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Venerdì, 24 Maggio 2024
Scalino19

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A cura di Antonio Marino

Grazia, pasticciera all’improvviso fra sogni e speranze s’è ritrovata naufraga sull’isola del goloso

Appuntamento con "Il Siparista" tra le mille dolcezze della maestra Chirico. Dalla facoltà di giurisprudenza alla creazione di bontà che accarezzano il palato e quel desiderio nel cassetto da realizzare

L’appuntamento è fissato per le ore 10, in via Antonio Cimino al numero civico 54. È lì ubicata “La via del goloso”, pasticceria gelateria biscotteria cake design. Ci aspetta la titolare, Grazia Chirico: ecco nome e cognome della nuova…”vittima” de “Il Siparista”!

“Da piccola – attacca Grazia – detestavo il tempo d’avvicinamento alle feste. A casa, a Mosorrofa, mamma nonna e zia s’adoperavano nella realizzazione dei dolci tipici, natalizi o pasquali, e a me toccava dare una mano, sottraendo così del tempo, per me a quell’epoca prezioso, al gioco piuttosto al dolce far niente coi coetanei…”

Nel 2016, però, Grazia ci finisce, definitivamente con le mani in…pasta! “Attraversavo un periodo particolare – ci racconta – e mio fratello, alle prese con un’azienda che trattava cibi senza glutine, mi spiazzò con una proposta, quella d’aprire una pasticceria…” L’idea ingolosì Grazia: nacque così “La via del goloso”, “denominazione – sottolinea – frutto della fantasia del suddetto fratello!”

All’indomani della inaugurazione, però, le lacrime rubano il proscenio alle paste: “mio papà, Mastru Natu, un’intera esistenza fatta di lavoro e famiglia, un muratore parecchio conosciuto, morì. Fece appena in tempo a vederci qui, tra zucchero e pan di Spagna: fu un colpo tremendo. Fu, anzi, è, però, in me, la…forza per andare avanti nei vari momenti di sconforto o delusione che il commercio riserva. Papà ci lasciò qui: era felice. Ogni qualvolta lo scoraggiamento fa capolino nell’animo mio, pensò a papà e subito ritrovo forza entusiasmo e coraggio per trovar soluzioni utili a sbrogliare le varie matasse!”

E chiarisce: “Parlo al plurale perché la mia è un’attività di famiglia. Katia, mia sorella, che svolge tutt’altra professione, ogni qualvolta è libera è in pasticceria a dare una mano. Anche la mia mamma ci aiuta, così come mio fratello, nei tempi liberi dal lavoro suo. La nostra è una famiglia d’artigiani, non ci spaventa il lavoro, lo affrontiamo con entusiasmo e schiena dritta, forti dell’insegnamento dei nostri genitori: indipendenza economica e libertà d’azione e di pensiero son valori che vanno strenuamente difesi e vissuti appieno”.

E a proposito d’indipendenza, Grazia, con un triplo salto mortale, degno del miglior acrobata, ci proietta all’epoca universitaria: “ero iscritta a giurisprudenza. Sognavo d’esser giudice, o magistrato. Sognavo di svolgere tal professione con scrupolo, indagando approfonditamente sui fatti, evitando il mero sentito dire, giudicando le persone su basi solide, con prove oggettive, dopo avere ascoltato ogni imputato o testimone con pazienza e umanità.

Al terzo anno, però, mollai giurisprudenza: papà non la prese bene, ma avevo trovato un primo lavoro, in tasca mi si presentarono i primi quattrini tutti miei, innanzi agli occhi scorrevano le immagini di piccole cosette che avrei potuto comperare senza chieder nulla a nessuno e…misi in soffitta i sogni giuridici…”

Fatto sta che quello del diritto, o meglio, dell’investigazione, è cruccio che pungola la mente di Grazia: “amo leggere. Il mio autore preferito è Ken Follett. Divoro i suoi libri durante quei pochi giorni di vacanza che riesco a rubare al lavoro, in estate. Follett è un giallista delizioso, i suoi libri, seppur mastodontici, si leggono in un baleno!“

E ancora: “fra i miei sogni v’è la costruzione di una pasticceria con annessa sala lettura: un’ampia stanza, foderata con ampie vetrate, ricca di divanetti e poltroncine e con un angolo computer. Lì, il cliente, sorseggiando un buon caffè, soffiando su una calda tisana, addentando un’aragostina, potrà godere di una buona lettura, in digitale o con il libro stretto nella mano libera…!!! Doneremmo, così, dolcezza cultura e serenità”.

Il siparista, oramai s’è capito, è curioso assai. E a una maestra nell’arte della pasticceria non poteva non chiedere…dolce o salato? “Assolutamente salato – sorride Grazia – anzi, assolutamente una buona carbonara!”

Come darle torto? A furia di stare appresso ai dolci si sarà stufata anche solo di vederli… “niente affatto! – puntualizza Grazia – Il mio mestiere richiede studio, aggiornamento, curiosità: trascorro tanto tempo a ricercare nuovi prodotti o inedite decorazioni. La pasticceria è sempre in divenire: sui colori, sugli ingredienti, c’è sempre del nuovo da scoprire, da sperimentare, da far assaporare”.

Anche perché, chiosa Grazia, “ciò che tu vedi esposto in vetrina è frutto di un lungo, delicato, creativo, lavoro: un cornetto, ad esempio, richiede alcune ore di lavoro. E chi si lamenta che il mio cornetto è con poca cioccolata non conosce la materia! Il cornetto, lievitando, dopo esser stato farcito, crea quella sorta d’arcata, croccante e bombata, centrale: quel vuoto apparente non è sinonimo di tirchieria da parte mia, è segno di un prodotto fatto in maniera artigianale, a mano insomma!”

In pasticceria Grazia può contare su validi collaboratori leali, affiatati e…entusiasticamente lavoratori. È una professione che richiede un lavoro di squadra, è una professione che assorbe quasi tutto il tempo a disposizione in ogni giornata: “non ho tempi morti, non soffro di noia! Anche adesso, in testa, si rincorrono i nodi che ancora debbo sciogliere: una torta da decorare, un fornitore da sentire, una novità da far mia, un cliente da risentire.

E i clienti meritano tutta la nostra attenzione, col sorriso ovviamente! E quando – chiude Grazia – un dì sarò talmente stanca da non riuscire a tenere in mano un bignè, mi ritirerò magari nella mia Mosorrofa, luogo dell’infanzia, della spensieratezza, delle giornate belle vissute all’ombra di papà e mamma”.

Le lancette dell’orologio bacchettano Grazia: è rimasta fin troppo lontana dal tavolo del laboratorio, laico altare sul quale microscopici, talvolta polverosi, ingredienti assumono, messi insieme con sapienza, artistiche e deliziose forme, goduria degli occhi, felicità per le papille gustative! Buona vita Grazia e…grazie!

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