Sabato, 20 Luglio 2024
Lo Stretto necessario

Lo Stretto necessario

A cura di Roberta Pino

Dai Caraibi alla città dello Stretto, la psicoanalisi del terzo millennio riunisce i professionisti del Circolo del Caribe

Gli psicoanalisti di Argentina, Colombia e Spagna incontrano i colleghi italiani in occasione del convegno internazionale promosso dal Circolo Psicoanalitico Caraibico del Mediterraneo

Psicoanalisti provenienti dal Sud del mondo si sono incontrati in Italia in una tre giorni promossa dal Circolo psicoanalitico caraibico del Mediterraneo. Argentina, Colombia, Spagna e Italia sono i paesi di provenienza dei professionisti della mente per discutere di una tematica sempre pregnante “La psicoanalisi nel terzo millennio: l’inconscio oggi”.

Ma anche per celebrare due ricorrenze importanti, il trentaduesimo anniversario della fondazione del Circulo Psicoanalitico del Caribe (CPC) e il terzo anno dalla nascita del Circolo Psicoanalitico Caraibico del Mediterraneo (CPCM).

Un convegno internazionale che si è tenuto (e concluso da poco) tra Roma e Reggio Calabria con un finale festoso ad Anoia, comune della Piana di Rosarno. Appassionata direttrice d’orchestra dell’evento è stata Eva Gerace Gemelli, psicoanalista in diversi paesi Europei e Latinoamericani, nonché dottore di ricerca e specializzata in Psicologia Clinica, psicologa, fondatrice e già presidente del Circolo Psicoanalitico dei Caraibi.

Tra la sponda romana e quella reggina, i relatori si sono incontrati per parlare degli apporti della psicoanalisi nella lettura del malessere contemporaneo e del suo riflesso nella società. E l'evento si è concluso con l'esibizione del gruppo di allievi di clarinetto del conservatorio di musica di Reggio Calabria.

“Il Circolo Psicoanalitico del Caribe, a settembre, ha compiuto trentadue anni dalla fondazione - ricorda Eva Gerace - e, come sempre, festeggiamo con un evento ai Caraibi o qui in Italia. Finora abbiamo organizzato ventotto convegni internazionali. Questa volta sono venute in Italia tre generazioni di psicoanalisti”.

Eva Gerace ha replicato in Italia il Circolo Caraibico da soli tre anni, dandogli una connotazione tipica del Mediterraneo. E a Roma, nella libreria Spazio Sette e a Reggio Calabria, nella location di Palazzo Campanella, ogni relatore ha presentato i propri lavori, trasmettendo l’importanza dell’ascolto, i sintomi e le patologie oggi più diffuse. “Ogni lavoro si è svolto con delicatezza e competenza e poi spazio anche ad un tour nell’area archeologica della Villa romana di Casignana, a Gerace e ad Anoia”, chiosa Eva Gerace.

Spazio culturale e psicoanalitico a.Verare

Ed il piccolo centro della Piana di Rosarno è il luogo di nascita di Eva Gerace, poi trasferitasi in Argentina. “Ad Anoia ho realizzato lo Spazio Psicoanalitico Culturale a.Verare, dal nome della mia rivista online - spiega Gerace - con un logo tutto particolare. Si tratta di tre cerchi, quelli del nodo Borromeo, in cui Reale, Simbolico e Immaginario si uniscono all’oggetto causa del desiderio, la petit “a”.

E’ la formula lacaniana che indica l’avverarsi della costituzione soggettiva. Al centro sì è posta una scultura, realizzata da mia nipote, che ben potrebbe rappresentare le fratture che la vita riserva a ognuno”. “a.Verare richiama “avverare”, rendere vero. Un gioco simbolico con una parola che concede al desiderio (“a”) una realizzazione… si legge nella homepage del sito della rivista.

Un simbolo lacaniano che Jacques Lacan, psicoanalista e filosofo francese, ha adottato dopo aver visto il nodo Borromeo, il simbolo della dinastia borromea con un preciso significato: quando gli anelli sono tutti e tre assieme, reale, simbolico e immaginario, non si separano, mentre se si toglie un lato qualsiasi di uno dei tre anelli, gli altri due si separano. Tre anelli intrecciati, quindi e se uno di essi viene separato, si liberano anche gli altri. Lacan
introdusse questo nodo nella psicoanalisi per rappresentare l’essere parlante, suddiviso in tre registri, appunto Immaginario, Simbolico e Reale.

Il loro intreccio è necessario affinché la realtà di quest’ultimo sia coerente, e per mantenere un discorso e un legame sociale con gli altri. In tal senso, le diverse forme di intreccio determinano la struttura psichica. Lo spazio psicoanalitico a.Verare di Anoia nasce come un posto ideale per presentare libri, ascoltare musica, dove l’arte, in tutte le sue espressioni, incontra la psicoanalisi. Un luogo di pensiero e di incontro, dove esponenti di diverse discipline e del mondo della cultura, si confrontano.

“E’ la sede legale del Circolo Psicoanalitico Caraibico del Mediterraneo - chiarisce Eva Gerace - tutto il paese è stato coinvolto all'inaugurazione con la presenza del sindaco Alessandro Demarzo e di tutta l’amministrazione comunale”.

Tematica del convegno e interventi dei relatori

“La Psicoanalisi del terzo millennio: l’inconscio oggi” è il tema del convegno scelto per celebrare i due anniversari. Professionisti provenienti dal Sud del mondo si sono incontrati ed hanno esposto i propri lavori con passione e competenza. Eva Gerace Gemelli ha illustrato il suo intervento sull’endometriosi, tema studiato e sviluppato dall’esperta da più di diciotto anni.

“Ho dimostrato come l’endometriosi non sia una malattia genetica e come il proprio vissuto possa creare la patologia. Ho presentato, a tal proposito, due casi documentati di guarigione. E’ il caso di come le parole marchino il corpo”. Paula Urdaneta ha parlato di Mishima e “Trasformare la mancanza in completezza” è stato il titolo del suo intervento.

La musicista Dina Tullio Donatone ha parlato delle forme dell’ascolto, dimostrando come l’ascolto in musica abbia tanti punti di contatto con la psicoanalisi. Isabel Prado Misas ha trattato il tema “Freud, Lacan, Roma”. L’artista Giovanna Maria Elena Marcianò si è soffermata su “La pulsione nell’atto artistico: racconti per immagini”, su come articolare lo sguardo con la pittura e su come si guardano le cose attraverso l’arte. Il tema di Jorge Luis Lopez Garcia “L’inconscio non è qualcosa che c’è dentro di nessuno: riguardo al dibattito sulla mente” dimostra dov’è l’inconscio.

“E’ dentro o fuori? - si chiede Eva Gerace - Lacan usa il nastro di Moebius, un costante movimento tra dentro e fuori, di parole che attraversano il corpo, lì c’è l’inconscio. In pratica, il potere della parola espresso sul corpo. Ci sono parole che possono danneggiare per sempre - spiega Gerace - e parole che possono guarire, che accarezzano, accolgono, che fanno da culla in modo che il soggetto possa vivere in un’altra maniera. In Argentina la culla che si porta a mano si chiama moisè, per dire che il bambino, quando nasce, si stacca dalla madre perché posto nel suo moisè, che non è il letto della madre. La parola, lo stacco, la costituzione soggettiva ci liberano, con la parola capiamo cosa vogliamo e conosciamo il nostro desiderio, l’inconscio. E questo ci solleva”.

Jairo Gallo Acosta ha trattato l’argomento “La psicoanalisi: l’invenzione di un’erotica sovversiva del corpo”. Rugeria Gallizzi, che lavora con bambini e adolescenti, ha parlato delle problematiche de “Il soggetto della certezza”. Maria Laura Falduto si è soffermata su “La schisi fra l’occhio e lo sguardo”, la differenza fra guardare e vedere, citando una poesia di Montale scritta alla moglie Drusilla, per significare come una persona esiste nello sguardo dell’altro.

La relatrice Carmen Elisa Escobar Maria ha esposto il tema “Ricomporre ciò che è staccato? Il narcisismo
in Lou Andreas-Salomé”, importante psicoanalista e grande teorica tedesca di origine russa. E, infine, la psicologa Nadia Carbone ne “La cura psicoanalitica al confine della vita”, ha dimostrato, “con straordinaria dolcezza” tutta la sua esperienza a contatto con i malati di cancro nel momento finale della loro esistenza. “Tutto il convegno si è svolto in italiano e spagnolo - ha raccontato ancora Eva Gerace che annuncia - tutti i contributi del convegno saranno raccolti in un libro e pubblicati a gennaio 2024 nella collana Psicoanalisi aRSI di Città del Sole Edizioni”.

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