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Verso il Natale, la solidarietà che resiste e che non si ferma davanti alla pandemia

Festività natalizie col sorriso per i poveri della città grazie al costante impegno della Caritas diocesana. Le iniziative messe in campo a Reggio Calabria. La mission di don Nino Pangallo, suor Loriana Torelli e Bruna Mangiola

Natale, da sempre, è sinonimo di felicità. La trepidazione adrenalinica con cui, ogni volta, si aspetta questo periodo con la frenesia dei preparativi che ben conosciamo, pranzo, regali, messaggi da scrivere, quest’anno lascia spazio a ben altri sentimenti. Al bando per tutti i momenti scintillanti per fare largo a sobrietà, contenutezza e moderazione. E ancora più difficile si presenta il Natale A.D. 2020 per gli ultimi per eccellenza, i poveri.

Si conta che cinque milioni di individui in Italia siano in povertà assoluta, secondo i più recenti dati Istat. Un fenomeno in crescita a causa dell’emergenza sanitaria in corso, che ha destabilizzato ancora di più la già precaria economia del nostro paese. La Caritas è tra le realtà della comunità ecclesiale italiana che si adopera maggiormente per arginare la povertà, attraverso l’esercizio della carità, della giustizia sociale e della pace.

pranzo di natale caritas-2E nel perseguimento delle sue mission, ogni anno, nella città dello Stretto, la Caritas organizza il pranzo di Natale nella chiesa di San Giorgio Extra. Dopo la messa del 25 dicembre, da venti anni ormai, la parrocchia cambia fisionomia, si approntano dodici tavoli da 10 posti ciascuno, apparecchiati con le tradizionali tovaglie rosse e piatti color oro. Un’esplosione di gioia e di colori accoglie gli amici in difficoltà, i soli, gli emarginati.

Ed il lauto pranzo è servito! Quest’anno la pandemia ha stravolto tutti i programmi. Assembramenti vietati, distanziamenti di sicurezza da osservare, mascherine e altri dispositivi di protezione da portare sempre con sé. Il pranzo nella chiesa di San Giorgio Extra, nella sua consueta modalità, non potrà svolgersi, ma il rendez-vous con gli amici in difficoltà è assolutamente
rispettato.

“E’ impensabile che i giorni di festa siano trascorsi nella solitudine - racconta suor Loriana Torelli, coordinatrice delle mense cittadine, (nella foto) - un piatto caldo è necessario, perché quel giorno non diventi ancora più triste”. La Caritas diocesana, come ricorda ancora suor Loriana, è operativa tutti i giorni dell’anno, perché la carità non va mai in vacanza.

Torelli Loriana-2“Ogni giorno ci sono tre mense per i poveri, alla chiesa del Divino Soccorso, alla parrocchia di San Francesco d’Assisi e al centro d’ascolto “don Italo Calabrò” di Archi - spiega la suora, - circa ottanta, cento persone indigenti prelevano il pranzo da asporto, viste le regole vigenti da osservare. Per la cena, invece, c’è la mensa della solidarietà a Catona, seguendo sempre le modalità di asporto”.

C’è chi dona le materie prime, c’è chi cucina, c’è chi serve, in una simbolica catena d’amore in cui tutti gli anelli sono armonicamente incastrati e tutti di fondamentale importanza. Per il pranzo di Natale, che si svolgerà a San Giorgio Extra nel rispetto delle regole Covid, “verrà offerto un pasto più particolare con un piccolo regalo da donare a ciascuno degli ospiti. I volontari si stanno organizzando per mettere musica all’esterno, per creare una atmosfera festosa. La cosa importante è non
dare solo la busta e mandare via la persona, ma guardarla negli occhi, chiamarla per nome, mettere in atto momenti di umanità” chiosa suor Loriana.

Circa cento persone ogni giorno usufruiscono delle mense della Caritas diocesana. Stranieri, italiani, anziani, donne e uomini soli che non ce la fanno ad arrivare a fine mese. Un mondo sfaccettato il cui comune denominatore è la povertà.

“In questo momento non c’è solo fame di cibo, ma di ascolto, di incontro - dice Bruna Mangiola, voce e volto noti nel campo della solidarietà - la gente ha la necessità di raccontarsi, di parlare. Anche questa è una fame da soddisfare”. E l’Help Center “La casa di Lena”, struttura vicina alle necessità degli homeless da lei coordinata, si occuperà del pranzo di capodanno che, in genere, si
svolgeva alla stazione.

Mangiola Bruna-2“Quest’anno non è possibile - racconta Bruna - quindi cucineremo e daremo il pasto fuori accompagnato da canzoni e da animazioni in tema natalizio. Non si possono creare assembramenti, ma si può dare tanta attenzione a ciascuno di loro”. Piccoli gesti concreti, come ad esempio, il dono delle sciarpe realizzate a mano dai fedeli delle parrocchie cittadine, in occasione della giornata del povero, il 15 novembre scorso. “Trecento sciarpe create con tanto amore e passione, gesti che riscaldano il povero”.

Nella rete di solidarietà ci sono altre realtà cittadine che si occupano di organizzare e distribuire i pranzi una volta al mese. Si tratta dell’associazione Nuova Solidarietà e delle parrocchie di San Francesco d’Assisi, Santo Stefano da Nicea, Santa Lucia, San Salvatore, Sant’Antonio e San Luca. Manifestazioni evidenti di attenzione agli ultimi che si rivelano necessarie per avere uno sguardo profondo sulle persone che incontriamo nel nostro cammino e che non appartengono a quella borghesia perbenista e benpensante.

“...Se tu penserai e giudicherai da buon borghese, li condannerai a cinquemila anni più le spese. Ma se capirai, se li cercherai fino in fondo, se non sono gigli sono pur sempre figli vittime di questo mondo”, cantava De Andrè nel brano “La città vecchia”, un inno agli ultimi, quella umanità varia e bella, interpretata magistralmente dal Faber nazionale.

Una filosofia fatta propria dalla Caritas diocesana, con il suo sguardo costante sui poveri. E il direttore, don Nino Pangallo, ci conferma che il pranzo di Natale ci sarà, ma all’insegna del Covid. “Vogliamo che non sia semplicemente una distribuzione di buste di plastica di alimenti - racconta - ci inventeremo un sistema per la diffusione, non possiamo farli sedere attorno ad una tavola ma vogliamo esprimere ugualmente il senso di calore e fraternità. L’obiettivo è comunque creare un momento di partecipazione umana in questo contesto in cui le persone deboli e fragili lo sono ancora di più.

Pangallo Nino-2Ma d’altra parte è un Natale provvidenziale perché Gesù di Nazareth è nato per strada, proviene da una famiglia di migranti e accoglie il bambino grazie alla disponibilità di chi mette a disposizione un luogo caldo e protetto. Vogliamo trovare anche quest’anno la modalità di accogliere chi vive per strada - sottolinea ancora don Pangallo - urge di più in questo momento mentre operiamo affinché il Covid venga superato e che ci sia la ripresa economica. Occorre, tuttavia, sostenere chi rischia di essere
l’ultima ruota del carro”.

Don Pangallo ricorda che circa il 10% della popolazione reggina vive nella povertà. “Povertà sanitaria, sociale, educativa, familiare e di chi si ritrova ai margini. Il nostro compito - conclude - è cercare di stare accanto a chi è solo”. Un Natale diverso dal solito, ma in cui non mancherà l’impegno per essere vicini alle persone in difficoltà.

E tutti siamo chiamati a contribuire donando una offerta di denaro (Iban IT17 Z076 0116 3000 0001 8578 898) o preparando una
delle pietanze previste in programma. Per informazioni è sufficiente contattare i numeri 348 0831917 e 339 3774530.

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