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Domenica, 23 Giugno 2024
Cronaca

Gli "amaranto" capitanati da Ripepi all’aeroporto di Lamezia per difendere Reggio Calabria

La manifestazione di protesta pacifica si terrà sabato 1 luglio. L'iniziativa è stata presentata questa mattina dal consigliere comunale, al suo fianco anche l'imprenditore ed ex amministratore Giuseppe Falduto

"Per la salvezza dell’Aeroporto del Ponte sullo Stretto: amaranto a Lamezia". Con questo slogan il consigliere comunale Massimo Ripepi, l’imprenditore Giuseppe Falduto e i cittadini amaranto questa mattina hanno comunicato alla cittadinanza, nel corso di una conferenza stampa, la manifestazione di protesta pacifica che si terrà sabato 1 luglio, alle ore 10.30, all’aeroporto di Lamezia Terme.

Il presidente della commissione di controllo e garanzia Massimo Ripepi ha esordito tenendo stretta nelle mani una maglia amaranto: "La nostra è una battaglia identitaria e tutti indosseremo una maglia amaranto, colore della nostra città. Vogliamo unirci da piccoli servitori di Reggio in un movimento di popolo libero, semplice e senza colore politico, per difenderla strenuamente dagli interessi personali e politici che fin ora sono stati anteposti all’interesse pubblico. Questo ha portato alla devastazione di Reggio".

"Al di là di ogni interesse personale o partitico, - ha sottolineato Ripepi - abbiamo deciso di difendere l'aeroporto di Reggio Calabria, che rappresenta il cuore pulsante di ogni attività e sviluppo futuro, unendo tutti i reggini coraggiosi, liberi e forti sotto la bandiera della nostra città. La bandiera amaranto".

"Per questo orgogliosi di essere reggini, sfidando ogni steccato che divide e fa imperare i nemici della nostra città, sabato 1 luglio, alle 10.30, ci recheremo all’aeroporto di Lamezia Terme per comunicare a tutti che a Reggio Calabria esistono cittadini, imprenditori, professionisti, politici, sindacalisti coraggiosi liberi e forti che hanno rotto le catene dell’assistenzialismo e dell’interesse personale, anteponendo l’interesse pubblico.

Nonostante le limitazioni suggerite dagli organi di polizia per le quali sarà limitato il numero dei partecipanti, invito tutti i gli amministratori comunali, metropolitani, i consiglieri regionali, deputati e senatori di Reggio Calabria a partecipare all’evento - ha continuato Ripepi - comunicheremo agli organi decisori quale potrebbe essere la strada della liberazione del nostro scalo, da una gestione unica regionale che sin dal principio ha generato la progressiva e inesorabile morte dell’infrastruttura più importante del nostro territorio che è passato da 900 mila passeggeri a 200 mila".

Alla conferenza stampa è intervenuto al fianco di Ripepi, l’imprenditore e già amministratore della città ai tempi della Primavera di Reggio, Giuseppe Falduto che ha dichiarato: "Si lotta per una questione che non può essere trattata in modo demagogico e poco costruttivo. Non faccio politica, sono qui come imprenditore, tecnico e cittadino libero di Reggio che vuole lo sviluppo della città".

"L'aeroporto deve collegarsi alla ferrovia e al mare. Reggio ha l'autostrada del Mare e attira persone da tutto il mondo. Dobbiamo lottare per portare ricchezza e sviluppo, rendendo le infrastrutture ben collegate e funzionanti. La soluzione è una gestione autonoma chiamata Reggio Calabria airport".

Infine, Falduto ha sottolineato: "Massimo Ripepi è l'unico consigliere che sta svolgendo il suo ruolo in modo adeguato. È l’unico che non è in consiglio solo per firmare la presenza, ma sta veramente lottando liberamente per la città e per il suo sviluppo".

"Abbiamo un programma ben definito e siamo determinati a portarlo avanti con una serie di iniziative volte a esercitare pressione sugli organi decisori che hanno il potere di prendere decisioni - ha concluso il consigliere comunale - invito tutti i reggini che hanno idee e proposte a partecipare a un dibattito costruttivo finalizzato al bene di Reggio Calabria, al fine di sensibilizzare gli organi decisionali. Vogliamo una pressione civica concreta, manifestazioni ed espressioni pubbliche, che abbiano il potere di accendere il dibattito e portare i cambiamenti necessari. Basta non vendersi per un piatto di lenticchie".

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