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Giovedì, 30 Maggio 2024
I controlli / Arghillà

Ad Arghillà furto di energia, spaccio e occupazione abusiva: un arresto

Controlli interforze nel quartiere a nord di Reggio Calabria. Denunciata anche una 26enne. Rinvenuta anche una piantagione di diverse piante di cannabis indica

Continuano i servizi a largo raggio finalizzati alla prevenzione e contrasto di attività illecite da parte dei carabinieri dell’Arma reggina, la cui presenza sul territorio risulta capillare e costante, nell’ottica di infondere una sempre maggiore “sicurezza partecipata”.

È in tale quadro che, nei giorni scorsi, a Reggio Calabria – Catona, nell’area edilizia popolare di Arghillà, i carabinieri della compagnia di Reggio Calabria, hanno arrestato per furto di energia elettrica, invasione di edifici e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, un 44enne reggino, già noto alle forze dell’ordine.

Nel corso delle attività, con il supporto in fase operativa dei militari del 14esimo battaglione di Vibo Valentia, della Cio Calabria, delle unità cinofile del gruppo della Guardia di finanza di Reggio Calabria e di personale Enel, è emerso, che l’uomo avesse occupato abusivamente un appartamento, ove è stata accertata la presenza di un allaccio abusivo ottenuto mediante il danneggiamento dei sigilli della calotta dei contatori della corrente elettrica, attraverso il quale veniva trafugata corrente elettrica, eludendone in tal modo totalmente la contabilizzazione. Il danno erariale riscontrato ammonta a circa 18 mila euro. 

Dalla successiva perquisizione, all’interno dell’abitazione, inoltre, i militari hanno altresì rinvenuto, nascosti dietro un mobile, 30 grammi di marijuana.

Nel corso dello stesso contesto operativo, i carabinieri, hanno denunciato un’altra donna, 26enne, reggina, sempre per furto di energia elettrica e rinvenuto nei pressi dello stesso quartiere reggino, una piantagione di diverse piante di cannabis indica.

Un’attività, che ancora una volta testimonia l’attenzione dell’Arma alle aree periferiche del capoluogo, specie nel famigerato quartiere popolare di Arghillà di estrema fragilità sociale e costantemente scenario di episodi di microcriminalità, attraverso la vigilanza quotidiana e la raccolta capillare di informazioni resa possibile dalle stazioni carabinieri, primi sensori sul territorio. 

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