Il destino dello scalo reggino

L'aeroporto dello Stretto è davvero uscito dai radar della Regione

Nonostante le rassicurazioni di Sacal, a Vienna Occhiuto promuove Lamezia e ora i parlamentari M5S ipotizzano investimenti su un nuovo scalo interregionale

L'ultimo allarme è stato lanciato ieri in consiglio comunale dal sindaco facente funzioni di Reggio Calabria, Paolo Brunetti, che ha parlato senza mezzi termini di un tentativo di "affossare" l'aereoporto cittadino. E una conferma quasi in tempo reale di questo monito arriva dall'interrogazione presentata al ministro Matteo Salvini, dai deputati Cinquestelle Riccardo Tucci e Angela Raffa, nel quale aleggia la proposta di spostare risorse dal Tito Minniti a un nuovo aeroporto del Mediterraneo (così lo ipotizzano i due parlamentari).

La premessa è che i 60 milioni di euro dei contratti istituzionali di sviluppo, stanziati per il risanamento dello scalo reggino, sarebbero quasi una spesa inutile, non giustificata a causa dell'attuale classificazione territoriale di tipo regionale dell'infrastruttura (a fronte del ruolo strategico di Lamezia per l'area calabrese, attribuito dal piano nazionale degli aeroporti). Detto, però, con parolechoc, perché, scrivono Tucci e Raffa, "in un’ipotetica scala di valori sarebbe di 'serie B' rispetto ad altri più blasonati e prestigiosi di altre città".

E proseguono: "Il restyling, seppur animato da buone intenzioni, non consentirà mai allo scalo di fare il salto di qualità che merita. Sarebbe come dare un’imbiancata a una casa che sta per cadere. Il Tito Minniti continuerà ad essere un aeroporto di secondo livello vanificando in partenza i punti di forza che gli derivano dall’essere posizionato al centro del Mediterraneo, a cavallo di due regioni, Calabria e Sicilia, e con un’utenza possibile di un milione di persone“. 

I deputati Cinquestelle chiedono a Salvini un nuovo scalo del Mediterraneo, sarà in Sicilia?

La loro alternativa è "un nuovo, ecosostenibile ed intermodale aeroporto del Mediterraneo, a natura interregionale, corredato da un sistema di bigliettazione integrata per le aree metropolitane di Reggio Calabria e Messina“, per i quali i deputati chiedono a Salvini l'insediamento di un tavolo interistituzionale per verificarne la fattibilità.

Nonostante nell'interrogazione si citi la città di Reggio, sembrerebbe logico che la sua ubicazione, dovendo servire un bacino mediterraneo e una popolazione siculo-calabrese, non sia sulla sponda reggina, dove c'è già il Minniti, a questo punto - secondo il ragionamento di Tucci e Raffa - lasciato ad agonizzare e privato persino dei fondi già previsti per il suo ammodernamento. Di cui, insieme al potenziamento del traffico, c'è estremo bisogno già soltanto come biglietto da visita per l'utenza, a cui le attuali condizioni dei locali dell'aeroporto comunicano un'istintiva impressione di degrado. 

In Sicilia, dove lo scalo di Catania è spesso una scelta obbligata per i reggini fuori sede nelle regioni del nord (incredibilmente più conveniente, per tempi e costi, di Lamezia), è nota l'ambizione di Messina ad avere una propria aerostazione: le zone di cui si parla da anni sono la valle del Mela e quella del Niceto, quest'ultima al centro di un recente progetto di costo stimato di 300 milioni di euro e con previsioni di traffico di un milione e quattrocentomila passeggeri l’anno. E ci sarebbe già un contatto con la prima compagnia, Air Malta. 

Occhiuto a Vienna promuove il turismo legato agli aeroporti, ma parla soltanto delle nuove rotte di Lamezia

Certo, sappiamo che i turisti che atterranno a Reggio sono ormai pochissimi e le uniche tratte dell'unica compagnia esistente sono utilzzati (a carissimo prezzo) dai pendolari che lavorano a Roma e soprattutto Milano. Ma dopo il fallimento dei bandi Enac, la possibilità che se ne prevedano altri con condizioni più attrattive assume i contorni di una promessa mendace dopo le dichiarazioni del governatore calabrese Roberto Occhiuto, a Vienna, dove è stato ospite nella sede dell’ambasciata italiana.

Da Palazzo Metternich la Regione ha infatti lanciato una proposta di collaborazione turistica con l'ambasciata ed Enit, con l'obiettivo promuovere la destinazione "Calabria Straordinaria". Come? Valorizzando le nuove tratte attivate dall’aeroporto di Lamezia Terme a quello della capitale austriaca. Occhiuto, insomma, è uscito allo scoperto, sottolineando l'importanza degli aeroporti come "asset sempre più strategico per la Calabria" ed esprimendo soddisfazione per il rilancio e la gestione manageriale di Sacal. Peccato parlare al plurale per poi aggiungere che i collegamenti da potenziare sono quelli di Lamezia, definito "grande hub internazionale". Sull'aeroporto dello Stretto, neanche una parola. 

Su Lamezia, a seguito degli ultimi bandi Sacal, pubblicati due settimane fa, è previsto lo sviluppo di un nuovo corpo di aerostazione con interventi anche nelle zone cargo e parcheggi. E stamattina Eddie Wilson, ceo di Ryanair, ha anticipato le ulteriori rotte che saranno attivate, tra cui una da e per Venezia (che si era tentato di portare a Reggio con l'ultima manifestazione di interesse andata deserta) e un interesse per la Germania. Nel confermare il radicamento della compagnia in Calabria, oltre a Lamezia Wilson ha ribadito la fiducia verso Crotone, senza citare Reggio. 

Dal consiglio comunale reggino ieri è stato lanciato un messaggio forte e chiaro. La città ha capito che esiste una precisa volontà di esclusione, e Brunetti adesso invita la governance di Sacal, i parlamentari calabresi e la Regione a un'assemblea civica dove si dica quali sono le reali intenzioni per il Tito Minniti. Raffa e Tucci, da parte loro, presenteranno presto i dettagli della loro proposta di aeroporto interregionale del Mediterraneo in una conferenza stampa. Un altro tassello di una storia che pare già scritta per lo scalo di Reggio Calabria, ma nessuno vuole arrendersi senza lottare. 

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