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Il garante Mattia e i rappresentanti di Baca

Il garante Mattia e i rappresentanti di Baca

Abusi su minori, il garante metropolitano Mattia incontra l'associazione Baca

Durante l'incontro a palazzo Alvaro si è pensato a future collaborazioni per la difesa e valorizzazione dei bambini che soffrono di violenza e abusi nell’area metropolitana

Quel gilet nero che li distingue, ma non copre i loro grandi cuori, pronti ad aprirsi ai bambini vittime di abusi. E, col sorriso sulle labbra, a testimoniare che c’è molto di più dietro un’immagine diversa, sono sempre pronti a far rombare i motori delle loro moto per i più piccoli. Sono i Bikers Against Child Abuse (B.A.C.A.), la cui delegazione reggina del “chapter” italiano della onlus internazionale ha incontrato in forma ristretta a palazzo Alvaro, Emanuele Mattia, garante metropolitano per l’infanzia e l’adolescenza.

Nonostante le restrizioni anti Covid, il contatto tra i volontari “duri, ma buoni” di B.A.C.A. e Mattia ha avuto successo, considerato che si è già iniziato a pensare a future collaborazioni per la difesa e valorizzazione dei bambini che soffrono di violenza e abusi nell’area metropolitana. I rappresentanti di B.A.C.A. hanno apprezzato la disponibilità di un garante entusiasta dei Bikers Against Child Abuse e della loro missione.

Entusiasmo ispirato dalla mission dell’organizzazione fondata nel 1995 negli USA e oggi radicata in decine di Paesi: dare protezione, sostegno e conforto ai bambini vittime di abusi fisici, sessuali e psicologici, aiutarli a non vivere nella paura, sostenerli nel ritrovare fiducia nel mondo cercando di superare “ferite” come la chiusura, il senso di colpa, la rabbia o la vergogna.

Idem per il concetto di “famiglia” di B.A.C.A. che, con onore, rispetto e lealtà, i propri valori, e impegno e passione, accoglie i piccoli e, attraverso la presenza costante dei suoi soci, li fa sentire sicuri, amati e protetti.

Lo stesso entusiasmo esiste per il loro modo di lavorare, in stretta collaborazione con ambiti istituzionali e professionali come la Polizia o i Servizi Sociali e secondo precisi protocolli: momenti di gioco e di ascolto individuali o di gruppo, in famiglia e nelle strutture, presenza come “barriera”, se la sicurezza del bambino è in pericolo, o come supporto psicologico, in momenti cruciali come la testimonianza in tribunale o il processo.

E per come B.A.C.A. è nata: uno psicoterapeuta dell’età evolutiva è stato in grado, durante la propria attività, di aiutare un bambino maltrattato, grazie alla collaborazione dei suoi amici motociclisti. “Nessun bambino merita di vivere nella paura” e “Spezzare le catene dell’abuso” sono due dei motti di B.A.C.A. Con questo incontro sono state gettate le basi per prossime importanti collaborazioni.

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