Preoccupazione della Uilt Calabria: "L'aeroporto verso l'azzeramento dei voli"

La cancellazione delle rotte su Torino e Bologna di Blue Panorama e le incertezze legate ad Alitalia rappresenterebbero gli elementi determinanti la crisi occupazionale dello scalo

L'aeroporto dello Stretto

Se da una parte la Uilt Calabria è riuscita ad ottenere il ripristino del tavolo sindacale e l’internalizzazione dei servizi precedentemente affidati a terzi, a seguito della seconda azione di sciopero condotta in solitaria e riferita alle vertenze riguardanti i dipendenti della Sacal impiegati presso l’Aeroporto dello Stretto, dall’altra, si assiste ad una continua spoliazione delle attività, a causa del quasi totale abbandono dello scalo da parte delle compagnie aeree. "La variabilità dell’offerta commerciale, ed il disimpegno della compagnia low cost Blue Panorama, che avrebbe deciso unilateralmente di cancellare i voli riguardanti le rotte assegnate su Torino e Bologna, riducendo al tempo stesso le frequenze dei voli diretti a Milano – secondo Luciano Amodeo, segretario regionale Uilt Calabria, - insieme alle incertezze legate al futuro di Alitalia (ancora ad oggi elemento di importante sostentamento), rappresenterebbero gli elementi determinanti lo stato di crisi occupazionale riferito al Tito Minniti".

Infatti, come confermato in occasione dell’ultimo incontro sindacale avuto con la Sacal, a fronte di una possibile terza azione di sciopero di 24 ore minacciata dalla Uiltrasporti Calabria, i nuovi scenari creerebbero oggettive difficoltà per la formulazione di nuovi collegamenti, indispensabili per garantire la mobilità dei cittadini dell’area metropolitana, ed i lavoro a tutti i dipendenti interessati, tra cui quelli dell’indotto.

Le preoccupazioni del sindacato, dovute alla notevole riduzione delle attività ed al disinteresse mostrato da parte delle istituzioni competenti, ad oggi incapaci di creare le dovute sinergie a sostegno del rilancio dello scalo in questione, "trovano riscontro nell’impossibilità di stabilire progetti di lunga gittata, nonché il giusto clima di fiducia da parte degli operatori che, ancora ad oggi (a detta della Sacal), non intenderebbero investire sullo scalo e quindi sul proprio futuro.
Inoltre, durante l’ultimo confronto sindacale, sono emerse le difficoltà dichiarate dalla società di gestione, la quale chiederebbe una maggiore partecipazione pubblica, a sostegno dell’intero sistema aeroportuale calabrese".

Ad alimentare il clima di sfiducia instauratosi, come conseguenza della crisi, sono le preoccupazioni legate anche ai lavoratori di Aviapartner. "Quest’ultima, handler operante sullo scalo reggino, coinvolta nell’espletamento della prima fase delle procedure di raffreddamento, aperte dalla Uilt Calabria e conclusa, dopo due incontri interlocutori, con esito negativo, a causa del mancato raggiungimento di un’intesa utile, a tutela dei lavoratori interessati che, a detta della società stessa, oggi rischierebbero il proprio posto di lavoro". “Una situazione non più sostenibile, che a causa della mancanza di voli, dell’incapacità e mancanza di volontà dei soggetti competenti a voler creare condizioni di accessibilità ed appetibilità dello scalo reggino, sta mettendo in forte crisi i lavoratori delle società Sacal, Aviapartner ed Alitalia, quest’ultima colpita dalle vicissitudini ormai note”.

Il tempo sta per scadere, e certamente il decollo dell’aeroporto non potrà essere ulteriormente ritardato. "Occorre - conclude la nota - una forte presa di responsabilità da parte della classe politica, con piani d’azione concreti che non dovranno rivelarsi come possibili sperperi di risorse, bensì utili all’effettivo rilancio delle attività aeroportuali secondo il reale potenziale offerto dal vastissimo bacino di utenza".

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