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Pronte per le vacanze? Come le donne devono liberarsi dal "carico mentale"

Portano sulle spalle, spesso da sole, la gestione invisibile dell’organizzazione familiare e della casa. Un meccanismo che deve essere rotto e condiviso con il proprio partner e con i figli

C'è chi è già andato in vacanza e chi aspetta agosto per il meritato riposo. Poco importa, però, il mese scelto per le vacanze, sopratutto per le donne, la cosa più importante è “staccare la spina” e riposarsi.

Ma siamo certi che per le donne sia possibile davvero “staccare la spina?”. Chi ha famiglia, figli, o persone di cui prendersi cura fa davvero fatica ad andare in vacanze ed essere libera dai pensieri di ogni cosa. E già perché anche le vacanze sono da organizzare: fare le valigie, preparare tutto, chiudere la casa e lasciare pulito e se c'è chi resta, occorre pensare anche alle loro necessità (spesa, vestiti, ecc). 

Le donne portano sulle spalle, spesso da sole, la gestione invisibile dell’organizzazione familiare e della casa. Un meccanismo che viene definito “carico mentale”. 

Una routine che schiaccia ma di cui non ci si accorge: siamo abituate sin da piccole a prenderci cura dell'altro. Quante volte appena rientrate da lavoro, dopo aver fatto la spesa, mentre prepariamo la cena, pensiamo a quando pagare la bolletta, chiamare l'idraulico, finire email di lavoro, controllare i compiti dei figli, stendere i panni, mentre il nostro partner è seduto davanti alla tv e vi chiede se per caso sai dove sono finite le sue sigarette. Se per caso poi ci lamentiamo che siamo stanche o che facciamo tutto in casa e a lavoro ecco che c'è il partner pronto a dire “bastava chiedere”.

Oppure i figli, quando fanno qualcosa in casa, aggiungono: “mamma, ti ho fatto i piatti, ti ho steso la biancheria” come se quel compito fosse stato assegnato espressamente e per sempre alla donna di casa. Ecco rompere questo meccanismo non è facile. 

Per molte di noi, per poter lavorare fuori casa, prima dobbiamo fare “il lavoro delle donne”, il lavoro di cura, quasi come fosse l'unico modo di guadagnarsi il diritto di poter fare altro. Così la “piazza”, la cosa pubblica resta sempre poco battuta dalle donne e poca importa se ci sono leggi e leggine per favorire la candidatura delle donne in politica, fino a quando non ci saranno pari opportunità reali, e servizi alle donne, il carico mentale continuerà a pesare sulle spalle del “gentil sesso”. 

C'è dunque una questione di squilibrio di carico mentale che è poco riconosciuta. Per far cambiare le cose, la rivoluzione deve partire da noi donne, dall'educazione che impartiamo ai nostri figli (maschi e femmine) nel far capire che ci deve essere reciprocità tra i partner, che ognuno deve essere responsabile della gestione della casa e dei figli e che l'uomo non deve essere solo esecutore materiale dei compiti affidati dalla donna. Ecco quando inizieremo a scardinare tutto ciò, quando potremo essere libere dal carico mentale, finalmente potremo parlare di pari opportunità e anche di vacanze...

Certo ci sono le eccezioni, non ce ne vogliano quegli uomini che in casa si sono assunti il loro ruolo, ma sappiamo bene che sono pochi. 

Dunque, dicevamo, le vacanze: non ci resta che prenotare in un bel resort e godere del tempo libero, magari leggendo sotto l'ombrellone la grafic novel della fumettista e ingegnera informatica francese Emma “Bastava chiedere, 10 storie di femminismo quotidiano” (Laterza), con l'introduzione di Michela Murgia. Così prenderete consapevolezza! Poi fatelo girare, regalatelo ad amici, fratelli, compagni, così forse insieme si cambierà la condizione sociale delle donne. Intanto buone vacanze e buona lettura!

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