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Lavoratori a rischio

Alival, l'azienda fissa convocazione ma si attende ancora il tavolo regionale

Il 27 a Milano in una riunione con i sindacati Lactalis definirà il piano sociale per il caseificio reggino, mentre sul territorio la vertenza è ferma

Sono settimane di attesa e tensione per i 79 lavoratori del caseificio Alival di San Gregorio, che dall'inizio dell'anno sono a casa con lo stabilimento chiuso e la produzione interrotta e il prossimo 31 marzo saranno licenziati per dismissione del sito.

Oggi i rappresentanti sindacali delle sigle territoriali coinvolte (Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil) hanno ricevuto la convocazione da parte dell'azienda Lactalis, per una riunione programmata il 27 gennaio a Milano, dove la multinazionale discuterà della definizione del piano sociale legato alla chiusura dello stabilimento reggino (insieme a quello toscano di Ponte Buggianese), entrato nella sua ultima fase.

L'obiettivo è tentare di trovare una soluzione per i lavoratori (a San Gregorio sono la maggioranza) che non hanno accettato l'opzione del trasferimento presso le altre sedi, tutte situate al nord, né l'esodo agevolato proposto dall'azienda. Per fare il punto della situazione, i sindacalisti incontreranno le Rsa e i lavoratori in una assemblea che si terrà prima dell'incontro a Milano. 

Si tratta di un appuntamento che si aspettava da un momento all'altro dopo l'imprevedibile virata del piano di crisi con il fermo della produzione (non indicato nel cronoprogramma che conduce al 31 marzo). Sarà importante sentire ciò che l'azienda ha da comunicare e arrivare preparati all'incontro, al quale seguirà presto anche la convocazione del Mimit. Ecco perché in queste settimane i sindacati hanno caldeggiato una riunione urgente del tavolo interistituzionale presso la prefettura reggina, costituito per pianificare in modo sinergico insieme ad enti ed associazioni di categoria la salvezza di un'ottantina di posti di lavoro a rischio. Nonostante un formale sollecito via pec, ad oggi però dal tavolo (finora riunito solo una volta) non sono arrivate risposte. Adesso si andrà a Milano senza poter dare aggiornamenti su iniziative delle istituzioni o coinvolgimento delle imprese per scongiurare la chiusura dello stabilimento. Uno scenario che, proprio stando a quanto è emerso durante l'insediamento del tavolo, insieme a Regione, Comune, Città Metropolitana, camera di commercio e industriali, offre poche speranze. Lo sanno anche i lavoratori, consapevoli che lo sforzo per rilevare il sito di San Gregorio e impegnarsi con le ingenti spese di produzione e personale è insostenibile per gli imprenditori che si erano mostrati interessati. L'unica strada possibile è un ricollocamento anche in altri contesti, che si auspica di raggiungere anche con l'intervento istituzionale. Che però in questo periodo cruciale della vertenza appare evanescente. 

Determinante ora sarà la prossima mossa di Lactalis, e i suoi progetti per Reggio e Ponte Buggianese, che sembrano non essere uguali. 

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