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A cura di Roberta Pino

Fidapa, le donne che vogliono cambiare il mondo

La visione dell’associazione secondo la nuova presidente della sezione reggina, Monica Falcomatà

Donne che vogliono proporre un modello di vita differente, teso alla valorizzazione di personalità eccellenti sul territorio ed alla sensibilizzazione su tematiche pregnanti e fondamentali per tutti. La Fidapa, Federazione Italiana Donne Arti Professioni e Affari, si propone proprio quanto descritto, per rendere il mondo un posto migliore.

Fidapa Falcomata Monica-2Da agosto 2021, la Fidapa reggina ha una nuova presidente, l’avvocato Monica Falcomatà, una personalità femminile nota in città per il suo impegno politico, tra cui si ricorda l’incarico di vice presidente della Commissione regionale per l’uguaglianza dei diritti e delle pari opportunità tra uomo e donna.

In sette mesi, l’associazione ha cambiato volto. Nel rispetto delle storiche e illustri radici, la Fidapa ha, inevitabilmente, subìto delle forti evoluzioni. "La federazione internazionale è un’organizzazione di importanza mondiale che risale al secolo scorso - spiega Monica Falcomatà - abbiamo, infatti, una rappresentante al Parlamento Europeo, una delegata alla commissione parlamentare e anche nella sede dell’ONU.

La Fidapa reggina è una sezione storica che compie sessant’anni a fine maggio. E il merito è di quelle donne che l’hanno fondata, cittadine illustri, importanti nel mondo dell’impresa, delle professioni e dell’arte che si sono sempre impegnate nelle battaglie al femminile".

Il processo evolutivo, si sa, deve sempre affondare le proprie radici nella storia, ed anche la Fidapa reggina si è evoluta nel tempo, è cambiata rispetto alle origini, mai dimenticando, però, da dove proviene.

Qual è la mission che si propone la Fidapa? "Si è evoluta nel tempo, è cambiata rispetto alle origini, si è adeguata ai tempi - racconta l’avvocato Falcomatà - per statuto, la mission è la promozione, valorizzazione e tutela delle donne a 360° nelle varie professioni e nelle arti. La Fidapa si è sempre contraddistinta per essere stata in prima linea in tutte le battaglie che poi hanno visto l’emanazione di alcune leggi importanti a favore delle donne". E Monica Falcomatà ricorda, fra tutte, la doppia preferenza di genere a livello regionale, introdotta nella scorsa legislatura, “una battaglia che la Fidapa porta avanti da sempre".

Tra le battaglie abbracciate dalla Fidapa BPW Europa, c’è invece la redazione della Carta dei diritti della Bambina, per abbattere il muro della discriminazione di genere e attribuire alla bambina fin dalla nascita le stesse opportunità dei coetanei maschi. "Un risultato importante siglato Fidapa - sottolinea Monica Falcomatà - di recente è stata accolta a Dubai, durante l’Expo". E la presidente ricorda ancora un’altra battaglia promossa dalla sua associazione, la convocazione dello stato generale delle donne. "La Fidapa è cambiata a livello internazionale, non dobbiamo dimenticare che siamo donne del 2022 e che alcune battaglie sono già acquisite. Ma dobbiamo andare avanti e insistere".

Come si può definire la Fidapa? "Siamo un movimento di opinione. Non siamo né un’associazione di beneficenza né di volontariato. Nella nostra mission c’è il movimento di opinione per affrontare temi, problematiche al femminile, situazioni varie che riguardano le donne, per sensibilizzare non solo l’opinione pubblica ma anche i rappresentanti delle istituzioni, affinché prendano atto delle esigenze al femminile di cui noi curiamo la promozione. La nostra attenzione è anche su una tematica che abbiamo abbracciato già da diversi anni, sposata a livello locale, e cioè la differenza salariale e retributiva delle donne.

Stiamo facendo una campagna di sensibilizzazione attraverso convegni, incontri, per perorare la causa e presentare interrogazioni e interpellanze alle istituzioni competenti, infatti ad un convegno promosso dalla Fidapa ha partecipato la ministra Bonetti. Siamo e vogliamo essere interlocutrici. E’ un’associazione che ha questo genere di interlocuzioni e questo della battaglia differenza salariale è importante, non si può mai abbassare la guardia nemmeno sulla violenza di genere". Un dinamismo tutto in rosa si riconosce nella Fidapa reggina.

Quali sono le iniziative promosse a livello locale? "A me interessa promuovere le realtà locali al femminile, per valorizzarle e metterle in evidenza. Quando organizziamo un convegno, vogliamo far conoscere la realtà da cui siamo circondati. Ricordo, ad esempio, l'incontro con Anna Barbaro, l’atleta paralimpica e con Maria Antonietta Rositani, per affrontare la tematica contro la violenza sulle donne. Di recente abbiamo parlato della detenzione al femminile, della situazione delle detenute nelle carceri femminili con la direttrice del carcere di Vibo Valentia, Angela Marcello, che ha grande esperienza sulla realtà carceraria in Calabria. Oggi sono in prevalenza donne a dirigere le carceri, rispetto ad uomini, e questo è già un risultato importante.

Un’altra battaglia sposata a livello nazionale e locale è sulla medicina di genere. La medicina è tutta incentrata sull’uomo, le sperimentazioni, le cure mediche, i test dei farmaci sono sugli uomini, mentre è da qualche decennio, grazie anche all’associazione donne medico, che si è portata in evidenza questa situazione. Noi donne siamo biologicamente diverse dagli uomini, quindi deve esistere una medicina di genere che non riguardi soltanto gli specifici problemi al femminile, ma in generale la medicina".

Quali le iniziative nel prossimo futuro? "A livello locale andrò avanti in un percorso che riguarda lo sport, la cultura, le professioni ed anche l’imprenditoria locale. E’ già difficile fare impresa storicamente, ancora di più per le donne, valorizzare quindi le belle sfide che alcune donne hanno voluto portare avanti e che oggi danno risultati in campi più disparati, è tra i nostri principali obiettivi".

Non si sbottona molto sui prossimi incontri, ma rivela "ci sarà la valorizzazione dell’imprenditoria femminile. Il 10 aprile visiteremo il Planetarium Pythagoras, incontreremo la responsabile scientifica Angela Mesiano, ci parlerà dei pianeti, di astrofisica, di astronomia. La dottoressa Mesiano è un esempio di professionista che si spende per la nostra città, vogliamo onorare questo aspetto".

E gli uomini? "Diamo spazio anche a loro, sono previsti relatori uomini nei nostri convegni - afferma - nel prossimo progetto di maggio, infatti, ci sarà un professionista, responsabile di una realtà importante e sarà circondato dal mondo femminile dell’associazionismo molto impegnato nel territorio. Si tratta di una battaglia vitale, che vogliamo sostenere proprio perché siamo un movimento di opinione, per sensibilizzare su una tematica importante nel campo medico su una terapia sperimentale".

Da sette mesi alla presidenza della Fidapa, è cambiato il suo sguardo sulla città? "Ho una certa conoscenza del mondo femminile cittadino grazie al mio impegno nelle istituzioni politiche. Da vice presidente della commissione pari opportunità della regione, ho avuto l’opportunità di conoscere realtà importanti, anche se il taglio era prettamente istituzionale. Da presidente Fidapa mi muovo, invece, con una struttura più snella ed agile. Noi ci autofinanziamo, siamo un gruppo di donne che vogliamo operare, stiamo facendo tante cose che magari da componente di un’istituzione pubblica era più complicato pensare e realizzare proprio perché si passa attraverso tutta una serie di passaggi burocratici.

Quello che sto notando, in un momento storico così difficile, è che dando uno sprint diverso, offrendo a questa associazione un dinamismo ed una marcia in più, la Fidapa ha ripreso un nuovo vigore. Ultimamente tredici nuove socie hanno chiesto di farne parte. Siamo più di sessanta socie e la mia associazione ora sta vivendo una nuova stagione. Si tratta di donne affermate, medici, biologi, avvocati, imprenditrici, farmaciste, dirigenti d’azienda e di enti pubblici, artiste, un mondo variegato accanto alle storiche socie, che stanno vivendo questo momento della nostra sezione come una nuova linfa, con grande entusiasmo, apprezzando tutte le iniziative.

Ciò vuol dire che quando si vede dinamismo, quando c’è la voglia di essere operativi, di avere un ruolo nella società anche con un impegno civile, allora è possibile realizzare grandi cose. In questo senso mi sento di essere diventata un punto di riferimento per la Fidapa reggina e per il mondo femminile". Non si fa mai abbastanza per mettere in luce le donne, una congettura sconfessata dalla Fidapa di Reggio Calabria.

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