni

Lo Stretto necessario

A cura di Roberta Pino

Sono nata a Reggio Calabria ma, come dico sempre, appartengo all’Area dello Stretto. E già, le mie radici affondano tra una riva e l’altra di questo fazzoletto di mare che divide (o unisce) il continente dall’isola del mio cuore. Mamma reggina e papà del messinese, più precisamente di Milazzo, dove ho trascorso la mia infanzia felice. Ho un diploma di Ragioneria e una laurea in Economia e Commercio, anche questa conseguita a Messina. Ai miei tempi la facoltà di Economia non esisteva a Reggio e ricordo le mie traversate - non sempre piacevoli - con la motonave Edra, una volta al servizio delle Ferrovie dello Stato tra le due sponde. Il mio destino sembrava delinearsi quando, nel frattempo, vinco un concorso in un ente pubblico. Un avvenire già segnato, ma dentro di me c’era qualcosa di inespresso, una potenzialità a cui ho imparato a dare voce nel tempo: la mia passione per la scrittura che mi ha consentito di tuffarmi nel mondo del giornalismo. Riesco a prendere così, il famigerato tesserino di giornalista pubblicista con iscrizione all’ordine della Calabria. E da quindici anni ormai, cerco di conciliare , a volte in modo rocambolesco, il mio lavoro con la mia passione. Da tanto tempo ho abbracciato anche il mondo del volontariato, in particolare l'associazione Unitalsi, con cui, tra l'altro, si organizzano i pellegrinaggi a Lourdes. Amo leggere, viaggiare, il cinema, i gatti e i miei amici speciali. Amo soprattutto la mia terra e il mio mare.

Lo Stretto necessario

Un "sì" alla Giudecca di Bova, che esalta la bellezza e la storia del luogo

L’originale matrimonio di una coppia romana, Sabrina Iasillo e Fabio Colombo, nell’antico quartiere ebraico di Bova. La soddisfazione del sindaco Casile e di Faenza, direttore del Museo della lingua greco-calabra “Gerhard Rohlfs”

Il matrimonio celebrato dal sindaco Casile

Vedi Bova e poi ti innamori! Potrebbe sintetizzarsi così l’esperienza davvero singolare vissuta da una coppia originaria della capitale che ha scelto di celebrare le proprie nozze nell’antico borgo grecanico. In realtà, non è difficile rimanere incantati da Bova, con i suoi paesaggi mozzafiato che contemplano lo spazio tra terra e mare in cui l’Etna, l’Amendolea, Pentedattilo e l’Aspromonte sono visibili in un solo colpo d’occhio.

E sabato 20 febbraio, Sabrina Iasillo e Fabio Colombo hanno pronunciato il sì davanti al primo cittadino di Bova, Santo Casile, in una location d’eccezione: la Giudecca, l’antico quartiere ebraico di Bova, riscoperta e “riportata in vita” grazie al sapiente e paziente lavoro di Pasquale Faenza, storico dell’arte e direttore del Museo della lingua greco-calabra “Gerhard Rohlfs”.

Sabrina Iasillo, nota sommelier della capitale e Fabio Colombo, responsabile dei restauri che da circa dieci anni si stanno portando avanti a Kabul, nel museo nazionale afgano, hanno scelto questo suggestivo angolo di Bova, borgo tra i più belli d’Italia, sfidando tutti gli ostacoli organizzativi e burocratici dovuti soprattutto all’emergenza sanitaria in corso.

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Ma, nel pieno rispetto delle regole anti Covid, il sindaco Casile si è prodigato affinché il desiderio della coppia romana si realizzasse, sposarsi alla Giudecca di Bova. “Non era possibile - ha affermato il primo cittadino - dire no a questa coppia di sposi che da anni torna puntualmente nell’area grecanica, nella suggestiva vallata dell’Amendolea, per trascorrere le vacanze”.

Complice un clima mite ed un cielo terso, la cerimonia civile si è svolta alla presenza dei testimoni e di un ristretto numero di invitati, giunti da diversi paesi europei, anch’essi incantati dalle bellezze del borgo grecanico. In un mondo fatto di eccessi, trash, dove la sovraesposizione mediatica la fa da padrona, c’è chi invece predilige la sobrietà mescolata con l’eleganza come stile di vita. Un leit motiv perseguito dagli sposi Sabrina e Fabio, protagonisti dell’evento insieme all’incantevole luogo scelto per la celebrazione delle nozze e quel sì è risuonato con naturalezza ed un pizzico di magia tra le antiche mura della Giudecca.

La celebrazione del matrimonio è stata preceduta dal saluto in grecanico per poi concludersi con dei doni offerti dal sindaco Casile. In questi mesi difficili, duramente segnati dalla pandemia, lascia ben sperare la celebrazione del matrimonio di Sabrina Iasillo e Fabio Colombo. “In Italia, proprio a causa della pandemia ci si sposa sempre meno, pertanto poter celebrare un matrimonio diventa oggi una occasione importante e particolarmente significativa - ha sottolineato il sindaco di Bova - soprattutto se la location per commemorare un giorno così speciale è il comune che amministro”.

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Soddisfatto anche il direttore del Museo “Gerhard Rohlfs”, Pasquale Faenza, che ha giustamente evidenziato come questa celebrazione è un modo per valorizzare, rendere vivi e fruibili gli spazi del museo. Spazi oggetto di una recente opera di ri-significazione identitaria, grazie ad una originale installazione di arte contemporanea dell’artista Antonio Pujia Veneziano e di una serie di pannelli coadiuvati da un sistema qr code, in lingua inglese e italiana che consente di conoscere le vicissitudini del quartiere ebraico di Bova e di fare un viaggio nella secolare storia degli ebrei in Calabria.

Bova giudecca matrimonio 02-2Felicissimi gli sposi che hanno più volte ribadito che la loro scelta è stata motivata proprio dalla suggestiva potenza del luogo. “Volevamo celebrare il nostro matrimonio in una posto accogliente dove l’atmosfera familiare si fonde con la bellezza dell’ambiente e della natura, dove il senso della sacralità e della spiritualità si percepisce al tatto, nella semplicità di questi ruderi silenziosi che si affacciano su un panorama senza fiato ogni volta diverso” hanno commentato gli sposi.

La storia e la cultura raccontate dal luogo hanno contribuito, così, a rendere ancora più magico ed emozionante il matrimonio di Sabrina e Fabio che, insieme ai pochi ospiti, non si sono sentiti di passaggio alla Giudecca di Bova, forestieri in “terra d’altri”, ma sono stati accolti in un caldo e avvolgente abbraccio di vita.

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