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Venerdì, 9 Dicembre 2022
La denuncia / Siderno

Appello alle istituzioni per la scuola media di Siderno senza sede

Lettera a Occhiuto, Princi, Marziale e il ministro Valditara per chiedere che sia costruito l'edificio dopo due anni di ospitalità in altro plesso

Una scuola senza sede da più di anno, tra promesse e rinvii. Parliamo della scuola media Corrado Alvaro di Siderno, per la quale il presidente del consiglio d’istituto dell’Istituto comprensivo Pascoli Alvaro di Siderno, tutti i rappresentanti dei genitori degli alunni e tutti i docenti hanno inviato una lettera al Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto; alla Vicepresidente della Regione con delega all’Istruzione, Giusy Princi; al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara e al garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, Antonio Marziale, al fine di metterli a conoscenza che da più di un anno un intero istituto scolastico non ha più un edificio e si attendono da tempo l’avvio dei lavori di costruzione.

Si legge nella lettera: "Presidente Occhiuto, lei, all’inizio dell’anno scolastico, ha detto: '… Finalmente si torna alla normalità, in classe senza mascherine e con più socialità. Ricordatevi sempre di inseguire i vostri sogni, e tutto sarà possibile'. Noi vogliamo tornare alla normalità e rendere possibile il sogno di 262 ragazzi e delle rispettive famiglie. Vicepresidente Princi, conosciamo il suo percorso professionale nella scuola, conosciamo la passione con cui ha svolto il ruolo di dirigente scolastico, conosciamo la stima di cui gode e siamo fermamente convinti che solo lei può comprendere il nostro disagio ed il nostro disappunto. La politica di professione non mette l’istruzione pubblica tra le sue priorità, la politica vera sa, invece, quanto sia importante". Dopo questa premessa si passa ai fatti: "Nel 2018 la Regione ha stanziato circa € 4.500.000 per demolire e ricostruire la struttura della nostra scuola, l'stituto secondario di primo grado Corrado Alvaro di Siderno, e siamo arrivati al 2022 che neanche un mattone è stato scalfito. Nel frattempo, però, sono avvenuti alcuni fatti, oggetto di questa missiva. Nella fase post-finanziamento qualunque intervento edile necessario alla struttura in questione veniva puntualmente negato perché considerato uno spreco visto che la scuola doveva essere demolita e ricostruita". Così nell’arco di un anno docenti e ragazzi si sono ritrovati in classi con muffa e umidità, acqua dal tetto e dalle finestre, bagni non funzionanti e muri di recinzione pericolanti". Non essendo più possibile rimanere in quella struttura fatiscente si arriva così al momento del trasferimento. Continua la lettera: "Per un anno intero vengono fatti numerosi sopralluoghi senza trovare uno spazio idoneo. Nessun amministratore o funzionario pubblico sente la responsabilità di trovare un luogo adeguato ad ospitare la scuola. Così nell’agosto 2021, ad un mese dall’inizio della scuola, un gruppo di docenti e rappresentati di genitori, ha scritto al Presidente della Repubblica per avere un minimo di considerazione. Stranamente nel giro di qualche settimana la città metropolitana ed il Comune, in quel periodo commissariato, trovano un accordo e trasferiscono la scolaresca presso l’Istituto Tecnico Commerciale Marconi (che ringraziamo per l’ospitalità)".

Da allora, a distanza di un anno, "siamo ancora al punto di partenza", denunciano gli scriventi. Che continuano: "L’amministrazione comunale,che si è insediata solo a novembre del 2021, ha tentato di avviare i lavori ma invano perché non ha gli strumenti per accelerare i tempi dell’iter burocratico.Tutto è fermo al Servizio Tecnico Regionale e non ci sono garanzie sui tempi di realizzazione".

E' un vero grido di aiuto da parte della popolazione scolastica: "In un territorio come il nostro non possiamo permettere che una platea numerosa di ragazzi in formazione abbia l’idea di uno Stato lontano, che non vede, non sente e non parla. Come istituzione scolastica operiamo per infondere il senso civico nei nostri alunni; cerchiamo di tutelare al meglio la loro crescita affinché sviluppino quel senso di appartenenza al territorio che li faccia sentire cittadini attivi capaci di contribuire alla bene pubblico. Non possiamo e non vogliamo rassegnarci ad un destino già scritto. La nostra scuola non deve diventare l’ennesima incompiuta di una regione famosa per ospedali iniziati e mai completati, per debiti stratosferici di cui non si conoscono i responsabili e per infrastrutture obsolete da Terzo Mondo".

Da ormai due anni questi ragazzi di Siderno non hanno più una scuola per quanto sopra esposto. Pertanto, i firmatari della lettera chiedono alle istituzioni a cui si rivolgono di intervenire con urgenza affinché non solo si sblocchi la pratica ma venga garantito il completamento dell’opera entro i tempi richiesti per la realizzazione del progetto, cioè il 2024. La lettera si conclude con un invito ai rappresentanti istituzionali a visitare la scuola per avere contezza della situazione denunciata: "Date un segnale forte ai nostri ragazzi, fate vedere che lo Stato c’è e si cura di loro, ne hanno pienamente diritto".  

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