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Sabato, 27 Novembre 2021
Cronaca

Aeroporto, l'ultimo volo Alitalia e i 35 dipendenti in cassa integrazione

Costantino: "Con una email resto a casa per il prossimo anno. Nessuno si aspettava questa triste fine". L'onorevole Cannizzaro: "Non arretreremo di un millimetro fino a quando non raggiungeremo l'obiettivo”

“Ieri sera, alle 19, abbiamo fatto partire l'ultimo volo Alitalia dall'Aeroporto dello Stretto - racconta Gianluca Costantino, assistente di terra al Tito Minniti – già ero triste perché era l'ultimo con la coda tricolore, con la compagnia di bandiera, ma non sapevo ancora che alle 22 avrei ricevuto un'email che mi annunciava la cassa integrazione. Da oggi, infatti, sono a casa per un anno, cassa integrazione a zero ore e nessun passaggio ad Ita. Con me ci sono altre 34 lavoratori, siamo tutti handling, assistenti di terra, che avremmo dovuto continuare a lavorare”.

“Non ci aspettavamo tutto ciò - prosegue Costantino – eravamo tranquilli perché vi era stato un accordo, una deroga da parte di Enac per tutti i lavoratori ma invece Alitalia ha disatteso l'accordo. Non riusciamo proprio a capire perché  è stata presa questa decisione solo a Reggio Calabria, visto che Alitalia ha in altri due aeroporti italiani il servizio di terra: Fiumicino e Linate e ha mantenuto i contratti. A Fiumicino ci sono 2800 dipendenti che fanno lo stesso nostro servizio e a Linate solo 150 e sono tutti in servizio. A Reggio che siamo solo 35 ci mandano a casa”.

“Vorremmo capire cosa sarà di noi, visto che in tutta Italia in queste ore ci sono proteste da parte dei lavoratori Alitalia, hostess, piloti e non solo, ma di certo solo noi come assistenti di terra siamo stati mandati a casa. Qui adesso per far atterrare i voli che sono di Ita è stato necessario chiamare un altra società, l'Aviapartener. Una società belga che già era presente nello scalo reggino per i voli privati, ma ha solo 2, 3 dipendenti su Reggio. Sappiamo, infatti, che hanno dovuto chiamare personale proveniente da Lamezia e da Torino. Ita gli ha affidato il lavoro e non sappiamo di certo per quanto tempo”.

Dunque l'accordo è saltato e a restare sorpresi non sono solo i trentacinque lavoratori reggini ma anche l'onorevole Francesco Cannizzaro che si era fatto promotore di quell'accordo, insieme al neo governatore Roberto Occhiuto, e che lo aveva annunciato “con enorme soddisfazione” perché era “l'unico strumento possibile per dare loro continuità lavorativa immediata. Abbiamo messo insieme le parti: Alitalia, Ita, Enac e Governo, concordando deroga e successiva operatività di handling avvalendosi della professionalità del personale reggino”.  

Ieri, in tarda serata, ha appreso la notizia e subito ha scelto, ancora una volta, di stare a fianco dei lavoratori.  “I signori Commissari di Alitalia hanno disatteso sorprendentemente l’accordo – scrive Cannizzaro sul suo profilo social - che avrebbe salvaguardato la posizione dei loro stessi lavoratori. Un comportamento incomprensibile per cui saranno chiamati a rispondere in Parlamento, ricordando loro che non gestiscono cosa propria, bensì beni ed interessi di rilevanza pubblica nazionale.

Lo Stato si è assunto oneri e costi che in realtà graverebbero su Alitalia, tenendo al contempo l’indirizzo della salvaguardia dei posti di lavoro. Le linee guida seguite dal Governo sono pertanto in netta controtendenza rispetto a quanto decretato dai vertici Alitalia adesso.

Reggio Calabria risulta essere caso unico nel panorama nazionale e non saranno tre liquidatori, squisitamente pagati con soldi dei contribuenti, a colpire la dignità di 35 lavoratori e rispettive famiglie”.

Poi aggiunge: “Maurizio, Monica, Domenico, Gianluca, Nino, Daniela, Giovanni, Valeria, Lucia, Antonio, Francesco, Silvia, Giovanna, Maria, Giuseppe, Palma, Paolo, Andrea, Antonino, Rita, Antonio, Domenico, Marco, Rosario, Gianluca, Aldo, Carmelo, Orazio, Antonio, Filippo, Marco, Vincenzo, Francesco, Domenico, Antonino … non siete soli e non ci siamo arresi, stiamo battagliando per voi, ancora una volta per garantire ai lavoratori e alle loro famiglie un'esistenza dignitosa e libera. Non arretreremo di un millimetro fino a quando non raggiungeremo l'obiettivo!”.

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