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La Consolatrice risale all'Eremo, Arillotta: "Nel cuore dei reggini c'è solo una certezza"

La riflessione dello storico nel giorno del rientro alla Basilica dell'Eremo della Madonna della Consolazione

"Perché a Reggio Calabria organizziamo le Feste Patronali di settembre, in onore della Madonna della Consolazione, e non le organizziamo anche a novembre? Perché la processione che segue la Vara con il quadro della Madonna, a settembre, conta decine di migliaia di partecipanti, in un’atmosfera gioiosa e festante, e in quella di novembre, c’è quasi tristezza?"

E' quanto si chiede lo storico Francesco Arillotta che afferma: "La risposta sta nel grande affetto che tutti noi reggini nutriamo verso ciò che quel quadro rappresenta. E' un’opera artisticamente forse non eccelsa - sarebbe meraviglioso se, nei grandi depositi del museo del Louvre riuscissimo a trovare l’antichissima icona che prima era posta sull’altare maggiore del piccolo convento dei Cappuccini all’Eremo, e che, nel 1799, secondo una ricostruzione solo suggestiva, i soldati di Napoleone Bonaparte trafugarono dal palazzo maltese del nobile reggino Domenico Parisio Diano.

Ma esso è diventato, nel corso dei secoli, il riferimento certo e sicuro di una fede autentica, nella quale il popolo di Reggio pone le sue speranze di difesa contro le avversità, sotto qualunque forma si presentino, che lo affliggono.
E quando quella Immagine arriva in città, a settembre, tutto è festa. Quando, a novembre, si avvia a tornare “a so casa”, tutto è tristezza. Anche la strada che si percorre contribuisce a questo sentimento. Essa è tutta in salita, il passo è lento, le soste più frequenti, il quadro più pesante. Ma nel cuore dei reggini c’è una viva certezza: il prossimo settembre la Madonna tornerà… E sarà nuovamente una Grande Festa!"

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