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La vertenza

Ambulanti, notificato un nuovo ricorso contro determina dell'ufficio del Comune

La categoria rappresentata da Ana Ugl continua la protesta sulle concessioni contro l'atto del settore sviluppo economico che mette i posti a bando

Non hanno intenzione di allentare la presa gli ambulanti dei mercati reggini, che da mesi hanno in corso una vertenza con il Comune per rivendicare il rinnovo delle concessioni. Dopo il primo ricorso al Tar, presentato il 3 giugno da 38 attori contro il provvedimento dirigenziale di revoca (comunicato con pec inviate singolarmente ai commercianti, annullava il rinnovo autonomatico delle assegnazioni previsto dalla legge 77/2020), ieri il sindacato Ana Ugl ne ha notificato un altro all'amministrazione. Stavolta si ricorre avverso la determina 7107 del 29 dicembre 2023, con la quale il settore sviluppo economico del Comune stabilisce di voler mettere a bando tutte le concessioni.

Alla vigilia di un appuntamento cittadino che coinvolge il commercio, la festa del cioccolato in programma il prossimo week-end, c'è amarezza tra i mercatali per la strada seguita dagli uffici del Comune a colpi di atti approvati in autotutela per non incorrere in sanzioni legate alla direttiva europea Bolkeinstein. Gli ambulanti ritengono però che Reggio Calabria, come la maggior parte delle città italiane, debba e possa attenersi alla legge nazionale 214 del 30 dicembre 2023, che garantisce il rinnovo delle concessioni fino al 2032, in applicazione della legge 77/2020. La determina dirigenziale oggetto del secondo ricorso, con un tempismo che suona beffardo, era stata approvata il giorno prima di quella norma statale salvagente, il 29 dicembre.

Domenico Fimiano, rappresentante di Ana Ugl regionale, dichiara: "Abbiamo preso un impegno a fianco degli ambulanti dei mercati di Reggio Calabria, e dopo la protesta pubblica di novembre stiamo continuando a sostenerli. Ma tutto questo ha un costo alto. Dispiace molto che i lavoratori debbano difendere i loro diritti sopportando spese di ricorsi per migliaia di euro solo perchè gli uffici comunali vogliono mantenere questa posizione assurda".

Gli ambulanti accordano però piena fiducia nell'assessora Marisa Lanucara, che da subito ha tentato di risolvere la situazione e avrebbe anche intrapreso un dialogo con il sindacato nazionale e Anci. "Al momento - spiega Fimiano - registriamo da Lanucara grande disponibilità, e sappiamo che c'è un contrasto interno di competenze tra il piano politico e quello tecnico, autore delle determine di cui chiediamo l'annullamento".

Nell'aria una soluzione ipotizzata dal Comune è disporre un mini rinnovo delle concessioni al dicembre 2025, che però non convince la categoria produttiva, nella quale si teme che l'obiettivo finale sia comunque il nuovo bando pubblico. "Lo stato - dice ancora Domenico Fimiano - ci dà la possibilità di prepararci agli effetti della Bolkestein con un rinnovo decennale al 2032, e in Italia soltanto il Comune di Reggio insieme ad altre tre città non si è adeguato a questa legge.

Come Ana Ugl riteniamo che gli ambulanti debbano restare fuori dall’ambito applicativo della direttiva Bolkenstein, ma se dovrà essere così vogliamo la garanzia delle concessioni al 2032. A Reggio Calabria a questo punto dopo due atti nella direzione di annullare tutto siamo diffidenti. In assenza del rinnovo decennale - conclude - ormai ci aspettiamo che spuntino fuori nuove determine di questo tipo, in un circolo vizioso di proteste e ricorsi". 

Di fatto questo è già accaduto perché a gennaio lo stesso settore sviluppo economico ha prorogato le concessioni per il commercio su posteggi in aree pubbliche, ma soltanto fino allo svolgimento delle procedure a evidenza pubblica, ribadendo contrarietà alla legge statale di rinnovo al 2032. E di questa norma l'ex assessora Martino aveva detto: "L’ennesima proroga automatica delle concessioni in essere, per un periodo estremamente lungo, in modo incompatibile con i principi più volte ribaditi dalla Corte di Giustizia, dalla Corte costituzionale e dall’autorità garante della concorrenza e del mercato è una mera promessa populista senza solide basi giuridiche, che finirebbe solo per danneggiare gli ambulanti". 

Intanto lunedì scorso in consiglio si è approvata un'altra delibera che riguarda la categoria, la modifica del regolamento di disciplina sul canone unico patrimoniale di occupazione del suolo pubblico. 

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