Mercoledì, 17 Luglio 2024
Lo Stretto necessario

Lo Stretto necessario

A cura di Roberta Pino

Libro sospeso: abbassare i muri con un progetto che arricchisce la biblioteca del carcere di Arghillà

Da un’idea di un detenuto, l'iniziativa consente di acquistare dei libri presso le librerie aderenti all’iniziativa e mira ad allungare una mano tra le sbarre, accorciando le distanze

Basta un libro per accorciare le distanze, abbattere i muri tra chi è costretto a scontare una pena detentiva dentro le carceri e il mondo esterno, dove la vita fluisce naturalmente. Dal caffè sospeso del bar di Napoli al Libro Sospeso, si chiama così l’iniziativa, partita dal mese di giugno, che coinvolge diverse librerie di Reggio Calabria e che consente di acquistare un testo qualsiasi da destinare alla biblioteca del carcere di Arghillà.

Tale progetto è già operativo in alcune carceri del territorio italiano ma è la prima volta che si realizza negli istituti penitenziari della città dello Stretto. Il tutto è nato dall’idea di un detenuto (ormai trasferito in un altro carcere), ex referente della biblioteca di Arghillà (ampia ma vetusta) che, nell’inverno passato, si è reso conto della necessità di dare un nuovo volto alla biblioteca stessa, per svecchiarla e riempirla di nuovi testi.

Propone così il progetto il Libro Sospeso. Le attuali autorità dirigenti, dottoresse Marianna Stendardo e Roberta Velletri, in servizio nella Casa circondariale di Reggio Calabria, hanno accolto favorevolmente la proposta, grazie anche alla collaborazione della dottoressa Foti, responsabile dell’area educativa e dei volontari operanti nella struttura stessa.

Ricevute le dovute autorizzazioni, alcuni operatori all’interno del carcere, si sono fatti portavoce dei desiderata del
detenuto, e sono partiti all’azione coinvolgendo le librerie della città. Cinque le librerie che hanno aderito al progetto, Amaddeo, Ave-Ubik, Libro Amico, Mondadori e Paoline, progetto avviato a giugno e che si concluderà a settembre.

Acquistare un libro e donarlo alla biblioteca del carcere, questo è l’intento dell’iniziativa e tanti sono i libri già messi da parte che spaziano da un genere all’altro, anche in lingua straniera per i detenuti non italiani. Ma quali sono i testi scelti finora?

Dalla pagina Facebook della libreria Libro Amico (tra quelle coinvolte) si possono intravedere alcuni titoli, “Il fantasma di Canterville”, “Lo strano caso del dottor Jekyll e Mr. Hide”, “Morte di un cardinale”, “Materia, le
parole” ed ancora “I fiori del male” di Baudelaire e “Fahrenheit 451”, ma alcuni donatori, si apprende, hanno preferito fare un buono e saranno i volontari, al termine della campagna di solidarietà, a scegliere i testi.

Non ci sono, quindi, particolari restrizioni od orientamenti verso un genere o titolo specifici, l’unica raccomandazione è che il libro non abbia una copertina rigida, ma in brossura, flessibile, per motivi comprensibili. Grazie al Libro Sospeso, si avvicina così il territorio al carcere e viceversa. Il carcere, si sa, è un luogo separato dalla società, incute timore e la maggior parte dei cittadini sa poco o niente della vita che si conduce dietro le sbarre.

Una vita ristretta e costretta, e la semplice donazione di un libro può accorciare le distanze e la separatezza oggettiva esistente tra dentro e fuori le mura carcerarie. I detenuti capiscono di esistere anche fuori, che qualcuno li pensa, li supporta, le pagine di un libro colmano, seppur in maniera diversa, le mancanze di un contatto con l’esterno.

Si crea così una connessione tra chi ha acquistato quel testo e chi lo riceve e lo legge, un modo per “dialogare” attorno ad un libro, come se fosse un vero e proprio circolo di lettura, a distanza però. Il regalo di un cittadino, anonimo, ad un carcerato che non conosce, due persone della comunità che si incontrano, il valore della solidarietà che diventa vicinanza e speranza, grazie anche alle dediche che alcuni decidono di scrivere nei libri donati.

Una donazione che assume forme significative.  A settembre poi, quando si concluderà la campagna di solidarietà, i volontari ritireranno tutti i libri sospesi per essere consegnati ai legittimi destinatari. Il progetto è realizzato in collaborazione con le istituzioni scolastiche presenti all’interno del carcere, la scuola Cpia (Centro provinciale di istruzione per adulti) Stretto Tirreno-Jonio, il liceo artistico Preti Frangipane e l’istituto professionale alberghiero turistico Giovanni Trecroci di Villa San Giovanni.

Un aiuto concreto a persone che non riescono più a sognare. Arricchire le biblioteche delle carceri, spesso molto misere, dove i detenuti chiedono di poter leggere qualcosa e non trovano testi grazie ad un piccolo ma importante gesto di solidarietà. E la lettura può svolgere un ruolo importante per chi deve vivere rinchiuso per anni. Fa sentire meno soli e abbandonati, aiuta a creare relazioni e a vincere la terribile sensazione del tempo che non passa mai.

In questi tre mesi, ci saranno anche dei momenti di lettura proprio nelle librerie coinvolte nell’iniziativa e saranno promosse dalle volontarie, nonché scrittrice e insegnante, Romina Arena e Paola Schipani. Un modo per stimolare, ancora di più la donazione e perché no, la propria conoscenza attraverso la lettura di un buon libro.

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