Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca Centro / Piazza Italia

Protesta per il diritto alla casa, Un mondo di mondi: "Il Comune evita il confronto"

La manifestazione di questa mattina dell'Osservatorio sul disagio abitativo arriva nuovamente in piazza Italia "dopo le promesse non mantenute dell'assessore Albanese"

Questa mattina, enti e famiglie sono scesi nuovamente in piazza per rivendicare, con una protesta pacifica nel rispetto delle norme anti Covid, il diritto alla casa. 

"Il 19 marzo - afferma Un mondo di mondi - l’assessore Albanese di fronte alle telecamere ed ai manifestanti aveva promesso che entro 10 giorni il Comune avrebbe cominciato ad assegnare gli alloggi ai vincitori della graduatoria del bando 2005 ed a quelli della graduatoria di emergenza abitativa ma avrebbe anche  sbloccato il finanziamento 11 milioni del Decreto Reggio per l’acquisto di nuovi alloggi e  sollecitato i cambi alloggio.

Dopo quaranta giorni -spiega una nota - il Comune non ha fatto niente di quanto ha detto l’assessore. L’Amministrazione Falcomatà continua ad applicare la politica di negazione del diritto alla casa per le famiglie a reddito basso e senza una casa. Come ha fatto negli ultimi 7 anni".

La protesta in piazza Italia è durata quattro ore e in questo tempo ribadisce l'associazione "nessun rappresentante della Giunta è venuto a confrontarsi sulla questione. Gli enti e le persone che da tempo si occupano del tema dell’alloggio continueranno ugualmente a manifestare in piazza contro questa politica che nega il diritto alla casa e contro questo atteggiamento istituzionale". 

Secondo Un mondo di mondi: "L’Amministrazione continua ad applicare una gestione economica delle entrate del settore alloggi popolari  e delle assegnazioni che non rispettano la norma vigente. In questo modo si impedisce il normale funzionamento di questo settore sociale negando il diritto alla casa alle classi sociali più deboli.

il Bilancio di previsione 2021 -2023, che dovrebbe essere approvato tra qualche giorno, se il Consiglio Comunale  confermerà la voltontà della Giunta si continuerà a lasciare e accantonati circa 5,5 milioni di entrate degli alloggi popolari, che per legge dovrebbero essere utilizzate per la manutenzione straordinaria degli alloggi e l’acquisto di nuovi alloggi.   

Il 15 aprile 2021 gli enti ed i movimenti riuniti nell’Osservatorio sul disagio abitativo hanno richiesto alla giunta comunale ed al dirigente del settore Finanze di inserire nel Bilancio di previsione i 5,5 milioni di euro di entrate del settore erp  per destinarli, secondo la legge vigente,  alla manutenzione straordinaria degli alloggi.

La giunta non ha risposto alla richiesta e ha approvato il Bilancio di previsione mantenendo accantonati i fondi e prevedendo per la manutenzione straordinaria dei 3000 alloggi comunali un misero finanziamento di 200.000 euro. Nello stesso Bilancio di previsione 2021 -2023 è stata prevista un’operazione di vendita di circa 214 alloggi popolari dichiarando, però, che i ricavi, stimati in circa 7.645.000 di euro, saranno destinati al settore erp.

Si tratta di una dichiarazione necessaria per evitare che il piano di dismissione venga nuovamente bloccato dalla Regione Calabria per la destinazione dei ricavi per altri fini. Difatti, negli ultimi anni non risulta che i ricavi delle vendite, come le entrate dai canoni, siano stati mai destinati al settore per la manutenzione e acquisto di nuovi alloggi. La prova è che una parte importante degli alloggi comunali sta per crollare o è diventata inabitabile al punto che tanti  assegnatari  sono costretti ad abbandonare gli alloggi. 

"Di nuovi acquisizione - continua ancora la nota - dalle entrate del settore non si vede nemmeno l’ombra. Dal 2019 non si sa nulla  del finanziamento di 11 milioni del Decreto Reggio finalizzato all’acquisto di nuovi alloggi, solo grazie ad  una petizione popolare che ne ha chiesto il ripristono dopo che l’Amministrazione aveva provveduto a stornarlo. Per quanto riguarda la gestione delle assegnazioni,  da anni, è completamente allo sbando.

Il Comune non effettua l’azione di controllo prevista dalla legge vigente attraverso le verifiche sulla permanenza dei requisiti degli assegnatari. E quindi gli alloggi che periodicamente non sono più abitati dagli assegnatari e che dovrebbero essere assegnati a chi ne ha diritto vengono invece  occupati da chi non ne ha bisogno e  che li utilizza per ricavarne dei profitti. Per quanto riguarda il diritto al cambio alloggio il Comune, dopo 25 anni, non ha ancora applicato completamente  la normativa regionale (artt. 42-43-44 e 45 LR 32/1996) perché  deve ancora redigere il piano di mobilità.

La Commissione mobilità è stata costituita solo dopo una diffida presentata nel luglio 2020 dagli enti dell’Osservatorio sul disagio abitativo. Agli assegnatari viene negato anche il diritto al cambio alloggio, oltre quello di un alloggio abitabile. Niente di fatto anche per il progetto dell’ex Polveriera. Il Comune, dopo che nel 2018 ha assegnato l’alloggio a metà delle famiglie della baraccopoli, ha fermato il piano nel mese di settembre 2018 abbandonando nelle baracche 16 famiglie e l’intero progetto dell’area". 

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