Campo Calabro, entrano in un appartamento e rubano gioielli e soldi: due arresti

Ad incastrare i due uomini le immagini delle telecamere di video sorveglianza. I fermati sono stati associati al carcere di Reggio

Una ripresa delle telecamere di videosorveglianza nell'area

Campo Calabro è protagonista di una nuova operazione dei carabinieri, portata avanti lunedì scorso. I militari dell'Arma hanno arrestato Patrizio, 33 anni, e Damiano Vincenzo Bevilacqua, 37 anni, quest'ultimo già detenuto per reati contro il patrimonio ed in materia di armi, perchè ritenuti responsabili dei reati di furto aggravato e furto in abitazione aggravato in concorso, e solo per Damiano Vincenzo Bevilacqua anche per simulazione di reato, in concorso con la propria figlia.

Il provvedimento, disposto dalla procura della Repubblica al Tribunale di Reggio Calabria e diretta dal procuratore Giovanni Bombardieri, nasce da una precedente indagine condotta dagli stessi carabinieri di Campo Calabro, sotto la direzione del procuratore aggiunto Gerardo Dominijanni e del sostituto procuratore Paolo Petrolo, della Procura della Repubblica, presso il Tribunale di Reggio Calabria.

Le immagini della videosorveglianza

I fatti

Dopo tre mesi di indagini su un furto avvenuto a Campo Calabro, i carabinieri hanno stretto il cerchio, scoperto i responsabili e risolto il caso. I due Bevilacqua, dopo aver forzato il sistema di chiusura del cancello carrabile di un’abitazione del centro sono entrati all'interno e si sono impossessati di gioielli in oro e argento, per un valore di circa 5 mila euro, oltre a mille euro in contanti, per poi darsi alla fuga, utilizzando una Renault Clio parcheggiata nelle vicinanze.

Le indagini, attraverso l'utilizzo di fotogrammi dei sistemi di videosorveglianza presenti nell'area, hanno permesso di raccogliere indizi fondamentali in merito alla colpevolezza dei due uomini. In particolare è stato accertato che la macchina in questione era di proprietà della figlia di uno degli indagati. I Bevilacqua avevano denunciato il furto della stessa autovettura così da ostacolare l'attività investigativa dei carabinieri.

Gli indizi acquisiti, raccolti dai militari in meno di due mesi, hanno consentito alla Procura di emettere dei provvedimenti restrittivi a carico dei due uomini, con all’attivo una serie di precedenti specifici e, all’epoca dei fatti, già sottoposti alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di dimora nel Comune di Reggio Calabria.

Associati alla casa circondariale reggina, gli arrestati sono adesso in attesa dell'interrogatorio di garanzia. I carabinieri stanno, inoltre, conducendo ulteriori indagini per verificare il coinvolgimento dei Bevilacqua in altri episodi simili andati in scena sia nel Comune di Campo Calabro che nelle zone limitrofe.

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