Giovedì, 18 Luglio 2024
Lo Stretto necessario

Lo Stretto necessario

A cura di Roberta Pino

Storie d’amore e di perdita: il processo di elaborazione del lutto nel libro di Anna Lisa Nucara

Il gruppo Risalire insieme, dell'associazione Compagnia delle Stelle, propone percorsi di mutuo aiuto che rimettono in moto la vita

Il dolore ci consegna alla nostra fragilità. E’ noto che ognuno lo viva alla propria maniera e provare a viverlo bene è un compito assai difficile ma non impossibile.

I gruppi di mutuo aiuto sono, ad esempio, una delle strade percorribili per dare significato alla sofferenza. Ed a Reggio Calabria esiste una realtà che si occupa di una tematica forte, ancora considerata un tabù e che tocca, prima o poi, ciascun essere umano, la morte di una persona cara.

Si tratta del gruppo Risalire insieme che opera nell’ambito dell’associazione di volontariato La Compagnia delle Stelle, nata nel 2007 che offre, tra l’altro, “assistenza solidale al nucleo familiare del malato, durante il percorso di malattia e dopo, per elaborare il lutto”.

Sono le parole della presidente Antonietta Romeo contenute nell'introduzione di un libriccino, di appena cento pagine, realizzato da una delle volontarie della prima ora dell’associazione, Anna Lisa Nucara.

“Storie d’amore e di perdita” è il titolo del libro edito da Laruffa (collana Briciole di stelle) con un sottotitolo alquanto esplicativo “Facilitazione e narrazione guidata in un gruppo di mutuo aiuto per il lutto”.

“Questo libretto non ha la pretesa di essere un manuale sui gruppi di mutuo aiuto per l’elaborazione del lutto, c’è già tanta letteratura sull’argomento - scrive l’autrice - ma è il racconto di un’esperienza, la mia, di volontaria facilitatrice all’interno di un gruppo, Risalire insieme della Compagnia delle Stelle di Reggio Calabria”.

Un’esperienza che ha a che fare, originariamente, con una grave perdita di una persona cara per Anna Lisa Nucara, l’amata madre, ed il suo desiderio di condividere, mettere a frutto con gli altri, il suo percorso di risalita, di “guarigione”, di trasformazione del dolore, che assume sostanza e contorni differenti per ciascun individuo. “L’idea di occuparci di lutto venne in mente alla mia instancabile presidente, la dottoressa Antonietta Romeo - spiega l’autrice nel libro - che aveva letto sul web di un’esperienza epistolare dell’associazione Maria Bianchi di Suzzara”.

Un metodo, la narrazione guidata, ideato da Nicola Ferrari per supportare chi aveva subìto un lutto “che permette di non farsi guidare solo dall’empatia, dall’emotività - chiarisce l’autrice - la persona che frequenta il gruppo, in genere si trova sola, non compresa, si isola perché non trova nell’altro accoglienza né ascolto. Chi è in lutto non vuole consigli. Ed io non offro né consulenza né consigli.

Attraverso la narrazione, le parole che utilizzano i partecipanti, li accompagno ad andare a fondo in questioni irrisolte, nei sensi di colpa. Noi non diamo parole, facciamo in modo di utilizzare le loro affinché portino fuori il proprio vissuto e lo analizzino.

Non facciamo consulenza e non diciamo come bisogna comportarsi, è la persona stessa che, attraverso quella narrazione, arriva a capire cosa sia buono per sé e per gli altri” chiosa l’autrice.

Ed il metodo ideato da Nicola Ferrari è ben descritto nel capitolo IV del libro, dove emerge una figura importante, quella del facilitatore.

“Il ruolo del facilitatore non è solo quello di permettere una comunicazione fluida tra i partecipanti al gruppo, ma, tramite la narrazione guidata, intervenire negli scambi comunicativi per guidarli verso lo scopo inizialmente fissato, far emergere la verità nel rapporto tra defunto e dolente, cercare verità utili fuori o dentro il processo relazionale che si instaura, tutto questo senza intervenire sui contenuti ed evitando giudizi di valore e valutazioni di merito”.

L’obiettivo di un gruppo Ama (Auto mutuo aiuto) resta comunque quello di trasformare le parole in azioni, come emerge dalle pagine del libro “riuscire a mettere in movimento i partecipanti e far sì che possano intervenire nella concretezza della loro vita”.

Lo scopo finale non si riduce al racconto - sottolinea l’autrice - ma recuperare il lascito della persona che non c’è più, il suo patrimonio, tra virtù e limiti. Cosa ti vuoi portare di quella persona nella tua vita? Ora che la persona cara non c’è più, come è possibile continuare ad amarla? Sono le domande pregnanti intorno a cui ruotano gli incontri.

Ciò che si recupera, si può trasformare in un progetto, non si riduce tutto in uno sfogo, ci devono essere dei cambiamenti anche piccoli, nel percorso. Per essere efficace, io per esempio l’ho tramutato in un progetto di aiuto per gli altri”. E la facilitatrice Anna Lisa Nucara fa uso anche di metafore, poesie, racconti, aforismi che arricchiscono la pubblicazione, stimoli che aiutano a riattivare il percorso di vita di chi ha vissuto un lutto.

Pubblicato da qualche mese da Laruffa editore, il libro sarà presentato sabato 4 novembre alle 17:30 nella libreria Libro Amico, sita in viale Calabria. Ad accompagnare l’autrice, ci sarà la poetessa e scrittrice reggina Daniela Scuncia e la presidente dell’associazione La Compagnia delle Stelle, Antonietta Romeo. Due testimonianze racconteranno, infine, la loro personale esperienza e l’utilità ricevuta dal percorso di mutuo aiuto. Il ricavato dalla vendita del libro sarà devoluto per la realizzazione di progetti a favore delle persone in lutto e alla formazione dei volontari facilitatori.

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