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Domenica, 25 Settembre 2022
Lo Stretto necessario

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A cura di Roberta Pino

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Iter Vitis, tradizioni e buon vino: su il sipario con l'Ensemble d'archi del Cilea

L'evento di apertura, patrocinato dal Consiglio d’Europa, si è svolto sulla storica scalinata di via Giudecca. Tutti gli appuntamenti

Lo scenario è quello della scalinata monumentale di via Giudecca, ormai luogo simbolo di cittadinanza attiva, emblema del risveglio del senso civico ormai assopito da tempo immemore, immagine di una tanto auspicata
rinascita culturale a 360°. Un luogo naturale da cui godere di una vista magnifica dello Stretto con i suoi continui e repentini cambiamenti di colori. Qui, sabato scorso, nell’ora del tramonto, si è svolto un concerto dell’Ensemble d’archi del Conservatorio Francesco Cilea di Reggio Calabria. Quattro giovani studenti, Diletta Franco, Gabriele Durante e Giada Politanò al violino ed Elettra Franco al violoncello hanno espresso il loro talento musicale sulle note di Mozart, Bach, Morricone, Lennon e Verdi.

Iter Vitis

Il concerto d’archi ha inaugurato la prima edizione delle giornate Iter Vitis, l’Itinerario Culturale della Vite e del Vino, Les Chemins de la Vigne, certificato dal Consiglio d’Europa, evento articolato in sei tappe e promosso dall’Unesco Med Lab, unitamente ai comuni di Brancaleone, Bruzzano Zeffirio, Ferruzzano, Staiti e Bagnara Calabra, in sinergia con la Federazione Europea Iter Vitis. Una iniziativa collegata al mondo del vino e della vite che, dal 20 agosto e fino al 18 settembre, vedrà coinvolti i comuni sopra citati alla scoperta delle tradizioni locali legate al “nettare degli dei”.

“La scalinata di Via Giudecca è un luogo magico - ha detto Roberta Alberotanza, collaboratrice del ministero degli Affari Esteri, task Force per la Presidenza italiana del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa - fino ad un anno fa non ci si poteva sedere, quindi è doveroso ringraziare la comunità patrimoniale della scalinata monumentale di via Giudecca, Simona Lanzoni e Angelina De Salvo che, con un gruppo straordinario di cittadini di Reggio, hanno pulito questo luogo, e lo hanno fatto con i sensi di quello che al Consiglio d’Europa è la Convenzione di Faro, per la valorizzazione del patrimonio culturale, che fa riappropriare i cittadini del proprio patrimonio, li fa rendere consapevoli e custodi delle loro bellezze”.

La prima edizione delle Giornate Iter Vitis si svolge sotto l’egida del Consiglio D’Europa ma anche dell’Unesco Med Lab, attivo presso il dipartimento Pau dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, in sinergia con la Federazione Europea Iter Vitis. Presente all’evento, infatti, anche il magnifico rettore Giuseppe Zimbalatti.

“L’iniziativa è un tassello di un percorso che stiamo seguendo con il laboratorio Unesco Med Lab per la valorizzazione del patrimonio culturale calabrese - chiarisce il responsabile scientifico del Med Lab, Francesco Calabrò - e tra i vari strumenti rientrano gli itinerari culturali del Consiglio d’Europa, di cui la dottoressa Alberotanza è una grande esperta. Intanto sono state individuate queste prime cinque tappe che però rappresentano solo un punto di partenza di un lavoro che non si potrà fermare alle giornate già in programma ma sono l’inizio di un percorso che poi si dovrà tradurre in azioni concrete di valorizzazione del territorio”.

Il programma Iter Vitis nei luoghi del vino: gli appuntamenti

Dopo l’anteprima del 20 agosto, con il concerto inaugurale al tramonto dell’Ensemble d’archi, la prima tappa sarà a Ferruzzano, sabato 27 agosto, seguito da Bruzzano Zeffirio domenica 28. La settimana successiva toccherà a Staiti, sabato 3 settembre, seguita da Brancaleone, il 4 settembre. Il rendez-vous di chiusura spetterà al comune di Bagnara, domenica 18 settembre. Tappe che saranno impreziosite da una cerimonia di apposizione della targa Itinerario Culturale della Vite e del Vino “Iter Vitis — Les Chemins de la Vigne”, certificato dal Consiglio d’Europa.

Ensemble d’archi

E torniamo al concerto. L’Ensemble, come si legge in una nota inviata dal Conservatorio Cilea, è nato per volontà dei professori Giovanni Caridi e Domenica Romeo. Si tratta di un gruppo di studenti che hanno voglia di mettersi in gioco, confrontandosi e trovando insieme nuove soluzioni esecutive affidandosi alla cooperazione e al dialogo; si distingue per la capacità di affrontare diversi generi musicali, dal barocco al classico e alle colonne sonore più suggestive. L’Ensemble si è esibito in importanti manifestazioni e per prestigiose associazioni, riscuotendo ovunque consensi unanimi di pubblico e di critica.

“Si tratta di una scommessa che i giovani studenti fanno con loro stessi e con la musica interpretando un repertorio vasto nel migliore dei modi secondo quanto hanno imparato a fare - ha spiegato Francesco Romano, direttore del Conservatorio Cilea - e siamo particolarmente onorati di aver aperto questo importante itinerario che valorizza le bellezze e le tradizioni del nostro territorio. C’è bisogno di riscoprire la nostra identità per guardare al futuro e credo che la musica e l’arte possano e debbano dare il loro contributo in questa direzione”.

Il concerto ha sfidato le incombenti minacce di pioggia ed è stato un acclamato successo di pubblico, complici la cornice suggestiva offerta dalla scalinata fiorita di via Giudecca, lo sguardo rivolto verso la bellezza e grazie all’ascolto delle magnifiche sonorità trasportate dal vento, un affascinante e magico viaggio nel segno della musica al tramonto sullo Stretto, terminato con la celebre Aria della Traviata di Verdi “Libiamo ne’ lieti calici”.

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