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Venerdì, 30 Settembre 2022
Arghillà

Aiuola della legalità, la garante Russo ringrazia le istituzioni

"L’evento è un segnale forte che prova quanto la legalità sia un concetto che si costruisce in concreto e si tinge di ulteriore bellezza quando sono le istituzioni del nostro territorio a lavorare in sinergia". Messa a dimora dell’Albero di Falcone

"Il ruolo delle istituzioni nel 2022 è certamente quello di saper assolvere ai propri doveri scevri da bandiere e futili personalismi. Essere Istituzioni, rappresentare uno specifico mondo, significa assumersi una grande responsabilità e compiere un passo indietro rispetto al proprio “Io” per un maggiore lavoro di squadra, di
sinergie e di sinodalità".

Lo afferma Giovanna Russo, garante dei detenuti, che in una nota esprime il ringraziamento "volto ad esprimere riconoscenza a quanti hanno permesso che ad Arghillà si potesse realizzare l’aiuola della legalità. Su proposta del garante mediante richiesta su piattaforma ministeriale nell’ambito del progetto “Un albero per il futuro” è iniziata una storia di lavoro di squadra.

Sento a tal riguardo di voler rivolgere un grazie ed un particolare riconoscimento al raggruppamento comando dei carabinieri per la Biodiversità di Reggio Calabria guidati dal tenente colonnello Giuseppe Micalizzi. Se giorno 19 settembre è stata messa a dimora la talea dell’albero di Falcone è grazie al loro preziosissimo contributo.

Si parla di sinergie perché ospitare l’Albero di Falcone non sarebbe mai stato possibile se la polizia penitenziaria di Arghillà, guidata dalla comandante dirigente aggiunto Maria Luisa Alessi non avesse lavorato con grandissimo e reciproco rispetto tra forze dell’ordine. I lavori sono stati eseguiti nel mese di luglio e agosto scorso su autorizzazione dell’allora direttore reggente, Patrizia Delfino, oggi direttore della Casa circondariale Catanzaro.

E si vuole raccontare di più affinché la società civile si abitui alla verità per amare e custodire ciò che abbiamo. Si deve raccontare perché la verità non è solo un fatto di coscienza, ma una condotta irrinunciabile per costruire su valori forti. Artefici della realizzazione dell’aiuola sono state sette persone recluse, tutti lavoranti. I signori: Domenico Rappazzo, Giuseppe Cacciola, Paolo Alampi, Emanuele Gerace, Giuseppe Ceravolo, Giuseppe Zampaglione e Andrea Amato, guidati nei lavori dalla squadra MOF dell’Istituto di Arghillà in particolare dall’assistente capo coordinatore e coordinatore unità operativa Roberto Costantino e dagli assistenti capo coordinatori Saverio Fortugno e Giuseppe Labate hanno realizzato un vero e proprio ornamento di legalità dentro un istituto penitenziario".

"L’evento - aggiunge l'avvovato Russo - è un segnale forte che prova quanto la legalità sia un concetto che si costruisce in concreto e si tinge di ulteriore bellezza quando sono le Istituzioni del nostro territorio a lavorare in sinergia per restituire alla società uomini e donne rinnovati. Nulla si sarebbe potuto realizzare se, istituzioni, professionisti, rappresentanti dello Stato non avessero dialogato e edificato facendo ciascuno la propria parte.

Infine, mi sia consentito di ringraziare di cuore tutte le istituzioni intervenute e non posso esimermi dal
citarle una per una: Mario Antonio Galati, direttore reggente ist. penitenziario di Reggio Calabria, il
colonnello Giorgio Borrelli, comandante regionale carabinieri forestali, il tenente colonnello Giuseppe Micalizzi, reparto carabinieri biodiversità di Reggio Calabria, il tenente colonnello Alesci Glenda, il procuratore generale presso la Corte d’Appello, Gerardo Dominijanni, il procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri, il presidente della Corte d’Appello, Luciano Gerardis, la presidente del tribunale di sorveglianza Daniela Tortorella, il viceprefetto Maria Stefania Caracciolo, il vicario del vescovo, don Francesco Megale che ha benedetto l’aiuola e speso parole dense di significato e valore, il sindaco f.f. Paolo Brunetti, l’ assessore all’istruzione e diritti umani, Lucia Anita Nucera, il presidente della Camera Penale di Reggio Calabria avv. Pasquale Foti, la commissaria Asp di Reggio Calabria, Lucia di Furia, i professorri Emilio Attinà e Valentino Branca in rappresentanza dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, Giuseppina Irrera, dirigente del
Prap, in rappresentanza del provveditore regionale Liberato Guerriero, le forze dell’ordine il capitano
Renato Puglisi, comandante compagnia carabinieri di Reggio Calabria, il colonnello Pietro Marchetta, comandante dei carabinieri del Parco Nazionale dell’Aspromonte, la comandante dell’Ist. penitenziario di
Arghillà, Maria Luisa Alessi, la vice comandante, Gabriella Mercurio, la vice comandante dell’Ist. penitenziario di Reggio Calabria, Giusy Crea, il capitano Angelo Paolo Nicotra, comandante compagnia Guardia di finanza di Villa San Giovanni, la commissaria capo Marzia Chiavelli, il capitano di fregata Alessio Romeo per la Guardia costiera, l’arch. Antonio Costantino per il comando dei vigili del fuoco di Reggio Calabria, l’ambasciatore per la Pace, Vincenzo Leggio per la Universal Peace Federation, il cappellano dell’Istituto penitenziario, padre Carlo e suor Elvira Cisarri.

Giunti anche i saluti del prof. Antonio Stango assente per impegni istituzionali, - conclude Russo - il quale sarà presto presente a Reggio e con il quale l’Ufficio del Garante ha già siglato un protocollo etico a maggior tutela dei diritti dei detenuti. Presenti anche i funzionari dell’amministrazione penitenziaria, l’area educativa, il personale medico e infermieristico. Il mio grazie a tutti perché una società “rinnovata” si realizza lavorando in squadra, ricordandosi di assolvere fedelmente al proprio ruolo. Reinserire è restituire al mondo donne e
uomini rinnovati. Tutto questo passa per la responsabilità delle Istituzioni e della società civile tutta".

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