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Martedì, 29 Novembre 2022
La vertenza

Alival, è difficile l'investimento sul sito produttivo ma si punta a salvare il lavoro

Dalla prima riunione del tavolo istituzionale emerge che le imprese locali non sono in condizione di rilevare lo stabilimento, ma si lavorerà sui livelli occupazionali

Si è aperto con concretezza e i piedi ben ancorati a terra l'atteso tavolo interistituzionale per rispondere alla prossima chiusura del caseificio Alival di San Gregorio. E il quadro è subito chiaro. Si farà il possibile per salvare il sito produttivo, ma non sarà facile, perché pur in presenza di aziende interessate, sembra manchino le condizioni oggettive perché qualcuno degli imprenditori del territorio possa rilevare lo stabilimento. Maggiore ottimismo c'è invece sulla possibilità di salvare i livelli occupazionali a rischio.

Alla  riunione in prefettura sono state presenti le Rsa delle sigle sindacali di categoria (Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil); Ninni Tramontana, presidente di Unioncamere Calabria e della Camera di Commercio reggina; i rappresentanti di Unindustria, Unione Italiana Food, dell'azienda Lactalis e del gruppo Nuova Castelli; i sindaci facenti funzioni cittadino e metropolitano Brunetti e Versace; la senatrice Tilde Minasi, la vicepresidente della giunta regionale Giusy Princi e i direttori dei dipartimenti lavoro, agricoltura e sviluppo economico della Regione.

Dagli esponenti delle istituzioni è stato rivolto un invito all'azienda perché sia chiarita la posizione riguardo la chiusura e per conoscere l'ammontare della cessione, in modo da avere un quadro preciso sulla vendita dello stabilimento. Lactalis, rappresentata dal direttore delle risorse umane Luca Bombonati, ha però ribaltato la questione facendo capire che, prima di formulare un prezzo, la società vuole sapere chi siano le aziende interessate. I sindacalisti, come apprendiamo da Antonino Zema (segretario generale aggiunto Fai Cisl), hanno sottolineato ai partecipanti al tavolo l'urgenza della situazione e la necessità di arrivare al più presto a un accordo quadro: "Abbiamo parlato apertamente dell'angoscia dei lavoratori, facendo pressione per sapere, visti i tempi strettissimi, se davvero vi siano possibili compratori o prospettive di reindustrializzazione per il futuro dell'azienda"

Il presidente di Unioncamere regionale Tramontana non ha alimentato false speranze. Senza mezzi termini ha detto che le aziende del territorio non sono nelle condizioni di rilevare il sito. Alcuni imprenditori però, con l'aiuto delle istituzioni, sarebbero disponibili a creare una possibilità di riassorbimento nei loro organici dei dipendenti Alival che l'azienda non riuscirà a ricollocare. Non sarà un percorso breve né semplice, ma su questo punto Tramontana si è detto fiducioso.

L'intervento di Unindustria è stato nel merito per informare gli investitori interessati di quali siano gli impianti esistenti e le linee di produzione e chiedere un sopralluogo per conoscere struttura e capacità dell'azienda. Nessuna proposta di piano industriale può arrivare ad oggi con le poche informazioni sinora giunte da Lactalis, e infatti richieste ufficiali al momento non ce ne sono. Una posizione condivisa dai rappresentanti della Regione, che si sono uniti al sollecito ad Alival per presentare i dati richiesti, in modo da consentire agli interessati di valutare le proprie possibilità, ma anche per poter redigere un piano compatibile con la programmazione aziendale. E lo ha ribadito anche Tilde Minasi, che ha tenuto ad essere presente per testimoniare l'attenzione a livello nazionale sul destino del sito produttivo di San Gregorio. Disponendo dei dati, la senatrice farà da tramite con Invitalia per gli accertamenti da effettuare. E sembra che questo primo obiettivo sia stato raggiunto perché Vittorio Fiore, responsabile del rapporti esterni per Lactalis, ha assicurato che la scheda tecnica sarà inviata senza problemi.

La riunione si è svolta in un clima di grande concentrazione ma anche collaborativo e sereno. La trattativa adesso continua a ritmo serrato e il tavolo si riaggiornerà tra quindici giorni, preludendo, se verranno rispettati gli impegni presi stamattina dall'azienda, alla presentazione dei piani industriali da parte delle aziende interessate all'acquisto del caseificio. Nel frattempo però c'è un altro appuntamento importante. Lunedì 21 novembre a Milano si terrà infatti un incontro durante il quale Lactalis illustrerà l’aggiornamento del piano di gestione responsabile della crisi per limitare le ricadute occupazionali ed economiche derivanti dalla chiusura delle sedi di produzione di San Gregorio e Ponte Buggianese, in provincia di Pistoia. Due stabilmenti geograficamente lontani ma legati dallo stesso destino, perché la maggior parte dei dipendenti non ha accettato l'opzione di riassorbimento interno in altri siti dell'azienda e dal 31 marzo questi lavoratori saranno licenziati. Ma forse l'azienda sta oggi vagliando altre soluzioni. 

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