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Venerdì, 21 Giugno 2024
Lo Stretto necessario

Lo Stretto necessario

A cura di Roberta Pino

Cannavò

A Cannavò c'è un luogo fantastico, alla scoperta di Collina Esperia tra bellezza e natura

Lo spazio è gestito da Esperia onlus, la cooperativa che supporta l’agricoltura sostenibile, l’autoproduzione, l’artigianato, il turismo rurale e l’educazione ambientale in nome della permacultura

“Sano, buono, bello: acquista o impara a farlo” è la filosofia che la Esperia onlus ha adottato e che sta alla base delle azioni e dei prodotti e servizi offerti dalla cooperativa. Esperia si trova a Cannavò, frazione collinare a ridosso della città e conoscere Giuseppe Ventura ed Elisabetta Pellegrini, pensatori visionari e artefici del progetto “Collina” è stata una bella scoperta.

Esperia è “uno spazio resiliente, progettato in permacultura, un’aula didattica aperta ed all’aperto dove coltivare verdure, sogni, relazioni” (da www.resiliens.it). Ed in effetti si tratta di un luogo di sogni realizzati in cui favorire lo sviluppo sostenibile del territorio, valorizzare le eccellenze ambientali ed umane, promuovere uno stile di vita ecocompatibile sono le vie maestre a sostegno della permacoltura, diventata nel tempo permacultura.

Alla base c’è il concetto di un’agricoltura sostenibile ed una gestione etica della terra che i coniugi Giuseppe ed Elisabetta, detta Betty, hanno fatto loro, mettendo in pratica i tre principi etici (cura per la terra, cura per la persona, equa condivisione) ed i dodici principi di progettazione (osserva e interagisci, raccogli e conserva energia, assicurati un raccolto, applica l’autoregolazione e accetta il feedback, usa e valorizza risorse e servizi rinnovabili, evita di produrre rifiuti, progetta dal modello al dettaglio, integra invece di separare, piccolo e lento è bello, usa e valorizza la diversità, usa e valorizza il margine, reagisci ai cambiamenti e usali in modo creativo).

Un processo integrato di progettazione che dà come risultato un ambiente sostenibile, equilibrato ed estetico che Giuseppe Ventura ha realizzato nei 1500 metri quadri circa di terreno appartenente alla sua famiglia. Un terreno che ha cambiato volto e destinazione.

Da spazio incolto e abbandonato, è divenuto, adesso, un’oasi di bellezza e biodiversità, vegetale, animale ed umana. Giuseppe e Betty hanno ideato la cooperativa Esperia onlus da circa dodici anni aderendo ai valori della permacultura, applicata inizialmente solo all’agricoltura che, piano piano, si è estesa ad altri ambiti, urbano e sociale in primis.

“Oltre alla gestione dei terreni - spiega Elisabetta Pellegrini - realizziamo laboratori di autoproduzione di saponi, detersivi efficaci e con ingredienti a minore impatto sull’ambiente, cosmetici fatti con prodotti locali ed ancora laboratori di riduzione dei rifiuti. Inoltre ospitiamo associazioni, insegnanti di yoga e di DanzaMovimentoTerapia. E’ uno spazio che si presta tantissimo per queste attività” sottolinea Betty che ci tiene a ricordare che il marito Giuseppe è diventato permacultore dopo aver frequentato un apposito corso in Veneto, organizzato dall’Accademia Italiana di Permacultura.

Collina Esperia è un luogo fantastico, dove la natura, con tutti i suoi elementi, ha il sopravvento. “C’è tanta biodiversità, ci sono alberi da frutto, piante endemiche non necessariamente autoctone - spiega - piante tropicali come avocado, feijoa, guava qui crescono bene. E’ stato progettato e realizzato anche un piccolo stagno, nel quale sono state messe a dimora delle piante acquatiche, tra cui papiro, giglio d’acqua, ninfea.

E’ stata costruita la spirale delle aromatiche, che ospita alcune piante tra cui timo, calendula, menta, dragoncello, ruta, che attira molti insetti impollinatori nei diversi periodo dell’anno e più di dodici specie differenti di salvia provenienti da tutto il mondo”.

E’ un percorso terrazzato tra aiuole fiorite ed orti sinergici ed in cassoni in cui i proprietari si sono messi in gioco, impegnandosi “per un cambiamento reale verso una società più sostenibile, resiliente e umana”. E’ nato così il progetto Resiliens di collina Esperia, per un auspicato e quanto mai necessario ritorno alla natura, dove è possibile anche organizzare dei pranzi con i prodotti non solo a KM zero, ma, addirittura, disponibili proprio lì, pronti ad essere gustati grazie alle arti culinarie dello chef Paolo Mafrici.

Una grande attenzione, poi, da parte della cooperativa Esperia onlus è per il riciclo ed il riuso. Il loro motto, in questo caso, è rifiutare i rifiuti. Un esempio fra tutti è l’attività di recupero della parte umida dei rifiuti attraverso cui si ottiene un ottimo ammendante sia per piccoli orti che per le piante da balcone.

“Piccole azioni che possono portare alla soluzione di grandi problemi quando ognuno di noi si prende le proprie responsabilità” si legge sul sito di riferimento. E per il futuro? A breve, sabato 8 e domenica 9 giugno prossimi, è previsto un corso di autoproduzione di birra artigianale a cura della Mastra Birraia e di Cooperativa Esperia, nel solco di uno dei principi cardine adottati e cioè percorrere la strada dell’autosufficienza e promuovere uno stile di vita più ecocompatibile.

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