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Venerdì, 24 Maggio 2024
Scalino19

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A cura di Antonio Marino

Marisa, una vita dedicata all’arte: sentinella del prezioso patrimonio architettonico di Reggio Calabria

L'incontro con la docente universitaria Cagliostro che al siparista ha svelato due chicche sulle quali è al lavoro: il bando ministeriale, dedicato alla scelta della Città dell’Arte Contemporanea e il progetto di costituzione a Palazzo San Giorgio di una Commissione d’arte pubblica

Un sole, brillante e tiepido, illumina la Città, un venticello gradevole passeggia fra i vicoli e la spiaggia: è il primo lunedì di maggio, con Marisa Cagliostro ci siamo dati appuntamento in un bar sul corso Garibaldi, alle dieci mattutine.

Gli occhiali scuri non riescono, in nessun modo, a celare il luccichìo che scatta ogni qualvolta la professoressa, di Storia dell’architettura all’Ateneo reggino, indica una delle bellezze, architettoniche o pittoriche, caratterizzanti la nostra Reggio Calabria.

Tant’è che il racconto comincia…dalla fine. Ecco, dunque, subito, le chicche che Marisa ci regala: “Due sono le…battaglie che stanno occupando i miei giorni. Il bando ministeriale, che fra un po’ uscirà, dedicato alla scelta della Città dell’Arte Contemporanea e il progetto di costituzione, a Palazzo San Giorgio, di una Commissione d’Arte Pubblica. E se al bando ministeriale la città dovrà arrivare preparata e convinta – questa terra ha dato i natali a Umberto Boccioni, in via marina, per esempio, custodiamo le opere di Rabarama, insomma, abbiamo tutte le carte per concorrere, vincere e ben investire i quattrini derivanti dalla vittoria del bando… – il progetto di Commissione d’arte pubblica nasce per offrire all’Amministrazione comunale, in maniera consultiva, un suggerimento, naturalmente competente, allorquando viene proposto il dono di un’opera d’arte: s’è oggettivamente di valore è bene che il Comune l’accolga, la valorizzi e la custodisca, altrimenti…”

Marisa Cagliostro muove i primi passi all’interno di un mondo fatto d’eleganza e di sogno: è all’interno delle Confezioni Cuzzocrea, è appresso ai nonni, professionisti, come mamma sua, nel campo della moda, che s’appassiona al bello, quello vero, puro, concreto.

E poi ci sono le zie: “Zia Ginetta Cuzzocrea, avvocato che sperava di vedermi protagonista nelle aule di tribunale, e zia Margherita, o meglio, zia Lina Cuzzocrea, che oggi risiede a Treviso e che ieri era insegnante all’Istituto d’Arte. Fu quest’ultima a…condurmi sui passi dell’Arte e della ricerca storico-architettonica. Concluso il liceo classico m’iscrissi a lettere moderne.

Quindi, proprio grazie a zia Lina, conobbi Emilia Zinzi, docente talentuosissima, prima al liceo Classico Galluppi e poi all’Università di Reggio Calabria. E all’università divenni sua assistente, inizialmente, ovviamente, volontaria! E mentre la carriera universitaria s’incamminava, al mattino insegnavo pure: a Locri c’arrivavo in treno, a Bova con la mia mini minor! Insegnamento che abbandonai, però: aumentava il coinvolgimento, umano e professionale, nell’Ateneo nostro.

E – sottolinea Marisa Cagliostro – tanto influì, in me, lo stile della Zinzi. Lavorava molto sul territorio: divise, per
esempio, noi studenti in gruppi di schedatura del territorio nostro, provinciale nonché regionale. È a quel tempo che faccio mio il desiderio di conoscere, dunque amare, ogni angolino della nostra Calabria…”

Logicamente, l’impegno di Marisa non s’esaurisce all’interno delle aule universitarie – dove curerà allestimenti di mostre, pubblicazioni di cataloghi, redazione di testi e, soprattutto, tesserà relazioni umane e culturali con una miriade di allievi: “ho sempre dialogato con le Soprintendenze. È l’istituzione che, se ci parli con competenza, senso del limite e con progetti validi da sottoporre – ti consente di muoverti nei labirinti burocratici che precedono il tempo della valorizzazione di un’opera, trasformandola, poi, in opera…appartenente alla collettività, che potrà così conoscerla, ammirarla, studiarla…”

E a questo punto il discorso si fa ancor più concreto: “Era sindaco Giuseppe Scopelliti e l’allora soprintendente Elena Lattanzi sussurrò all’orecchio mio che un buon numero di opere, custodite più o meno bene, andavano collocate, esposte, insomme, non potevano più restare in quella sorta di magazzino… Incontrai Scopelliti, sussurrando, a mia volta, quest’opportunità e suggerendo l’idea della ri-creazione della Pinacoteca, magari lì dove un tempo stava l’ente turismo. Così, al primo piano del Teatro comunale Francesco Cilea, vennero esposte quelle che furono le collezioni dell'ex Museo Civico. Arricchite da altre opere, di proprietà statale o privata.

Naturalmente il merito non è mio: lanciata l’idea, chiesi al Sindaco di creare un Comitato tecnico scientifico per
valutare l’eventuale restauro di alcune delle opere, i criteri espositivi e tutti i dettagli artistici. Il Comune poi lavorò al bando per la progettazione e realizzazione dei lavori di restauro dei locali. Il 26 maggio 2008 la Pinacoteca Civica s’apriva al popolo…”

Il racconto di Marisa Cagliostro tocca la Visitazione, i locali che un tempo accoglievano il Monastero, su Via Reggio Campi, tocca il Museo del Mare, tacca la Biblioteca e l’Archivio comunali, tocca altri luoghi, altre opere, che la Reggio bella e gentile custodisce. Ogni citazione è fatta con orgoglio, competenza; ogni citazione contempla una proposta, non solo attuabilissima, se ce ne fosse la voglia, ma, soprattutto, lungimirante.

“Perché – s’illumina Marisa – non creiamo anche qui il M.A.B.? È l’acronimo di Musei, Archivi, Biblioteche: è quel coordinamento stabile tra professionisti per confrontarsi sulle criticità dei singoli ambiti disciplinari, per ragionar sull’opportunità di una convergenza operativa e per promuovere nuove soluzioni organizzative, normative, tecnico-scientifiche. Sarebbe l’ideale soluzione per il governo, unitario, di tanti intriganti luoghi, ricchi d’Arte e di Storia, che il nostro Territorio possiede…”

Le lancette dell’orologio marciano velocemente. L’agenda di Marisa Cagliostro – oggi presidente dell’associazione culturale Ulysses nonché della Consulta comunale politiche sociali e culturali – è ricca d’incontri, riunioni, convegni: è la giornata tipo di una figura esemplare di militanza attiva per la sopravvivenza, la tutela, la valorizzazione del patrimonio culturale.

Talvolta, lungo la narrazione, un pizzico di delusione, su questo o quel progetto, affiora. Delusione che, però, incentiva la lotta a difesa e sviluppo del territorio e delle sue perle artistiche e architettoniche. Tant’è che quando chiediamo a Marisa – il Siparista, si sa, è curioso assai – il segreto del suo quotidiano, crescente, entusiasmo, lei, con fare fraterno, pacato, dice: “anzitutto devi essere ricco culturalmente. Studia, approfondisci, sii curioso, chiedi.  Poi, non considerarti mai arrivato: mai saprai tutto, ogni giorno sorge per suggerirti nuove scoperte. Infine, vivi l’impegno con passione, sincera, autentica, oggettiva”.

Ma da incorniciare è l’ultima chiosa: “amo l’Uomo, il mio concittadino, e desidero, con tutte le mie forze, che cresca, in sensibilità e cultura, attraverso quel Patrimonio che il Padreterno ha affidato alla mia e nostra Città di Reggio Calabria. Mi adopero, sempre e solo, per questo”. Buona vita Marisa, e grazie!

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