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Domenica, 21 Aprile 2024
Scalino19

Scalino19

A cura di Antonio Marino

La nostalgia che avremo di noi alla ricerca del vero segreto della vita

Torniamo a frugare fra gli appunti del Signor Camillo: scopriamo, stavolta, l’opera prima di Anna Voltaggio, un libro che parla di noi, e a noi racconta la nostra capacità di dissimulare i fuochi che bruciano l’anima nostra

Lo scorso dicembre, in ben due occasioni, abbiamo sfogliato il taccuino del Signor Camillo, imparando, così, a conoscere i suoi gusti letterari.

Oggi l’incrociamo sul reggino lungomare: sta seduto in macchina, lato passeggero, gambe accavallate con la sinistra sulla destra, tra le dita l’opera prima di Anna Voltaggio, “La nostalgia che avremo di noi”, che Neri Pozza Editore ha mandato in libreria il 27 ottobre 2023.

Evidentemente Camillo il libro lo ha già letto, poiché gli occhi appaiono rapiti dal rosso pastello di un tramonto sul mar dello Stretto. Sul sedile, lato autista, sta il taccuino suo, spalancato sulla pagina contenente annotazioni sul libro della Voltaggio. Con aria disinvolta, c’accostiamo allo sportello e, attraverso il finestrino aperto, leggiamo…

Apparentemente son tredici brevi romanzi: in realtà è un unico racconto, a tappe! Anna Voltaggio getta l’occhio sulla vita e dentro l’anima di tredici creature: ne racconta illusioni e privazioni, attese e ferite, aperture e fughe, distrazioni e dimenticanze, perdite e ritrovamenti.

Costruisce, la Voltaggio, le prove che dimostrano come la vita di ciascuno di noi non si compie in maniera individualmente isolata: ognuno di noi appartiene alla grande famiglia umana e ogni nostra relazione c’intreccia con altri cuori, anch’essi di carne e sogni…

L’autrice conferma che tutti noi siamo vivi poiché autori e fruitori di continui scambi di sillabe, sguardi, odori, sentimenti, lacrime, sorrisi, abbracci, abbandoni, attenzioni… Dipinge, Anna Voltaggio, tredici vite; scolpisce, curando il dettaglio, tredici graziosi brevi romanzi talmente intriganti da provocare, nel lettore, la fretta d’arrivare alla fine per capire dove andrà a parare il protagonista di turno.

Ciascun capitoletto resta, poi, aperto: sta al lettore indagare fra le pieghe della storia, che la Voltaggio ricama con delicatezza… E in ogni capitoletto torna almeno un personaggio protagonista d’un altro spazio, narrativo ed esistenziale: è il filo rosso, quasi segreto, che l’autrice usa per dimostrare ch’è nella relazione, autentica e sofferta, in divenire o da chiudere, il segreto della vita.

Insomma, se dovessi regalarlo a qualcuno, lo regalerei: spiegando, però, che va letto con lo stesso spirito con cui si divora un panino con la mortadella. "Alcune giornate sono molto lunghe per essere sorprendenti”, annota a un certo punto l’autrice: ecco, anche il lettore dovrebbe desiderare – compatibilmente con gl’impegni esistenziali – d’assaporare un libro in tempi relativamente brevi, dilatando il tempo che dedica all’imprescindibile Arte della lettura. Eviterebbe di perdere sfumature, carezze e cazzotti ricevibili soltanto se non si scappa – di continuo! – dall’atmosfera che l’autrice crea…

Non ci è dato sapere quale sarà il libro del prossimo venerdì – ci siamo imposti di rincorrere, ogni settimana, il Signor Camillo, relazionando, poi, agli Amici di “Scalino19”, al venerdì – ma una cosa è certa: Anna Voltaggio esordisce in maniera elegante, lasciando nel lettore il sapore forte di quel preciso momento in cui l’uomo prende coscienza che il suo futuro sta divenendo presente e un eventuale cambio di rotta provocherebbe significative conseguenze. Pertanto, la vita, viviamocela bene: eviteremmo rimpianti e vagonate d’ansia!

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