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A cura di Antonio Marino

Rileggendo mons Ferro: in un libretto l'attenzione amorosa e viscerale verso il colle dell’Eremo

La raccolta di testi dedicati a Maria, "La Madre Celeste ai figli pellegrinanti in terra", è la scala che porta lì dove il Risorto rese eterna la storia dell’uomo: in Paradiso!

È notorio che il Signor Camillo, l’amico lettore del venerdì, non ami la stagione primaverile, ancor meno l’estate. Così, in un assolato, accaldato pomeriggio, Camillo sceglie di rifugiarsi sotto gli alberi che si stagliano all’inizio della spiaggia d’Annà di Melito di Porto Salvo. Lì, accarezzato dalla brezza marina, cullato dalla dolce nenia che solo le onde joniche sanno donare, sprofonda in una lettura…necessaria…in maggio.

È un libricino dalla copertina azzurra, proprio come il manto suo. È stato stampato addirittura a Rapallo, dalla Tipolitografia Emiliani, nel luglio del 1978. È titolato: “La Madre Celeste ai figli pellegrinanti in terra”. L’autore? Mons. Giovanni Ferro, arcivescovo già di Reggio Calabria e Bova. E in copertina v’è riprodotto il nostro amato Quadro, v’è Maria Santissima, Madre della Consolazione.

È un volumetto assai prezioso: raccoglie le Lettere Pastorali, diverse omelie, alcuni discorsi, e poi appelli e notificazioni e inviti che il Venerabile Mons. Ferro regalò al popolo reggino ed a quello bovese: ciascun testo nasce sotto lo sguardo di Maria, racconta le meraviglie che il buon Dio compie attraverso Maria, esorta a seguir Maria, a fidarsi di Lei, ad abbandonarsi a Lei.

È, come sottolinea nella presentazione il cardinal Pietro Palazzini, che della Congregazione Vaticana per le cause dei santi fu prefetto voluto da San Giovanni Paolo II, quello di mons. Ferro un “episcopato marcatamente mariano”. Tant’è che il porporato aggiunge: “le sue esortazioni mariane sono fiorite e sbocciate sulle sue labbra nelle circostanze più varie, ma specialmente nei periodi di buio della diocesi reggina; allora ha fatto sentire sempre più forte accanto ai suoi figli la presenza e l’aiuto della Vergine Maria, partecipando ai pellegrinaggi mariani, alle feste locali della Madonna; a qualsiasi manifestazione di pietà mariana”.

Chi ha l’opportunità di sfogliare tal libretto avverte, fin dalle prime pagine, datate 1953 – Lettera Pastorale per l’Anno Mariano, pubblicata l’8 dicembre proprio del ’53 – d’avere a che fare con un vescovo che conosce l’origine e l’intensità dei…venti che scuotono i cuori dei suoi preti e dei suoi diocesani: ogni suo scritto accarezza le ferite che in quel momento rendono complicato l’incedere dei suoi figliuoli in Cristo, in ciascun “capitoletto” di codesto libretto è possibile carpire l’urgenza del padre di dar suggerimenti pratici al figlio, indicandogli la giusta via, sussurandogli quali aggiustamenti vanno fatti per far si che lo stil di vita sia cristianamente autico, e poi retto, dignitoso, soprattutto altruista, generoso e speranzoso.

Emerge, ad esempio, in monsignor Ferro, un’attenzione amorosa, viscerale, verso il colle dell’Eremo: è Lui a voler la costruzione del nuovo, attuale Tempio. “Alla costruzione del nuovo Santuario Mariano la cui storia gloriosa si intreccia da secoli alla storia di Reggio Calabria, metteremo mano l’8 dicembre p.v. nel qual giorno si riaccompagnerà l’effige di Maria SS. al suo Eremo”, scrive il 21 novembre 1954.

È Lui a lanciare la sottoscrizione cittadina “per l’erigendo Santuario che sarà promossa dal Comitato da noi autorizzato”, sottolinea nella lettera per la solenne conclusione dell’Anno Mariano. È Monsignor Ferro a…salire e scendere…più e più volte dal colle eremitico, convinto che sol Maria saprà porre fra le braccia del Risorto il buon popolo a lui affidato. Inoltre, fra le righe d’ogni documento, si coglie la…premura pastorale e pratica: “curare di più la musica e il canto sacro, la pulizia e il decoro delle Chiese”.

E ancora: “disporre che la recita vespertina del Rosario avvenga nell’ora più adatta per il popolo”. Mentre, relativamente alle feste patronali, raccomanda: “la festa religiosa è un avvenimento di tanta importanza per l’intera comunità ecclesiale, da richiedere che tutti si sentano impegnati alla più diligente preparazione, per raggiungere innanzitutto l’alto fine spirituale proprio di una sacra celebrazione, procurando inoltre di stabilire e attuare, con l’azione concorde dei rappresentanti della comunità, un programma di manifestazioni culturali, artistiche e ricreative in armonia con il carattere sacro della festa, e rispondente alle giuste ed oneste aspettative della popolazione”.

E a proposito di pietà popolare, Mons. Ferro esorta alla salvaguardia delle tradizioni, della storia e delle consuetudini: “questo si otterrà – scrive – conservando il ricco patrimonio di un passato glorioso, purificato dalle incrostazioni dell’ignoranza e dell’egoismo”. Nel 1960, invece, in un discorso, Mons. Ferro scrive: “anche tu, o uomo, hai bisogno di sollevare il tuo spirito pensando alla Madonna. Sei talvolta così stranamente chiuso in te stesso, trovi tanto dura la lotta della vita; ti assilla il pensiero dei figli, il loro avvenire, il lavoro e i suoi complessi problemi: malattie, dubbio sulla Provvidenza, momenti di oscurità e di sconforto … su coraggio!

Guarda alla Madonna, abbi fiducia! Ella è mite e buona, non ti abbandona, apri a Lei il tuo cuore, confidale gli affanni, ti rasserenerai e tornerai a riconoscerti negli occhi splendenti dei tuoi figli, ti apparirà più bello e più amabile lo sguardo della tua donna”. E chiosa: “una bella e artistica immagine di Maria ci aiuterà a pensare a Lei. Non manchi nelle nostre case, e si continui la pia consuetudine di arricchire e ornare anche esternamente le abitazioni con qualche bella e artistica edicola mariana”.

Insomma, è un libricino prezioso, tant’è che nella presentazione il cardinal Palazzini così conclude: “caro lettore, ho voluto anticipare un poco di quanto è scritto in questo libro; ma leggi da te, tutto, per ordine e ti immedesimerai della teologia mariana di Mons. Ferro; ma soprattutto del suo calore spirituale, quello che per anni ha trasfuso nelle anime dei suoi diocesani”.

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