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La protesta / Arghillà

Arghillà assetato da ventuno giorni: gli abitanti bloccano la strada

Monta la protesta a causa della mancanza d'acqua. Nel pomeriggio il Coordinamento di quartiere ricevuto in prefettura

Ventuno giorni senza acqua, senza la possibilità di potersi lavare e vivere decorosamente. Ecco come stanno vivendo gli abitanti di Arghillà, popoloso quartiere della periferia nord di Reggio Calabria. Hanno atteso con pazienza, che l'amministrazione comunale risolvesse il problema, ma stanchi della vana attesa sono scesi in strada e hanno manifestato con un blocco stradale contro la mancanza di acqua. 

"Ieri pomeriggio ci siamo dati appuntamento e siamo scesi in strada", racconta la signora Maria Crucitti che vive ad Arghillà Nord, al Comparto 6. "Abbiamo bloccato la strada intenzionati ad andare ad oltranza, ma poi è arrivata la Digos che ha chiamato la Prefettura e ha raccontato la situazione e di come siamo ormai esasperati. Ci hanno detto di tornare a casa, che stamattina avremmo avuto l'acqua nelle case. Così siamo andati via ma oggi purtroppo l'acqua non è arrivata. O meglio nel mio comparto è arrivata solo nel sottoscala dalle 7, 10 alle 9. Poi più nulla. Negli altri comparti non è arrivata per niente".

"Siamo stanchi, continua Crucitti - questa è una situazione che si ripete ogni anno, qui non cambia mai nulla. Nessuno ci dà risposte e continuiamo a vivere così. Non è facile e poi con il caldo di questi giorni, come si fa a stare senza acqua. Io vivo con mia figlia e mio genero, ma qui ci sono tante famiglie che hanno bambini piccoli o persone anziane, disabili".

"Abbiamo deciso che anche oggi scenderemo in strada, dobbiamo alzare la voce, far sentire la nostra rabbia. Il problema è qui non siamo neanche compatti nella protesta. Ieri, ad esempio, eravamo in pochi.  Abbiamo fatto anche un esposto in Prefettura e vediamo cosa accadrà, ma è certo che così non si può più andare avanti".

E così ecco che hanno nuovamente bloccato la strada. Hanno portato i rifiuti ingombranti che stanno accatastati lungo la strada, al centro della carreggiata e con vecchi divani, materassi e spazzatura hanno chiuso l'accesso. Sono uomini e donne e stanno lì, sotto il caldo in strada, a protestare, a far sentire la loro voce e a chiedere acqua. 

Emergenza acqua ad Arghillà: le foto della protesta

Un quartiere assetato, un quartiere che questa volta vede uniti Nord e Sud, le due facce dello stesso quartiere ma con realtà differenti. La protesta adesso è nella zona Nord del quartiere, lì dove non esistono neanche i nomi delle strade ma solo palazzoni e comparti, abitati spesso da persone fragili. 

È stanco anche Giovanni Votano, presidente del Coordinamento di quartiere Arghillà. "Siamo soli - dice - a fronteggiare la rabbia degli abitanti e il grave problema della carenza idrica. Io e l'avvocato Giuseppe Naim stiamo lottando per cercare soluzioni, per parlare con l'amministrazione comunale e con la prefettura. Alle 16,30 siamo stati convocati al Palazzo del Governo e speriamo che ci diano delle soluzioni. Abbiamo controllato i pozzi, e a quanto sembra c'è attivo solo il pozzo di San Cono di Rosalì mentre quello di Pettogallico è stato deviato. Vigliamo capire cosa sta succedendo e qual è il problema. Ci dicono anche che non ci sono autobotti da poter mandare, una sarebbe rotta e l'altra pare non abbia la revisione. Intanto noi continuiamo a restare senza acqua".

Una delegazione del Coordinamento di quartiere di Arghillà, alcuni giorni fa,  preso atto che "perdura la mancanza d'acqua nel quartiere, nonostante le accorate richieste al Comune degli ultimi giorni, ha denunciato in Prefettura la gravissima crisi idrica che vede Arghillà Nord priva di acqua ai piani alti, chiedendo immediati interventi d urgenza per i 5.000 abitanti del quartiere, tra i quali bambini, anziani, malati, che hanno diritto ad essere trattati come esseri umani, e che sono stati privati dell acqua proprio in concomitanza con la più grande ondata di caldo del secolo, con punte di 45 gradi".

Anche Susanna Quattrone su sul profilo social denuncia: "Questa situazione è insostenibile e ci impone di porre l'attenzione sui nostri diritti fondamentali riguardo all'accesso all'acqua potabile, un bene essenziale per la vita e la dignità umana. È inconcepibile che, nel XXI secolo, una comunità civile come la nostra si trovi ancora a dover affrontare una carenza così drammatica di acqua. Tale situazione mina i fondamenti dei nostri diritti umani e pone gravi domande sulla responsabilità istituzioni delle coinvolte. Abbiamo il diritto intrinseco all'acqua potabile, sancito dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2010, riconosciuto come un diritto umano essenziale per la sopravvivenza e il benessere di ogni individuo. La mancanza d'acqua mette a repentaglio la nostra salute, l'igiene personale, e tutte le attività quotidiane che richiedono questo bene prezioso.

È fondamentale esigere risposte concrete da parte delle autorità locali e nazionali riguardo a questa crisi idrica. Le giustificazioni e le scuse non sono sufficienti, ma ciò di cui abbiamo bisogno sono azioni tempestive e soluzioni a lungo termine per evitare che questa situazione si ripeta in futuro. L'acqua è un bene comune, un diritto umano fondamentale e un pilastro della nostra esistenza. La nostra comunità merita un futuro sostenibile e sicuro, dove l'accesso all'acqua non sia più una preoccupazione costante".

Al Palazzo del Governo, a piazza Italia, ecco che per incontrare il prefetto Massimo Mariani sono arrivati per il Coordinamento di quartiere Giovanni Votano e Giuseppe Naim e per il Comune c'è anche Francesco Barreca. Dice Naim: "È stata raccolta la nostra istanza, formulata stamattina, per un incontro risolutivo del Palazzo del Governo che deve garantire, assieme al sindaco, l'integrità fisica e la salute dei cittadini, ovunque si trovino, che abitino al centro o in periferia, e di qualunque ceto sociale, perché i diritti fondamentali della persona non devono mai essere violati... Com'è successo ad Arghillà in questi 20 giorni... e anche prima! I Verranno offerti tutti i chiarimenti del caso, con le responsabilità di ognuno di noi, e confidiamo possa e debba essere risolta, finalmente, questa grave violazione di diritti".

L'incontro in Prefettura

Un incontro sereno, alla presenza del prefetto Mariani, che è stato utile per capire quali interventi fare in tempi brevi per portare l'acqua ad Arghillà. Presente all'incontro anche l'ex presidente della Circoscrizione Albino Passalacqua che ha spiegato bene ai rappresentanti delle istituzioni la situazione dei pozzi sul territorio e quali manovre poter fare per recuperare l'acqua. Così ecco che si è deciso di fare una manovra per spostare l'acqua dal serbatoio di Carbonara a quello Alfieri che permetterà di far arrivare, almeno ai piani bassi delle abitazioni, l'acqua. Ci vorranno invece tre, quattro giorni per far entrare a regime il serbatoio e garantire il prezioso liquido a tutti.

Nel corso dell'incontro è stato anche evidenziata la possibilità di attivare il pozzo Penna, privato, in località San Cono di Rosalì così come è stato fatto altre volte. Il Comune, per questo, dovrebbe pagare, ma i rappresentati di Palazzo San Giorgio hanno confermato la disponibilità, se necessario.

Dunque, domani dovrebbe arrivare l'acqua e per questo gli abitanti di Arghillà, in serata, hanno sbloccato la strada e sospeso la protesta. 

Nell'attesa che si realizzi un nuovo pozzo ad Arghillà, per cui già sono stati stanziati i finanziamenti per tre milioni e ottocento mila euro, c'è da sperare, adesso, che le soluzioni trovate in Prefettura siano proficue e diano ristoro agli abitanti sfiniti da ventuno giorni senza acqua.

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