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Scalino19

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A cura di Antonio Marino

E' tempo di Natale con "Soledad – un dicembre del commissario Ricciardi"

Il nuovo romanzo di Maurizio de Giovanni, edito da Einaudi, offre al lettore un affaccio su una Napoli sofferente, infreddolita, impaurita, forse anche speranzosa

Quindici giorni orsono, all’apparir del primo numero di “Scalino19”, conoscemmo Camillo, intento, in una notte che non conobbe il sonno, a leggere la raccolta di testi teatrali di Leonida Rèpaci. Oggi, a pochi giorni dal Natale, torniamo in casa sua, stavolta vuota: Camillo è uscito e noi sfogliamo il suo quaderno, soffermandoci sulle pagine dedicate a… “Soledad – un dicembre del commissario Ricciardi” di Maurizio de Giovanni, pubblicato da Einaudi a fine novembre 2023.

De Giovanni – annota Camillo sul suo quaderno – offre al lettore un affaccio su una Napoli sofferente, infreddolita, impaurita, forse anche speranzosa. È il Natale del 1939 e il commissario Luigi Alfredo Ricciardi è alle prese con l’omicidio di Erminia Cascetta.

Le indagini, condotte insieme al brigadiere Raffaele Maione, saranno lo spunto per conoscere un’umanità afflitta dalla solitudine, aggrappata all’egoismo, vinta dalla nostalgia, stordita dal ticchettìo di “giornate” che “passano subito, come si dice, ma i minuti sono lunghissimi” (pag. 265).

Ricciardi avrà modo di riscoprire l’algido vicequestore Angelo Garzo e il dottor Bruno Modo di scoprire che, talvolta, l’apparenza, fattasi convinzione, inganna. E poi c’è la famiglia Colombo, squarciata dalla morte della figlia Enrica, moglie di Ricciardi e mamma della piccola Marta: son pagine che Maurizio de Giovanni scrive con delicato dolore. Il cuore di Luigi Alfredo è lacerato dall’assenza, il cuore dei genitori è affossato da una morte insensata, il cuore di Marta sussulta ogni qualvolta papà Ricciardi le racconta di mamma Enrica.

E ci sono le leggi razziali, e c’è una libertà che va a farsi strabenedire, e ci sono i giovanotti che gongolano ingabbiati in una camicia nera e c’è un padre che, nella notte di Natale, si fa predicatore, raccontando, in una sorta di monologo che andrebbe fatto leggere soprattutto ai nostri giovanissimi, cosa significa essere eroe, e cosa comporta.

C’è Nelide, la sua missione, affidatale da zi’ Rosa, e i suoi sussulti amorosi. C’è Bianca, la contessa di Roccaspina, che cura la crescita culturale e civile di Marta e c’è Bambinella, terrorizzata per il proprio destino: qualsiasi totalitarismo annienta i tuoi sentimenti, i tuoi desideri, le tue aspirazioni. Ogni totalitarismo ti ingrigisce, ti rende simile agli altri: se ti ribelli è la fine.

E c’è una fuga: e qui – chiosa sempre il nostro Camillo sul suo quaderno – mi viene da pensare alla fuga di Maria, Giuseppe e Gesù, causata dalla strage degli innocenti. In fondo, le leggi razziali e i compari che le vollero, altro non fecero se non togliere presente e futuro a donne e uomini che nessun reato avevano commesso, anzi, che non avevano colpa alcuna…

Insomma, è un libro che a Natale regalerò: anche perché, tra le righe, Maurizio de Giovanni, regala al lettore una possibile fuga dalla solitudine. Relazionarsi: vivere con e per gli altri, in maniera limpida, sincera, concreta, fraterna, propositiva. Giulio Colombo e suo genero Luigi Alfredo Ricciardi, Maione e il dottor Severi ne sono esempi tangibili.

E la scoperta dell’assassino sarà un nuovo pugno nello stomaco, nello scorrere di un libro che suscita angoscia ma, che, allo scoccare dell’ultima riga nell’ultima pagina, provoca un senso di vuoto, e una domanda: a quando il nuovo caso del commissario Ricciardi?

Così terminano gli appunti di Camillo. E a noi non resta che appollaiarci sul divano, colorati dalle lucine del presepio, con in mano “Soledad – un dicembre del commissario Ricciardi”.

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