Lunedì, 15 Luglio 2024
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Apre il centro del riuso, è festa per la scommessa vinta di Rom1995

Nel bene confiscato di Condera è stata presentata la struttura finalmente ristrutturata, dove oggetti usati donati dai cittadini saranno preparati per un riutilizzo

Oggi è un giorno di festa per i soci e i ragazzi di Rom1995, e c'è poco spazio per l'amarezza del passato. Si riparte da qui, con l'inagurazione del Centro del riuso, che si è aperto al pubblico nella sede di Condera finalmente ultimata del bene confiscato alla criminalità e assegnato quasi trent'anni fa alla cooperativa nata attorno a una pioneristica idea di inclusione dei rom dell'ex ghetto 208.

A fare gli onori di casa insieme al sindaco Giuseppe Falcomatà è il presidente Domenico Modafferi, che ha una lunga lista di ringraziamenti, dalle istituzioni al dipartimento AbitaLab dell'università Mediterranea. Ma le parole più affettuose sono per i tanti amici del centro, che hanno donato i primi arredi e materiali fulcro dell'attività del centro, un laboratorio di recupero e riqualificazione con l'obiettivo di dare una seconda vita agli oggetti usati.

Sono già tanti questi beni nel grande showroom allestito nel centro e che oggi si è potuto visitare: mobili antichi, scaffalature, quadri, lampade e qualche pezzo originalissimo come una culla artigianale in legno. Un esempio concreto di economia circolare, che passa dalla donazione dei cittadini e la possibilità di acquistare (o riacquistare) gli articoli rigenerati dopo il restyling a prezzi accessibili. 

Il centro, che si identifica in hub per la riduzione dei rifiuti e il riutilizzo anche creativo, funziona attraverso i tre laboratori attrezzati di falegnameria e restauro, tappezzeria e recupero di apparecchi elettronici, in continuità con la mission di Rom1995.

A ricordarla è stato Modafferi tornando a quando si era addentrato nella comunità degradata del 208, tra sporcizia ed emarginazione, per fare doposcuola: "E' stata una mia scelta personale, e da lì sono arrivato alla proposta di far lavorare i rom... la gente mi prendeva per pazzo, ricordo ancora una signora che non riusciva a credere che gli operai finalmente arrivati a sistemare il verde nel suo quartiere fossero zingari, e soprattutto quelli che a Reggio erano noti per i furti e la delinquenza".

Rom1995 racconta una storia diversa, cercando e trovando la parte sana e offrendo un'opportunità di riscatto che si è incrociata con un bisogno della città. "Abbiamo creato l'unica isola ecologica cittadina e gli zingari sono diventati quelli che aiutavano i reggini a scaricare i rifiuti ingombranti, persone con cui gli utenti dovevano confrontarsi ogni giorno vincendo i pregiudizi".

Il bene confiscato è assegnato in comodato d'uso da Italo Falcomatà e a Reggio rappresenta la prima esperienza. La cooperativa accetta la sfida con l'onore di reperire i finanziamenti per un immobile di oltre 600 metri quadrati nel quale manca tutto. "Abbiamo iniziato a lavorare nel piano terra - ha continuato Modafferi - e quello superiore era un grande open space completamente da ristrutturare. Quando pioveva l'acqua ci arrivava sotto. Ma siamo andati avanti, fino a quando nel 2010 abbiamo potuto iniziare i lavori".

Poco dopo però la coop perde l'appalto per decisione dell'amministrazione dell'epoca. "I ragazzi sono andati in cassa integrazione ma nessuno voleva che questa storia finisse. I ragazzi hanno accettato un part time con gli stessi soldi del sussidio, hanno scelto il lavoro e non l'assistenzialismo". Una bella lezione dagli 'zingari' che Reggio non voleva. "Noi abbiamo messo la nostra volontà e un progetto in cui credevamo ma se i rom non avessero accettato, nulla sarebbe stato possibile. Abbiamo fatto capire che se esiste una reale opportunità, l'integrazione non è utopia". 

Il centro di riuso apre i battenti dopo lavori che sembravano interminabili e con gli ostacoli e gli ulteriori rallentamenti delle vicende della ditta in amministrazione giudiziaria. Il sogno si chiamava 'ricicleria' e non si spegne. L'accelerazione finale è resa possibile grazie ai fondi europei Pon Metro 2014-20 stanziati dal Comune. Centrale è la collaborazione dell'AbitaLab del dipartimento architettura e territorio dell'università Mediterranea, che ha partecipato al progetto per la consulenza tecnico-scientifica, come ha sottolineato con orgoglio la vicedirettrice Consuelo Nava: "Le sedie di questa sala sono tutte riciclate. Se pensiamo che tutti i prodotti del mondo artificiale hanno bisogno di energia grigia, qui, essendo in un bene confiscato, ammazziamo il grigio anche nei beni presenti... sono beni senza grigio e legalizzati".  

La sala incontri del centro è stata intitolata all'ingegnere Tommaso Marino, indimenticato socio di Rom1995, e ospiterà iniziative culturali e di approfondimento su tematiche sociali, ambientali e di legalità. Della struttura fanno parte anche le aule per la formazione e il networking, nel quale sono addestrati i ragazzi che nei tre laboratori compiono piccole magie di rigenerazione di oggetti destinati ad essere buttati via.

E le sale nuove, ariose e sistemate con grande cura si prestano anche a visite guidate: nei corridoi troviamo tanti cimeli tecnologici di fascino vintage, tra televisori, radio, giradischi e macchine per cucito. "C'è un grande valore ambientale in quello che vogliamo fare - ha detto ancora Modafferi - intervenendo sull'eccessivo consumismo quotidiano per dimostrare che possiamo avere meno rifiuti e più oggetti ancora utili".

Hanno dato l'esempio la famiglia Scrivo donando mobili antichi, il liceo scientifico Volta arredando le aule formazione con sedie a rotelle e tutte le associazioni cittadine che fanno rete con il centro, da Agape alla Piccola Opera Papa Giovanni, Caritas e Legambiente - un vero e proprio cartello virtuoso che supporta la cooperativa sin dalle origini.

"Questo non è un mercatino dell'usato - ha concluso Modafferi - ma un luogo di integrazione e scambio di esperienze, e potrà funzionare se i cittadini, che ne sono il motore, vorranno donare, frequentarlo e contribuire alla missione, condividendo un sentimento di comunità attorno alla tutela dell'ambiente e la gestione dei rifiuti". Prossimo obiettivo, il full time dei ragazzi che hanno permesso al centro di aprire e vincere la sua scommessa.

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