Domenica, 14 Luglio 2024
Scalino19

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A cura di Antonio Marino

Sanremo 2024: Teresa Mannino e Russell Crowe conquistano l'Ariston

Il racconto della serata del festival della canzone italiana e la terza cinquina, frutto della somma tra televoto e voto delle radio

Non credo sia pura coincidenza: l’Ariston, al terzo appuntamento del 2024, vibra, non, però, causa ugole o strumenti musicali. È la meridionale, siciliana, Teresa Mannino a dare al Festival una scossa tutta teatrale. Densa, leggera, allegra, pensata!

Mannino è, da buona meridionale, generosa e originale, furbacchiona e riservata, testarda e dalla schiena dritta: non è, dunque, mera coincidenza se lo spettacolo, proprio nella sua serata da coconduttrice, subisce un’evoluzione positiva, gioiosa, gustosa come una fetta di parmigiana di melanzane (fritte, eh!) divorata a distanza di qualche ora dalla cottura…!

Se, poi, all’aria fresca mediterranea portata dalla Mannino sommiamo la voce e il sorriso di Russel Crowe, è facile affermare che è stata una piacevola infinita serata! “Let the light shine” è il titolo del singolo che Crowe, insieme alla sua band The Gentlemen Barbers, offre al popolo festivaliero: un ritmo e dei versi che proiettano nelle atmosfere dei locali newyorkesi, fra chitarre jazz, cori gospel e tanto genuino blues. E quando Amadeus gli chiede di ripronunciare la famosa frase, con voce roca, sensuale e italiana, chiosa: “al mio segnale scatenate l’inferno”!

Scivolando, invece, sulla gara, è bene menzionare Danger D’Amico, nella terza serata in veste di presentatore di uno dei quindici colleghi chiamati a cantare: guadagna il proscenio indossando un vestito color crema alla vaniglia e…tutto scritto! A renderlo bislacco sono le parole, una lettera letteralmente dopo l’altra, scolpite, credo con ago e filo, oppure stampate, ma poco importa, su ogni spazietto della giacca, del gilet, del pantalone, della cravatta!

E se Teresa Mannino, a un certo punto, fissa Amadeus ed esclama: “a Sanremo ci son più nasi che fiori!”, Paolo Jannacci e l’attore Stefano Massini pongono sotto le luci della ribalta il dramma delle morti sul lavoro ricordando che l’operaio “si sveglia Uomo e, nel lavoro fattosi tragedia, s’addormenta, per sempre, fotografia”…

E ancora la Mannino, a conclusione del monologo recitato a cavallo della mezzanotte: “i maschi umani preferiscono il potere: sulle donne, sui bambini, sulla natura. Anche a me piace il potere, ma il potere di…di ridere, di cantare anche se sono stonata, di ballare per strada. Non sono disposta a ignorare le storie che non sono ancora passate. Se non è passato non è il momento di passare oltre”.

I Negramaro, presentati da Emma di rosa acceso vestita, cantano: “basta saper andare, andare, andare…/ Chi se ne frega dove?!/ Ma a me importa solo di poter restare/ fermo sulle mie gambe, qui, ad aspettare./ E che sia al mare, che sia dove soffia il vento,/ non mi importa:/ ricominciamo tutto!”

Fiorella Mannoia, fasciata da raffinato abito verde bosco, con “Mariposa” rammenta che “mi chiamano con tutti i nomi/ con tutti quelli che mi hanno dato/ e per sempre sarò libera, e orgogliosa canto!” La Mannoia è in forma strepitosa, da’ performances delicate e incisive, dimostra d’esser sempre la carismatica Signora dell’italica Musica.

Alle ore 01,33 Amadeus e Teresa Mannino dettano la…terza cinquina, frutto della somma tra televoto e voto delle radio: al quinto posto si colloca Mr. Rain, al quarto Il Tre, al terzo Alessandra Amoroso, al secondo Ghali, al primo Angelina Mango.

E di questa terza serata cosa resterà? Il modo di salutarsi dei babbuini narrato dalla Mannino; lo sfottò che Russel Crowe riserva al…Qua Qua che ha…travolto l’attore americano presente all’Ariston mercoledì 7 di febbraio; il bacio che Giuliano Sangiorgi chiede e strappa a Emma; l’eterna “ragazzità” dell’amato Gianni Morandi…!
E alle ore 01,38 tutti, di gran carriera, a…ronfare sotto le coperte…!

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