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Venerdì, 9 Dicembre 2022
Salute e prevenzione

Influenza, è partita la campagna vaccinale a Reggio Calabria

Le indicazioni fornite dall'Asp di Reggio Calabria. Sarà possibile effettuare la somministrazione del vaccino contro l'influenza con quello anti Covid

In questi giorni, anche a Reggio Calabria, ha preso il via la campagna antinfluenzale ed antipneumococcica. L’obiettivo è quello di migliorare le coperture vaccinali raggiunte durante la passata stagione autunnale sulle popolazioni a rischio di gravi complicanze, tra cui in particolar modo le persone dai 65 anni di età.

In questa fascia di età la copertura registrata in Calabria durante la scorsa stagione è stata di poco inferiore al 63%, un dato numericamente migliore rispetto ad altre regioni, ma comunque al di sotto della media raccomandata e in calo di 16 punti percentuali rispetto al 2020, complice, tra gli altri, una percezione sottostimata della gravità della malattia e la bassa circolazione dei virus influenzali, legata alle misure di contenimento del Covid.

Somministrazione gratuita

Dall'Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria, fanno sapere: "Considerato che si prevede una notevole circolazione dei virus influenzali si raccomanda la massima adesione e si informa che il vaccino sarà somministrato gratuitamente ai soggetti compresi nelle categorie indicate dal ministero della salute e dal vigente calendario vaccinale regionale e cioè:

1. adulti di età pari o superiore a 60 anni e bambini di età tra 6 mesi e 6 anni
2. donne che all’inizio della stagione epidemica si trovino in gravidanza e nel periodo post-partum
3. bambini di età superiore ai 6 anni, ragazzi ed adulti fino a 60 anni d’età affetti da:

  • malattie croniche a carico dell'apparato respiratorio (inclusa l’asma grave, la displasia  broncopolmonare, la fibrosi cistica e la broncopatia cronica ostruttiva)
  • malattie dell’apparato cardio-circolatorio, comprese le cardiopatie congenite e acquisite 
  • diabete mellito ed altre malattie metaboliche inclusi gli obesi con BMI>30 
  • insufficienza renale/ surrenale cronica
  • malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie
  • tumori e in corso di trattamento chemioterapico
  • malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione  indotta da farmaci o da HIV
  • malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinale
  • patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici
  • patologie associate ad un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (ad es.  malattie neuromuscolari)
  • epatopatie croniche

4. bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale
5. individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti
6. medici e personale sanitario di assistenza
7. familiari e contatti di soggetti ad alto rischio di complicanze, anche se questi ultimi siano vaccinati
8. soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo 
9. personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di  infezione da virus influenzali non umani
10. donatori di sangue

Le sedi vaccinali

"La somministrazione del vaccino - spiega il dott.Sandro Giuffrida, direttore del dipartimento di prevenzione dell'Asp - sarà effettuata a cura dei responsabili delle strutture sanitarie a ciò  deputate presso tutte le sedi vaccinali o dai medici di medicina generale e pediatri di libera scelta che abbiano fatto richiesta per la somministrazione  ai propri assistiti, anche non ambulabili".

Il vaccino dovrà essere somministrato:

  • ai bambini di età compresa fra 6 mesi e 6 anni, agli ultrasessantenni e ai soggetti a rischio per motivi socio-occupazionali previa identificazione e verifica della condizione (età o occupazione) che giustifichi la vaccinazione;
  • ai soggetti a rischio per motivi di salute (indicati ne precedente elenco di questo documento): se la  vaccinazione è effettuata dal medico di medicina generale e pediatra di libera scelta anche per semplice conoscenza diretta di tale condizione di  rischio; nelle altre sedi previa esibizione di richiesta medica o esenzione per patologia o idonea  documentazione sanitaria.

"Sarà anche possibile effettuare la vaccinazione antipneumoccica coniugata,  - continua la nota dell'Azienda sanitaria provinciale - la cui somministrazione, effettuabile dallo stesso medico simultaneamente alla vaccinazione antinfluenzale, è fortemente raccomandata per il suo riconosciuto intrinseco valore protettivo, ancora più importante in costanza di  epidemia Covid-19. Il vaccino è offerto gratuitamente a tutti i soggetti a rischio per patologia nonché per età  a tutti i soggetti che hanno compiuto 65 anni fino al compimento dei 66 e 70 anni fino al compimento dei 71  anni".

Vaccino anti-influenzale e anti Covid: dove farli

Come riportato nella circolare del ministero Salute sulla vaccinazione antinfluenzale 2022 è possibile, altresì, la 
co-somministrazione di tutti i vaccini antinfluenzali con i vaccini anti-Sars-Cov-2/Covid19. Le vaccinazioni saranno effettuate presso i medici di medicina generale e pediatri di libera scelta aderenti alla campagna vaccinale e presso le seguenti strutture:

- per la città di Reggio Calabria presso la Uo di medicina preventiva e vaccinazioni - viale Calabria tr. V (previa prenotazione da effettuarsi al numero 0965347048 da lunedì a venerdì dalle 9 alle 12) e presso il Poliambulatorio di Gallico;
- per i restanti Comuni dell'ambito territoriale Asp presso tutti i centri vaccinali e gli uffici periferici di  Igiene che già svolgono attività vaccinali. 
- presso i centri vaccinali Covid di Reggio Calabria – Palazzo Campanella e Polo Sud e Taurianova Hub  vaccinale Covid.

Una "tempesta perfetta"

Da diverse settimane gli esperti stanno mettendo in guardia rispetto al fatto che in questa stagione potrà verificarsi una "tempesta perfetta". L’allentamento delle misure emergenziali, infatti, porterà a una maggiore circolazione dell’influenza che ci troverà impreparati, con un’insufficiente memoria immunitaria nei confronti dei virus influenzali.

E sono gli anziani che, con maggior probabilità, rischiano di subire il più alto impatto clinico della malattia, in termini ad esempio di polmoniti, eventi acuti di natura cardio-cerebrovascolare come infarto o ictus, un aggravamento di eventuali patologie croniche preesistenti, oltre a possibili esiti fatali.

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