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Scalino19

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A cura di Antonio Marino

Clearco e i Bronzi di Riace, una storia affascinante

Sui banchi del mercatino domenicale delle pulci la scoperta di intriganti studi sui Guerrieri e le origini dei rioni di Reggio

Capita, scartabellando sui banchi del mercatino delle pulci, che alla domenica mattina colora la reggina Rada Giunchi, d’imbattersi in preziose intriganti chicche librarie.

A me, ad esempio, è capitato tra le mani un volumetto pubblicato nel giugno 1981: “I bronzi di Riace – Cronistoria di Reggio Calabria”. Autori: l’avvocato Michele D’Agostino-Corsi e Michele D’Agostino Junior.

Il testo, già a pagina 11, riporta una interessante citazione: gli autori riportano, integralmente, l’articolo, “A Reggio saliranno ancora sulle barricate se non torneranno subito i bronzi di Riace”, che, un cronista di razza come Luigi Malafarina, pubblica su “Il Giorno” di Milano il 13 maggio 1981.

A un certo punto Malafarina annota: “Alcuni studiosi (tra cui l’avvocato Michele D’Agostino), sostengono che i due guerrieri non sono opera di Fidia (come vuole il sovrintendente Giuseppe Foti) ma sono stati fusi da artisti reggini (Clearco?) e collocati nel tempio fatto erigere da Locresi e Reggini sulle sponde del fiume Sagra dove attorno al 506 a.C. 15 mila locresi e 7 mila reggini sconfissero, con l’aiuto di Càstore e Pòlluce e di due giganteschi guerrieri (di cui sono poi state fuse le statue) tra cui il mitico Aiace, l’esercito di Crotone forte di 100 mila uomini. Le statue
furono poi strappate dai loro piedistalli dai romani (una delle rapine di guerra) e caricate su una nave che però, per una oscura maledizione, affondò nelle acque di Riace”.

Ora, però, prima di riportare qualche altro passo del libro, è opportuno leggere l’incipit della prefazione, scritta dallo stesso avvocato D’Agostino: “Nel riprendere ed ampliare il nostro lavoro sulle origini della Corsica e dei paesi compresi nel rettangolo del territorio reggino, che va da Gallico a Villa San Giovanni e salendo lungo i torrenti Gallico e Catona comprende Santo Stefano d’Aspromonte e San Roberto, ringraziamo affettuosamente tutti gli amici che hanno acquistato ed esaurito la nostra prima edizione del libro…”

Insomma, il libro che ho scovato io è il figliuolo di una pubblicazione che ha visto la luce nel settembre del 1977, titolata “Origine della Corsica e rioni di Reggio Calabria”: lì, come l’avvocato D’Agostino annuncia a pagina 3, viene eplicitata la tesi secondo la quale “le popolazioni delle valli dei torrenti Catona e Gallico sono i discendenti di una colonia Greca di Focesi come le popolazioni della Corsica”.

Tale libello veniva, sul numero 3-4/1977 de “La Procellaria – Rassegna di varia cultura”, recensito da Francesco Fiumara: “l’avv. D’Agostino assodava però (né sta a noi giudicare fino a che punto la sua tesi abbia validità scientifica) che sia la Corsica che molti rioni di Reggio Calabria ebbero origine dalle migrazioni e colonizzazioni dei Focesi nel VI secolo a.C. Questi, cacciati dalla locride da Ciro II, si stabilirono in Corsica, da dove in proseguo furono ricacciati dagli Etruschi ed approdarono alle coste calabre fondandovi dei centri abitati. Tutto questo – chiosava Fiumara – è narrato con garbo e ricchezza di notizie e di aneddoti nel quaderno Origine della Corsica e dei rioni di Reggio Calabria, edito a cura dell’autore”.

A libretto compiuto e stampato nell’autunno 1977, confida, però, l‘avvocato Michele D’Agostino, “ci siamo trovati ad un fatto nuovo sorprendente e cioè: narrando i fatti nella loro cruda e nuda realtà storica, per un nesso logico di connessione, ci sorprendemmo di aver trovato un filo conduttore con i bronzi di Riace alla descrizione dei Giganti della Battaglia della Sagra, e rimessici alla ricerca più dettagliata dei fatti storici e dei nomi antichi della zona della battaglia, abbiamo con sorpresa rilevato che la Sagra non era altro che l’attuale “Stilàro” e che Riace sorge sul luogo descritto della battaglia e cioè alla destra del fiume”.

Nacque così il libro, già citato, del maggio 1981: “I bronzi di Riace – Cronistoria di Reggio Calabria”. Nell’ottobre del 1981, infine, vien fuori “Lisìstrato e Pollùce – bronzi reggini di Clearco”. Autori: l’avvocato Michele D’Agostino-Corsi, Marilena e Michele D’Agostino Junior.

Qui, addirittura, con i disegni di Marilena D’Agostino, ricostruisce scudo, lancia ed elmo dei guerrieri! Oltre ad individuare, definitivamente, in Clearco l’autore dei bronzi. Insomma, la scoperta del libretto al mercatino delle pulci unitamente al dono degli altri due volumetti fattomi dalla signora Marilena D’Agostino, hanno … provocato la penna mia, che subito s’è messa a … scolpir lettere e comporre frasi su di un foglio bianco.

Il tutto, mentre la nostra Reggio s’accinge a gustare, oggi pomeriggio al Teatro Cilea, la proiezione, in prima visione, del docufilm “Semidei”, dedicato proprio ai Bronzi, onore e vanto di questa nostro Mare, di questa nostra Terra.

P.S. - La signora Marilena D’Agostino è mia suocera e Michele D’Agostino Junior, fratello suo nonché zio mio, è oggi noto avvocato penalista del foro milanese. L’avvocato Michele D’Agostino- Corsi, papà loro, era nonno di mia moglie Maria Giada. Questo lo scrivo non per il gusto di citare i miei parenti: lo scrivo poiché consapevole che tanto, in storia e letteratura, c’è ancora da scoprire fra le strade e dentro i muri della nostra amata Reggio Calabria!

Se non avessi conosciuto Maria Giada mai mi sarei lasciato rapire, al mercatino delle pulci, da quel cognome su quella copertina sbiadita, e mai avrei saputo che un avvocato, a cavallo fra gli Anni ’70 e gli ’80, aveva dedicato
fresche quotidiane energie alla realizzazione di un progetto storico-letterario intuitivo, avvincente e complicato.

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