Cronaca

"Aggressione ai vigili urbani? Il mio assistito offeso e preso a calci"

Le dichiarazioni di Maria Beatrice Saraò, legale del presunto aggressore del comandante e degli agenti della Municipale in servizio sulla Statale 106, durante i controlli anti Covid

Sulla vicenda dell'aggressione agli agenti della municipale, avvenuta, qualche giorno fa, sulla Statale 106, nei pressi di Bocale, durante i controlli anti Covid, arriva la replica dell'avvocato Maria Beatrice Saraò a "tutela dell’onore, del decoro e della dignità del mio assistito e della sua famiglia, nonché per riferire l’autentica verità fattuale, clamorosamente sottaciuta dal comunicato diffuso dal Corpo dei vigili urbani di Reggio Calabria, votato alla falsità istituzionale".

"Va subito detto - sottolinea il legale - che il violento, presunto aggressore è il signor A.L. (55 anni), invalido al 100%, afflitto da patologie di ordine psichiatrico ed anche epilettiche, che, nel caso di specie, è stato vittima del modus operandi arrogante ed aggressivo da parte del comandante della polizia municipale, dott. Zucco, ed altri vigili. Il "pool" della P.U., nel corso del controllo, a conclusione del quale il mio patrocinato non è stato sanzionato perché, in compagnia della figlia, legittimamente si trovava fuori dall’abitazione domestica, ha contestato al mio sbigottito cliente l’avvenuta scadenza della patente di guida, ancorché il rinnovo della stessa, in virtù della recente circolare n. 9209 del 19/03/2020, è stato differito al 31/08/2020". 

Lo sdegno del sindaco

"Nel contesto della discussione - continua l'avvocato - che è sorta agli agenti in divisa si è aggiunto un altro, in abiti borghesi, il comandante dott. Zucco, che non si qualificava, ma si distingueva per le offese consumate con toni arroganti, ingaggiando una colluttazione con lo spaesatissimo cittadino, finito fatalmente a terra ed anche ivi ripetutamente colpito con violenti calci.

Non a caso, dopo le ripetute ed accorate richieste della figlia dello stesso, "l’aggressore" veniva accompagnato al pronto soccorso attraverso il 118 dove, sottoposto ad esame strumentale, allo stesso veniva diagnosticata: "frattura emipiatto tibiale esterno ginocchio destro, valido trauma contusivo distorsivo caviglia destra, con infrazione malleolo pebonealearda", con prognosi di ben trenta giorni, salvo complicazioni. Ai vigili, invece, sono state rilasciate certificazioni con una prognosi di quindici giorni". 

La decisione del giudice

"Questa - ribadisce l'avvocato Maria Beatrice Saraò - la fonte genetica dei fatti ex adverso riferiti in maniera fuorviante, bizzarra e stravagante, tacendo, prudentemente, con evidente avversione per la sacrosanta verità, tutti gli elementi accertati, verificati, ma perseguendo fini fraudolenti, clamorosamente taciuti. Infatti, il magistrato, autenticamente terzo, dott. Pirruccio, dopo aver visionato la certificazione medica prodotta dalla polizia municipale e dal mio difeso, che ha sollevato non pochi dubbi sulla dinamica ed anche perché gli agenti, pur diagnosticati guaribili in quindici giorni, non presentavano neanche un livido, graffio o contusione, dopo aver rigettato la richiesta di sottoposizione dell’arrestato a misura cautelare, il magistrato ha doverosamente trasmesso le carte mediche alla Procura della Repubblica in sede, perché disponga opportuni e doverosi accertamenti in ordine ai certificati rilasciati al comandante ed ai vigili, dai medici del Pronto Soccorso del Gom, nonché, sulla singolare circostanza che, per come risulta, dalle carte prodotte dagli stessi vigili, il malcapitato A.L. sarebbe finito in ospedale per via di un fantomatico "incidente stradale", mentre la nutrita "equipe" municipale perché "massacrata" dall’incidentato, immaginario, aggressore". 

"In questa torbida cornice, - continua il legale - non posso sottacere la sospetta celerità che ha scandito l’espressione di ceca solidarietà alla P.U., con la quale sono precipitosamente intervenuti il sindaco, Giuseppe Falcomatà, e l’assessore al ramo, Antonino Zimbalatti, che, con fredda ostilità verso la verità, e senza la ben che minima, doverosa ed opportuna verifica, hanno temerariamente condiviso e sottoscritto, a prescindere, l’incredibile teatralità dei vigili operanti, inciampando clamorosamente, specialmente il sindaco, in un crescendo di maligni intrighi, e fra questi torreggiano quelli di "aver deciso di regolare con calci e pugni il conto della multa fatta per aver guidato quando non doveva, persino con la patente scaduta e con la figlia a bordo. Una follia".

L'intervento del sindacato

Proprio una follia dei vertici istituzionali cittadini, sempre e comunque, ossessionatamente impegnati nell’affannosa ricerca di spazi mediatici, inseguiti senza un barlume di intelligenza, vista la dilagante falsità ed irreale, fantasiosa ricostruzione, a tavolino, disancorata dal benché riscontro fattuale. Ma nonostante ciò, il sindaco Falcomatà non ha esitato, fanciullescamente, a diffondere in rete la sua infida, ingannevole, contraffatta ricostruzione della subdola vicenda. Forse, e senza forse, aveva ragione il grande Nicola Giunta quando, fra l’altro, scrisse che in questa città "su tutti storti ammanicati ddritti".

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