Lunedì, 22 Luglio 2024
Il caso / Agnana Calabra

Agnana, fa discutere il divieto di somministrare cibo agli animali randagi

Il sindaco emette un'ordinanza con sanzioni fino a 500 euro e l'associazione Stop Animal Crimes annuncia un ricorso: "Nessuna legge italiana lo vieta"

"Dare da mangiare ad esserini indifesi, la maggior parte dei quali abituati a non procacciarsi da soli il cibo, poiché cresciuti con le persone e poi abbandonati per strada é, al contrario, un atto meritevole". Marjlene Bonavita, attivista reggina responsabile della sezione provinciale di Stop Animal Crimes Italia commenta con amarezza l'ordinanza con cui da qualche giorno il sindaco di Agnana calabra ha stabilito nel territorio comunale il divieto di somministrazione di cibo agli animali randagi.

Nell'ordinanza, che ha ad oggetto la prevenzione del randagismo, si rileva come la presenza di animali vaganti nel centro abitato sia "un rischio per i cittadini in quanto possono essere portatori di malattie ponendo problemi di pubblica incolumità (ad esempio legate alla circolazione stradale) ma anche di ordine sanitario". Il primo cittadino Giuseppe Lupis continua parlando di una vera e propria emergenza randagi nella città di Agnana, tanto da aver interessato il servizio veterinario dell'Asp per la cattura e la custodia degli animali vaganti.

L'ordinanza del sindaco Lupis prevede per chi la viola multe molto salate

Il motivo del provvedimento fa seguito a segnalazioni pervenute al Comune, secondo cui "la distribuzione di cibo ai randagi da parte dei residenti sia elemento di criticità potendo comportare un aumento delle deiezioni, il conseguente imbrattamento del suolo pubblico e la possibilità di diffusione di infezioni da ecto ed endo parassiti". Fatta questa premessa il sindaco ha stabilito il divieto per chiunque di fornire alimenti e scarti alimentari agli animali randagi presenti nel territorio comunale applicando per le violazioni dell'ordinanza una sanzione amministrativa pecuniaria da 25 fino a 500 euro, fatte salve eventuali azioni penali e risarcitorie per eventuali danni cagionati. 

Per Stop Animal Crimes considera però l'ordinanza assurda e l'associazione ha dato mandato al suo legale per presentare ricorso. Si afferma in una nota: "Nessuna legge in Italia vieta di dare da mangiare ai cani e gatti randagi ma attribuisce ai sindaci il potere di ordinanze, che ogni tanto vengono emesse con le motivazioni più disparate. L’ultima è quella del sindaco di Agnana Calabra dove si vieta di dare da mangiare ai cani randagi, motivandola con la necessità primaria di tutelare la salute pubblica essendo i cani randagi alimentati dal cibo dei cittadini che e aumentano le deiezioni. Quindi - continua la nota - più cani, più deiezioni, più rischi per la salute pubblica! Ossia, non è nemmeno il problema delle rimanenze del cibo dato ai cani il problema ma i cani stessi".

Secondo l'associazione, "il problema non si risolve non alimentando più i randagi ma, se il motivo è davvero il rischio sanitario dovuto ai cani, intanto è nulla rispetto ai rifiuti generati dall’uomo e sparsi in molte aree della città ma soprattutto il problema lo si risolve casomai applicando le leggi in materia ovvero la prescritta lotta al randagismo mediante la prevenzione". Si questo, ricorda SAC "deve vigilare la Polizia Locale e non su chi alimenta i cani, quindi con il controllo della presenza dei microchip dei cani padronali, la corretta custodia degli stessi e il buon funzionamento e le adozioni del canile convenzionato.

Ribadendo la natura meritoria del nutrimento dei randagi, la nota si conclude però con l'invito ad agire con cura e attenzione verso l'ambiente. Ed è un po' la risposta a quanto afferma il sindaco di Agnana scrivendo nell'ordinanza che "è obbligo di tutti i cittadini preservare l'igiene e la pulizia dei luoghi pubblici per non arrecare un danno alla salute della collettività". Parole a cui Stop Animal Crimes Italia replica invitando coloro che alimentano cani e gatti per strada, soprattutto volontari e associazioni locali, a tenere i siti puliti.

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