Cronaca

Aggressione comandante e agenti della Municipale, la solidarietà della Cisl Fp

Falcone, coordinatore regionale polizie locali Cisl Fp Calabria e Sera, segretario generale del sindacato intervengono dopo la vicenda avvenuta nel corso dei controlli anti Covid

Il coordinamento delle polizie locali Cisl Fp e la segreteria generale Cisl Fp di Reggio Calabria intervengono sulla vicenda dell'aggressione che ha visto il coinvolgimento di una pattuglia della municipale in servizio per i controlli anti Covid.

Giuseppe Falcone, coordinatore regionale polizie locali Cisl Fp Calabria e Vincenzo Sera, segretario generale Cisl Fp intervengono "a tutela dell’operato degli operatori e della loro professionalità, che da sempre hanno contraddistinto il corpo di polizia locale di Reggio Calabria".

"Vi è da premettere - si legge in una nota - che sin dalla dichiarata emergenza Covid-19, la polizia locale di Reggio Calabria ha profuso il massimo delle energie in termini di dotazione organica e professionalità che hanno permesso di ottenere risultati ragguardevoli nel contenimento dell’epidemia. Ebbene, tornando alle dichiarazioni rese nel comunicato stampa dell’avvocato Beatrice Saraò, difensore del soggetto che, fermato durante un posto di controllo nella mattinata del 16 aprile 2020 sulla SS106, località Bocale, deliberatamente ha aggredito in modo violento in primis il comandante della polizia locale, dott. Salvatore Zucco atterrandolo e minacciandolo, proseguendo con estrema resistenza nei confronti degli altri colleghi che hanno cercato di sottrarre alla violenza furibonda del soggetto, lo stesso comandante (vere vittime dell’accaduto), l’avvocato difensore riferisce nel comunicato che esiste un’altra verità, una verità (sua), a dire degli scriventi, mancante di parti estremamente importanti per la comprensione dei fatti". 

Innanzitutto, incalza il sindacato "dovrebbe riferire come il suo assistito, alla guida del veicolo si sia ritrovato all’improvviso a terra, se non per sua libera scelta, uscendo dall’auto, proiettandosi verso gli operatori e in modo particolare contro il comandante facendolo cadere e conseguentemente cadendo anch’egli.

Pertanto, non si è ritrovato per terra se non a causa di una violenta reazione arbitraria da parte dello stesso, a seguito di quello che era nient’altro che un semplice accertamento amministrativo, sia sul titolo di guida che sulle motivazioni della sua presenza per strada in fase emergenziale Covid-19. Riferisce inoltre l’avvocato, che il suo assistito è stato preso violentemente a calci dagli operatori, condotta questa, che risulta alquanto inverosimile, dal momento che mai, nella storia del corpo della polizia locale di Reggio Calabria, atti del genere si sono mai verificati.

Vi è da aggiungere inoltre, che, nel momento in cui un cittadino aggredisce un pubblico ufficiale, inevitabilmente accetta la possibilità di subire una reazione da parte degli operatori di polizia che doverosamente hanno l’obbligo di procedere all’arresto del soggetto che, se non collabora nelle operazioni, potrebbe subire misure coercitive anche fisiche, e maggiore sarà la resistenza all’arresto, maggiore sarà la possibilità che lo stesso possa farsi del male. Non è sicuramente nel modus operandi degli operatori della polizia locale, quello di prendere a calci un cittadino, ma, in casi come questo, solo di immobilizzarlo e ammanettarlo per assicurarlo alla giustizia.

La genuinità e la correttezza delle operazioni svolte dagli operatori della polizia locale è stata confermata dallo stesso Giudice, che nel processo per direttissima, ha convalidato l’arresto, e la convalida, l’avvocato lo saprà benissimo, equivale a dire che l’arresto è stato fatto secondo legge, e quindi che c’è stata resistenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale.

Le mancate applicazioni successive di misure cautelari, rispondono a diverse esigenze che vengono valutate caso per caso, e non è indice di innocenza come neanche di colpevolezza, difatti un processo ci sarà, ed è il processo, la sede naturale dove la verità emergerà, grazie alla grande professionalità, indipendenza e imparzialità della magistratura, valori in cui la Cisl Fp crede fermamente, come crede fermamente nella professionalità degli operatori della polizia locale di Reggio Calabria che stanno svolgendo un ruolo fondamentale per la sicurezza e la salute dei cittadini".

Per il sindacato "nelle more che la giustizia faccia il suo corso, e che la verità venga accertata da chi è competente ad accertarla, ovvero il giudice penale, e non l’avvocato per mezzo della stampa, dichiarando che la verità è stata taciuta, "affermazioni molto forti e gravi", la segreteria generale Cisl Fp di Reggio Calabria e il Coordinamento regionale delle polizie locali Cisl Fp Calabria, esprimono la massima solidarietà al comandante  Salvatore Zucco e agli operatori di polizia locale, coinvolti in questa storia, riportando lesioni personali nell’adempimento del dovere".

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