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Lo Stretto necessario

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Lo Stretto necessario

A cura di Roberta Pino

Sono nata a Reggio Calabria ma, come dico sempre, appartengo all’Area dello Stretto. E già, le mie radici affondano tra una riva e l’altra di questo fazzoletto di mare che divide (o unisce) il continente dall’isola del mio cuore. Mamma reggina e papà del messinese, più precisamente di Milazzo, dove ho trascorso la mia infanzia felice. Ho un diploma di Ragioneria e una laurea in Economia e Commercio, anche questa conseguita a Messina. Ai miei tempi la facoltà di Economia non esisteva a Reggio e ricordo le mie traversate - non sempre piacevoli - con la motonave Edra, una volta al servizio delle Ferrovie dello Stato tra le due sponde. Il mio destino sembrava delinearsi quando, nel frattempo, vinco un concorso in un ente pubblico. Un avvenire già segnato, ma dentro di me c’era qualcosa di inespresso, una potenzialità a cui ho imparato a dare voce nel tempo: la mia passione per la scrittura che mi ha consentito di tuffarmi nel mondo del giornalismo. Riesco a prendere così, il famigerato tesserino di giornalista pubblicista con iscrizione all’ordine della Calabria. E da quindici anni ormai, cerco di conciliare , a volte in modo rocambolesco, il mio lavoro con la mia passione. Da tanto tempo ho abbracciato anche il mondo del volontariato, in particolare l'associazione Unitalsi, con cui, tra l'altro, si organizzano i pellegrinaggi a Lourdes. Amo leggere, viaggiare, il cinema, i gatti e i miei amici speciali. Amo soprattutto la mia terra e il mio mare.

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"L’Unitalsi? Una scelta di vita", la visione umana di Maria Teresa Arcadi

Tempo di nuove nomine per il direttivo della sottosezione di Reggio Calabria. La neo presidente succede all’avvocato Scotto, in carica per dieci anni, la cui scadenza di mandato ha determinato il rinnovo delle cariche elettive dell'associazione

Una forte risposta solidaristica al mondo del volontariato da parte dei giovani è del tutto evidente in questi tempi difficili caratterizzati, purtroppo, anche da una crisi pandemica che attanaglia l’intero pianeta.

Maria Teresa Arcadi fa parte di quella nuova generazione che ha compiuto una scelta di fondo molto importante: dedicare il proprio tempo libero in associazioni di volontariato assumendosi la responsabilità di un incarico che, si sa, porta in sé onori e oneri.

Unitalsi Arcadi 05-2Farmacista, trentatrè anni, Maria Teresa è la nuova presidente della sottosezione Unitalsi di Reggio Calabria, che succede all’avvocato Fabrizio Scotto, in carica per dieci anni, la cui scadenza di mandato ha determinato il rinnovo delle cariche elettive dell'associazione.

Ed è la più giovane presidente per la storica sottosezione reggina che contempla, in passato, nomi altisonanti, di grande risonanza umana e sociale, quali la contessa Plutino, l’ingegnere Stella e, per arrivare a tempi più recenti, il dottor Trapani Lombardo e l’avvocato Scotto. Persone illuminate che hanno inciso profondamente nell’associazione ecclesiale che si occupa del trasporto dei malati a Lourdes, garantendone la certezza di un futuro stabile.

Maria Teresa è anche un presidente tra i più giovani a livello nazionale dell’Unitalsi ma, come ci tiene a sottolineare lei stessa, “non c’è un’età per il servizio unitalsiano, è una vocazione che richiede passione, è un'esperienza formativa per la vita”.

Eletta il 19 novembre 2021 insieme ai consiglieri Giusy Arria, Viviana Bova, Maria Buonsanti, Renato Raffa e Maria Carmela Russo, Maria

Teresa Arcadi ci racconta come ha maturato questa scelta di vita. “L’Unitalsi fa parte di me da sempre - spiega - sono partita per la prima volta per Lourdes nel 1999 con “Ciao Baby 2000”, il pellegrinaggio bambini organizzato a ridosso del cambio di millennio”. Un primo passo che le ha consentito di capire quale fosse la strada da percorrere, una scelta elaborata, pensata lentamente che si faceva intanto spazio dentro di lei. Da allora Maria Teresa ha compiuto più di venti pellegrinaggi a Lourdes, che rappresentano il culmine dell’associazione, che è anche tanto altro.

E già, perché l’Unitalsi vive tutto l’anno accanto agli “amici in difficoltà”, come i volontari amano definire le persone con disabilità che frequentano la sottosezione, attraverso gli incontri in sede, l’organizzazione di eventi ludici, i ritiri spirituali ed il campo estivo a Bagnara Calabra, il tutto vissuto col sorriso e con gioia indescrivibile. Ma torniamo alla neo giovane presidente Arcadi che, piano piano, ha maturato dentro di sé la consapevolezza di essere chiamata a svolgere un servizio più grande e impegnativo rispetto a quello di semplice associato.

Per cinque anni è stata consigliere scelta da Fabrizio Scotto ed in questo tempo ha realizzato quanto svolgere il servizio all’Unitalsi fosse per lei una cosa naturale “quasi più che fare la farmacista - sottolinea Maria Teresa - per cui ho dovuto studiare e specializzarmi. Il servizio unitalsiano è una questione interiore, si sente dentro e l’esperienza sul campo agevola le tecniche di approccio con gli amici in difficoltà. Quando ho cominciato, eravamo un gruppetto di amiche e Amelia ha utilizzato un approccio soft per farci avvicinare al servizio”.

Mazzitelli Amelia-2Fondamentale nelle associazioni di volontariato è avere degli esempi di persone di alto livello da seguire ed imitare. E Maria Teresa ci tiene a ricordare Amelia Mazzitelli, (nella foto), già presidente della sezione calabrese e vice presidente dell’Unitalsi nazionale, prematuramente scomparsa nel 2019, un grande ed illuminato esempio di donna da emulare, che ha lasciato tracce indelebili di umanità nei cuori di chi l’ha conosciuta. Una scelta di vita per Amelia così come lo sta diventando per Maria Teresa.

Qual è stato il momento in cui l’idea di candidarsi è divenuta concreta?

“Durante il mandato di un consiglio - spiega Maria Teresa - si cerca di individuare il potenziale successore al quale affidare la sottosezione. Così è stato per me, dopo un percorso lungo anni. Per fare il presidente occorrono delle caratteristiche personali specifiche, oltre l’umanità ci vuole anche la diplomazia, non nel senso di accontentare tutti ma di scendere a compromessi con se stessi nei propri limiti personali. Un presidente deve esserlo per chiunque, non devono sussistere personalismi e bisogna accogliere e andare incontro alle persone”.

L’Unitalsi, al pari delle altre associazioni, ha subìto gli effetti devastanti della pandemia, ha dovuto rivedere la propria mission cercando differenti punti di contatto con gli amici in difficoltà. Come vede l’Unitalsi del futuro? Quali sono i suoi propositi?

“Vorrei restituire la sottosezione di Reggio alla città. In questi anni ci siamo chiusi nelle nostre case, nei nostri appuntamenti fissi che ci facevano stare più tra noi che con gli altri. E ciò significa tornare nelle parrocchie, nelle scuole per far conoscere l’importanza e la bellezza del servizio unitalsiano. Purtroppo la pandemia ci ha limitato, il nostro è un servizio attivo, non fine a se stesso, che svolgiamo a contatto con gli amici in difficoltà.

E’ bene dare, soprattutto ai giovani, l’opportunità di fare questa esperienza, di approcciarsi alla nostra realtà, come è accaduto a me. Fare una evangelizzazione nel territorio è fondamentale, devo pensare adesso che fra cinque anni finirò il mio mandato e ad oggi non so se sono in grado di individuare una persona che voglia e possa prendersi questo incarico di guida della sottosezione. Il mio compito ora, oltre a restituire la sottosezione alla città e portare qualità nel servizio che svolgiamo, un servizio fatto col cuore e non per abitudine, è creare un futuro alla sottosezione di Reggio”.

Un futuro che passa necessariamento attraverso i giovani. “Vorrei dire ai giovani di non limitarsi alla propria limitata realtà ma di avvicinarsi agli altri anche nella diversità - afferma - l’Unitalsi è una grande palestra di vita, abbraccia una rete sociale molto ampia, ci sono realtà variegate e offre la possibilità di vedere che la vita è oltre, che c’è tutto un mondo meraviglioso creato grazie all’amore, abbattendo le barriere che la società ha imposto tra il disabile e l’abile”.

E Maria Teresa punta sulla partnership, la collaborazione con le altre realtà del territorio “per imparare l’una dall’altra - spiega - il mio obiettivo è dare risalto al servizio che facciamo, sempre per una visione futuristica dell’associazione che viaggia, ormai, da 118 anni. La più grande missione del presidente è portare avanti questo progetto e creare un futuro”.

Unitalsi Arcadi 03-2In conclusione Maria Teresa ci tiene a ricordare il presidente uscente Fabrizio Scotto, (nella foto). “Ho ereditato da lui tanti valori, pazienza, onestà, correttezza, disponibilità verso gli altri, sacrificando se stesso e la sua famiglia”.

Quali gli obiettivi nell’immediato futuro?
“Con la pandemia, non potendo incontrarci in sede, vado ogni giorno a fare visita agli amici a casa. Dobbiamo, poi, ancora incontrare il vescovo da cui aspettiamo la ratifica della nomina del nuovo consiglio e vorremmo invitarlo presto in sede, per trasmettergli le esperienze maturate in questi anni. Vogliamo metterci a disposizione della curia con il nostro servizio attivo, silenzioso, gratuito per persone in difficoltà, con testimonianza di carità. L’Unitalsi è un cammino parallelo di servizio, umanitario e spirituale insieme. Unitalsi è il Servizio per eccellenza! A Lourdes affondano le radici della nostra associazione, ma poi è cresciuto un albero bellissimo che ha dato tanti frutti, condivisione, amore, e servizio”.

Un grande slancio solidaristico quello di Maria Teresa Arcadi, da accogliere e convogliare durante questo tempo di forte impegno per le associazioni, una scommessa da vincere guardando al futuro.

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