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Opere abbandonate

Arena Lido, da cuore della cultura reggina a simbolo di decadimento

La lunga e travagliata storia della struttura che da 30 anni attende che le venga restituita la dignità. Si intravede la svolta sull’ennesima incompiuta che "è stata inserita nel piano triennale delle opere pubbliche adottato dalla giunta", afferma l’assessore Costantino

L’Arena Lido, uno dei luoghi più iconici della città di Reggio Calabria, che ha segnato indelebilmente le serate e i ricordi dei reggini, e che ha rappresentato il fulcro della vita culturale degli anni 50 e 60, è oggi in stato di totale degrado e abbandono. Un luogo particolarmente amato che evoca tempi carichi di fascino e suggestione, fatti di cultura e bellezza.

Oggi, ancora, dopo oltre 30 anni, resta agonizzante nel cuore della nostra città. Scendendo la meravigliosa scalinata del Waterfront lo spettacolo è desolante: un’Arena abbandonata, svilita, circondata di erbacce, offre un’idea di decadimento che certamente non è solo architettonico ma, indubbiamente, anche culturale.

Realizzata nel 1948, tra gli anni 50 e 60 si susseguono intense stagioni artistiche di rilievo anche nazionale. Tra cinema e teatro, festival e concerti, si avvicendano all’interno dell’Arena molti artisti famosi.

L’inizio della fine avviene negli anni 70, quando la struttura, sempre meno utilizzata, viene sempre più abbandonata al degrado, sino a quando un incendio non ne distrugge il palcoscenico. Sono gli stessi cittadini, che negli anni 80, attraverso movimenti e associazioni, riaccendono i riflettori sull’Arena, non rassegnandosi all’abbandono di quella struttura, un tempo cuore pulsante di cultura, ormai trasformata in deposito. 

Da qui si apre un decennio fatto di progettazione e riprogettazione, richieste di finanziamenti, affidamenti di incarichi, approvazione di delibere e, negli anni 90, inizia la demolizione della struttura che viene interrotta dai cittadini che ne ottengono la revoca con la promessa del completo recupero dell’Arena.

Negli anni l'Arena è stata al centro di una storia complessa e intricata che merita uno specifico approfondimento. 

Intanto ReggioToday, in questa occasione, ascoltando l’assessore ai lavori pubblici, Francesco Costantino, ha deciso di cercare di capire quale sarà il futuro della struttura per la quale “l’idea di rimetterla in piedi risale ai tempi del decreto Reggio, quando, nell’ormai lontano 1990, l’opera era stata inquadrata nell’articolo 2 “Risanamento della città”. Purtroppo l’Arena si trova ancora in pessime condizioni”. Sono le parole dell’assessore comunale ai lavori pubblici Francesco Costantino.

Francesco Costantimo

“Per accelerare le procedure il Comune decide, invece di procedere con un appalto esterno, con tutte le problematiche del caso, di affidare la realizzazione dell’opera a una società internalizzata, che era Castore. E l’attività è stata effettivamente commessa a Castore che, ai tempi aveva un problema di natura societaria rispetto a questo accollo, collegata al fatto che doveva disporre di documenti che a quel tempo non erano idonei per procedere con l’appalto”.

“Questi documenti, allo stato, sono reperibili - prosegue - e per questo l’Arena è stata inserita nel piano triennale delle opere pubbliche appena adottato dalla giunta e che a breve andrà in consiglio comunale”.

I tempi?
“Si tratta di un’opera che rientra nell’elenco annuale del piano triennale, quindi mi auguro che questa sia la volta buona”. 

Riuscirà nell’impresa?
“Sono stato nominato assessore anche per sbloccare opere incagliate, se ci riuscissi sarebbe una gioia per me e per tutti i cittadini”.

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