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Mercoledì, 28 Settembre 2022
Cronaca

Incendi, l'Aspromonte un anno dopo ed i giganti perduti

Alfonso Picone Chiodo ricorda affinché non si ripeta la terribile tragedia che ha portato morte e devastazione

L'Aspromonte un anno dopo è ancora una terra devastata dagli incendi dell'estate del 2021, quando morirono persone ed animali e la natura fu violata. Ferite aperte che resteranno indelebili e se c'è chi ricorda che la natura si rigenera c'è chi invece spiega cosa vuol dire aver perso i giganti, il bosco vetusto di Acatti e Afreni, un luogo incantato che non tornerà più.

"Dopo gli incendi del 2021 e dopo aver visto molti video che mostravano quello che era accaduto al bosco di Acatti e Afreni,  -racconta Alfonso Picone Chiode - ci eravamo caricati di coraggio ed eravamo andati a vedere con i nostri occhi quello che era successo ai patriarchi dell’Aspromonte; la realtà ha superato ogni immagine o video che avevamo visto, il bosco vetusto di Acatti e Afreni non esisteva più, al posto delle maestose querce e dei pini secolari c’erano i resti di centinaia di alberi carbonizzati".

"Ad un anno da quell’incendio abbiamo voluto montare alcune immagini girate dopo la tragedia e alcune immagini di repertorio con l’unico obiettivo di non dimenticare che nel 2021 tutti abbiamo perso qualcosa di unico e come tale irripetibile.Per non dimenticare, con l’augurio che quello che è successo nel 2021 non succeda mai più! Immagini girate da Domenico Malaspiana e foto di Erminio Saraco per ricordare per sempre cosa vuol dire quando brucia un bosco".

Il Video I Giganti perduti

Quest'estate l'Aspromonte, il Parco nazionale, non ha registrato incendi anche grazie all'attività delle associazioni che hanno lavorato per difendere il territorio dai fuochi, facendo attività di prevenzione. Il presidente della Regione Roberto Occhiuto ha presentato il report Tolleranza Zero ed emerge il dato che ci sono stati il 47% in meno di incendi in Calabria. Un territorio presidiato anche grazie all'aiuto dei volontari: 200 provenienti da fuori regione, che hanno operato fianco a fianco con i volontari calabresi appartenenti a 14 associazioni. In Aspromonte sono arrivate cinque squadre di volontari della Federazione italiana motociclisti. 

Ma se c'è un dato confortante, ci sono anche gli imprenditori, gli allevatori delle zone colpite dagli incendi in Aspromonte dello scorso anno che ancora aspettano gli aiuti dello Stato. Ed intanto la montagna è ferita. 

Gli alberi giganti del bosco vetusto di Acatti e Afreni non ci sono più con le loro chiome verdi. Titani d'Aspromonte, giganti perduti, che erano lì da secoli, forse 400, 500, o forse 600 anni a testimoniare un Aspromonte ricco di risorse naturali, di tradizioni millenarie e di sentieri senza tempo.

Un tempo che adesso è stato spazzato via, dalla furia delle fiamme e consegnando all'uomo un altro scenario. 

"Una foresta così - spiega Picone Chiodo - difficilmente si riformerà, e anche se accadrà ci vorranno altri secoli prima di avere la bellezza che avevamo sotto i nostri occhi e non abbiamo saputo proteggere. La perdita di un patrimonio ambientale, botanico così importante è un disastro culturale, prima ancora che ambientale. Forse ancora non si capito bene il danno che abbiamo subìto. Una catastrofe senza precedenti per l’Aspromonte, perché ha interessato soprattutto la parte più affascinante del Parco e la zona a protezione integrale; quella dove anche la presenza dell’uomo deve essere autorizzata, dove è vietata l’attività di pascolo e anche una passeggiata in un sentiero naturale è sottoposta ad un tracciamento preventivo. È in questa zona del parco che ricadeva la foresta vetusta di Acatti e Afreni, che oggi non esiste più.".

"Dopo gli incendi ci sono stati tavoli tecnici - prosegue Picone Chiodo -per cercare di capire cosa fare per evitare ancora altri disastri. Così ecco che si sono incontrati gli ordini professionali, i rapprensetanti del Parco dell'Aspromonte, dei Comuni interessati come Roccaforte, Roghudi, ed ancora i pompieri e le guide del Parco. Tutti insieme per mettere a punto una metodologia. Successivamente anche le guide del Parco hanno chiesto, tramite il prefetto, di convocare un tavolo tecnico per capire cosa fare insieme al Parco dell'Aspromonte. Le guide, tra l'altro, non si sono solo limitate ad esporre le criticità del territorio ma hanno anche presentato delle soluzioni come quella di ampliare il numero di vedette installate per controllare tutto il territorio del parco". 

Cammina lungo i sentieri della montagna Alfonso Picone Chiodo ed ama l'Aspomonte, le sue asperità e le sue contraddizioni come quella che ancora tiene in piedi la leggislazione nata per fermare la speculazione edilizia che vieta il pascolo là dove vi è un terreno bruciato. "Un divieto che dura per dieci anni in base alla legge del 2000 e che adesso rischia di mettere seriamente in ginocchio le attività produttive di Roccaforte che sono state duramente colpite dagli incendi. Come faranno le aziende agricole - si domanda Picone - a far mangiare, pascolare, gli animali se c'è il divieto di pascolo. Ecco penso - aggiunge Picone - che occorrerebbe in questo caso una deroga, un intervento urgente per consentire agli imprenditori di far vivere il loro bestiame e  di continuare a lavorare in una terra dura ma bellissima". 

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