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Domenica, 25 Febbraio 2024
Scalino19

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A cura di Antonio Marino

Sanremo 2024: Allevi e le parole dritte al cuore, Giorgia incanta e sul palco anche la Calabria con le mascotte delle Olimpiadi

Il racconto della seconda serata del festival della canzone italiana. Al teatro Ariston la presentazione di Tina e Milo, realizzati dagli studenti dall'Istituto comprensivo di Taverna, in provincia di Catanzaro

Il profumino degli involtini di verza, che stanno a cucinarsi in forno, in cucina, s’appropria del soggiorno. Sono le ore 20.45 e il televisore rilancia i volti di Amadeus e Fiorello, collocatisi innanzi all’Ariston: ha inizio la seconda serata del settantaquattresimo Festival della canzone italiana.

Ora, si sa, diciamocelo: se in tv ci sta un buon programma, è bella mangiarci, cenarci insieme. Cioè, io ceno e il programma scorre, facendo da…colonna sonora alle…forchettate! A dire il vero, la serata è aperta da Ruggero, il nonno di Viva RaiDue, il programma mattutino di quel siciliano di Rosario Tindaro!

Amadeus, di rientro in Teatro, se lo ritrova sul proscenio, pronto a canticchiare versi di pezzi di recentissima pubblicazione. E poiché a cantare saranno soltanto la metà, quindici, mentre l’altra metà si cimenterà nella presentazione dei colleghi chiamati all’esibizione, l’orologio d’Amadeus appare meno stressato: pur rispettando i tempi segnati in scaletta, il direttore, affiancato dall’effervescente Giorgia, lascia che ogni storico momento – il cantante che presenta il cantante, a Sanremo! – avvenga in maniera genuina, naturale.

E c’è il tempo, per esempio, per notare l’abbigliamento di Renga e Nek: in un oceano di stoffa nera, acconciata in centinaia di strambe, maschili e femminili, mode, i due indossano eleganti vestiti, giacca e cravatta insomma. Eleganti, nonostante, però, l’arancione camicia di Renga…!

E se Dargen D’Amico, terminata l’esibizione, avverte l’urgenza di sottolineare che “quel che ho detto ieri sera, prima serata del Festival, non aveva nulla di politico. In vita mia ho commesso tanti peccati, alcuni gravissimi, ma mai ho pensato d’avvicinarmi alla politica. Mi lascio sempre guidare da amore e umanità”, così dimostrando il netto scollamento tra la classe politica italica – almeno dell’ultimo quarantennio – e il popolo, Giorgia, ricordando con Amadeus l’epoca delle musicassette, riporta gl’appassionati del Festival ai giorni in cui la vita sapeva di note e carezze.

Alle ore 22,17 accade una magia, che solo le tavole di un Teatro possono accogliere, vivificare, custodire: il Maestro Giovanni Allevi, dopo due anni di lotta alla malattia, torna, con intonate dita, ad accarezzare il pianoforte. Un brivido sconquassa la schiena di quanti ascoltano il Maestro: “dal letto d’ospedale ho scoperto che il rosso dell’alba è diverso dal rosso del tramonto…”

Un mucchietto di lacrime fan ruscello sulle guance: è il sogno che permette il trionfo della vita, è il sogno, d’ogni malato, che da’ qualità al travaglio oncologico. Qualunque sia la terrena conclusione, è sempre la Vita a vincere. Vinse pure il giorno in cuì morì la mia mamma Gabriella: spremuta da un tumore al pancreas, non avvertì mai la necessità di lasciarsi andare. Lottò, s’aggrappò al sogno di continuare quel fantastico sogno ch’è la vita, e quando capì che il divin disegno altro contemplava, scelse, come ultimo atto terreno, di gustare qualche cucchiaiata di gelato, da me imboccata…come fossimo tornati – Lei, papà ed io – al tavolino dello storico Bar D’Agostino, sul nostro Lungomare.

E poi: romantico e delicato è il medley che la co-conduttrice Giorgia dona al Festival, settanta candeline spegne all’Ariston l’intramontabile “Romagna mia” con La Nuova Orchestra Santa Balera con Mirko Casadei, mentre il ballo del qua qua che Fiorello insegna a John Travolta resterà per tanti e tanti lustri in scaletta a Blob!!

Alle ore 00,18 Giorgia e Amadeus presentano Sangiovanni, che presenta Loredana Bertè, prima nella provvisoria classifica stilata dalla Sala Stampa:godendo della sua performance s’avverte l’ostinazione, l’energia, l’entusiasmo dei pescatori di Bagnara, vittoriosi sempre nell’eterna lotta col pesce spada, in fuga sempre tra le onde e le tenebre…

Alle ore 01,24 Amadeus e Giorgia danno lettura della nuova cinquina, frutto dell’odierno voto, a metà, di italiche radio, circa duecento, e televoto. Al quinto posto si posiziona Mahmood, al quarto Loredana Bertè, al terzo Annalisa, al secondo Irama e al primo Geolier.

E allo scoccare delle ore 01,29 Amadeus autorizza l’Italico Stivale a raggiungere il giaciglio del riposo. E coi faccioni di Tina e Milo, i due ermellini, nati dall’ingegno dei ragazzi dell’Istituto comprensivo di Taverna, in Terra di Calabria, eletti mascotte ufficiali delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026, si spengono le luci d’Italia, e anche il vecchio frac va a nanna!

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