Venerdì, 19 Luglio 2024
Scalino19

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A cura di Antonio Marino

L'edicola in piazza Duomo è la loro vera mission: Massimo e Giovanna, resilienti innamorati

Il Siparista ha fatto tappa da Massimo Arcidiaco e Giovanna Latella che ogni dì accettano la sfida di essere edicolanti, tra difficoltà d’ogni natura, affrontate sempre col sorriso, con coraggio e progettualità

È Domenica. È l’ultimo giorno del mese di giugno. Reggio Calabria è ingabbiatia in una cappa di calore, umidità e desiderio d’alito di vento. Il Siparista, all’alba, alla radiosveglia, ascoltando Radio Radicale inciampa in un commento dedicato alle edicole, luoghi di umanità e formazione vengono definite.

Incombendo il nuovo appuntamento con un nuovo Amico da…privar del sipario suo, il curiosone amico nostro sceglie di piombare in piazza Duomo, occupando, materialmente, l’Edicola Duomo, sulla destra, scrutando l’incantevole Basilica Cattedrale.

Con Massimo Arcidiaco non è opportuno far convenevoli: è uomo concreto, sorridente, disponibile, attento. Al tempo della pandemia si fece autenticamente prossimo: portava il giornale fin sotto casa ai suoi clienti, affinché nessuno restasse escluso da, almeno, quel pizzico di vita fatta anche di relazioni.

“La mia giornata comincia alle 5 – attacca Massimo – giunto in edicola inizio a smazzettare i giornali, specialmente i quotidiani. I periodici, invece, arrivano ormai solo tre volte la settimana: e quando ci son pure loro debbo dedicar tempo al reso, dando indientro l’invenduto, sostituito evidentemente dal nuovo numero”.

Titolare dell’edicola è Giovanna Latella: “In effetti – sottolinea Massimo – io son collaboratore di mia moglie”. Con Giovanna “ci siamo scoperti mentre stavo a vivere il lavoro di famiglia: la grande distribuzione di giornali, riviste e periodici. Noi Arcidiaco custodivamo il territorio reggino e provinciale. Fu a quel tempo che conobbi Giovanna; scoppiata la scintilla, decidemmo, poi, proseguendo sul cammino tracciato da mio padre, di restare nel mondo della carta stampata. Ma in modo nuovo! E pensare, però, che da giavanottino sognavo d’entrare a far parte delle forze dell’ordine…”

Un mestiere affascinante, l’edicolante: “forse, oggi, - sussurra Massimo - l’edicolante vive una missione, non solo un lavoro: le condizioni lavorative sono complicatissime, pochi sono i quotidiani che gli editori fanno arrivare. Ancor più ingarbugliato è il discorso relativo alla distribuzione: oggi è un’unica holding che bada alle edicole dell’intera Calabria. Pazzesco. Ai limiti dell’impossibile.”

E ancora: “il mio desiderio è d’accontentare ogni cliente e ciascun avventore. Ma è difficile quando sotto alle dita ti ritrovi coi giornali contati… Al tempo di papà, all’epoca in cui la distribuzione era curata dagli Arcidiaco, capitava, nella notte, di ricevere, specialmente dai quotidiani locali, una telefonata che annunciava una maggiore tiratura, legata ad un fatto di cronaca rilevante. Oggi, invece, vuoi pure per l’oramai abitudinario uso di social e app varie, assistiamo alla costante diminuzione delle pagine dedicate, dai quotidiani nostri, alla cronaca locale…”

E se un tempo si lavorava “specialmente coi quotidiani, oggi – svela malinconico Massimo – ci si salva con giocattoli e bustoni vari. Merce naturalmente utile per la sopravvivenza, ma che crea difficoltà organizzative: l’edicola non è attrezzata a mo’ di negozio per giocattoli, deve reinventirsi gli spazi, d’esposizione e di conservazione, sempre badando a dove metti le cose. Altrimenti, quando fai il reso, se non ti ritrovi la merce ricevuta e invenduta, rischi pure di rimetterci…”

Al Siparista sorge, in testa, una indiscreta domandina, che Massimo, però, con un sorrisetto ironico addirittura anticipa: “il cosiddetto aggio, la percentuale di guadagno che l’edicolante ottiene sulla vendita di prodotti editoriali come giornali e riviste, è oggi pari al 18,50%. Tale cifra, però, sarà poi resa ancor più snella dalle tasse, comprese quelle comunali: c’è chi di noi paga l’affitto, chi invece l’occupazione di suolo pubblico”.

Ma, a proposito di Comune. L’Edicola Duomo s’erge sul salotto buono cittadino, quel corso Garibaldi che dovrebbe, potrebbe, vorrebbe essere la passeggiata dolce nel cuore della Reggio bella e gentile: come renderlo davvero appetitoso, desiderato e utile?  “Andiamo con ordine – precisa Massimo! – Reggio è città che deve approfittare delle sue bellezze naturali. Pertanto deve giocare col turismo, in maniera seria, però! Reggio deve imparare ad accogliere il turista: dal politico al commerciante, tutti siamo chiamati ad essere aperti e attenti a chi, anche grazie a Ryanair, sbarca nella nostra città.

Come? Mettiamo un bus elettrico, piccolo, ad attraversare, da nord a sud e viceversa, costantemente, il Corso Garibaldi, con fermate già definite: incentiveremmo il parcheggio in zone definite e un po' distanti dal centro cittadino e, allo stesso tempo, favoriremmo il commercio.

I commercianti, dovrebbero rimodulare orari di apertura e chiusura, compreso magari il tentativo di vendita anche
al lunedì mattina. Oppure: creiamo un disco orario, con tempo limitato, magari non oltre i venti minuti, che consenta la sosta nelle traverse adiacenti il Corso; consentiremmo a chi deve far compere, o magari solo ritirare della merce, di farlo senza imprecare o veder la pressione schizzare alle stelle…”

Massimo è un reggino coi piedi ben piantati nella nostra amata terra; gli occhi, però, cercando d’andare oltre, sognano una Città capace di non far fuggire i propri figli: “affinchè la città riparta è necessario l’apporto di tutti. La politica, quella intesa con la "P" maiuscola, deve riagganciare la strada.

Restando arroccata all’interno del Palazzo, per giunta ai piani alti, non riesce ad ascoltare il palpito di un cuore cittadino sofferente, implorante, desideroso di collaborare, puntualmente tenuto ammutolito…” E tornando al turismo, Massimo aggiunge: “perché il Museo coi suoi Bronzi resta chiuso al lunedì? Perché la Basilica Cattedrale chiude a mezzogiorno per riaprire nel pomeriggio? Che facciamo, spieghiamo ai turisti che qui da noi in determinati giorni e momenti tutto si ferma?

Incentiviamo invece gli infopoint: diamo alle edicole l’opportunità d’essere presidi vicini all’uomo che sceglie Reggio per le sue vacanze o i suoi investimenti. Diamo alle edicole materiali informativi: la loro collocazione sul territorio consente d’essere vicini sia a coloro che arrivano in aereo, sia a chi sceglie aliscafi o treno… e poi siamo presenti in tutti i punti strategici turistici cittadini”.

Suggerimenti che nascono dal cuore di un uomo, Massimo, che “non godo di ferie. A mia personale disposizione ho la pausa pranzo, alle 13, e la domenica pomeriggio: altrimenti sto qui, in edicola, fornendo un servizio a chi desidera conoscere, crescere, sapere in maniera tradizionale ma esaustiva”. È la chiosa conclusiva, però, a svelare i tratti di un Massimo autenticamente convintamente reggino: “se mio figlio mi chiedesse di poter proseguire lui questa attività? Ne sarei felice, resterebbe su quella stessa carta stampata che ha cullato la famiglia Arcidiaco.

Tuttavia, non lo incoraggerei a restare qui. Il governo centrale dovrebbe assicurare un contributo a ogni commerciante che ha il coraggio di restare e d’investire in questa città: tanti sono pure i bastoni che la burocrazia piazza fra le ruote del commerciante, intralciando ulteriormente un cammino accidentato, perciloso, poco redditizio.

Tuttavia, se di Reggio sei innamorato, rischi, rilanci, soffri e speri…e resti!”. Un cliente entra a comperare un quotidiano. Massimo l’accoglie col fraterno sorriso dell’Amico che attende l’Amico. È tempo di lasciarlo al suo lavoro, il Siparista lo ha già distratto abbastanza. Ci tornerà domani, il Siparista, ad acquistare i soliti quotidiani. E nel feriale verrà nuovamente accolto anche dal luccichìo oculare di Giovanna, sposa d’un uomo e d’un progetto: allorquando si dice che se si è in due c’è ancor più gusto nel correre un rischio… Buona Vita Giovanna! Buona Vita Massimo! Grazie!

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