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Operazione "Swipe", sono diciotto i dipendenti dell'Arsac sotto indagine | VIDEO

Lente d'ingrandimento su dipendenti che, in orario di ufficio, si allontanavano dal posto di lavoro per fare la spesa, lunghe passeggiate e soste in locali pubblici o pratiche sportive. Cinque agli arresti domiciliari, per tutti scatta il sequestro preventivo

 

Strisciavano il badge ma non andavano al lavoro, bensì a fare shopping o a correre. Gli uomini del commissariato di Gioia Tauro, diretto da Diego Trotta, con le accuse di assenteismo e truffa hanno portato a compimento l’operazione “Swipe” che ha interessato 15 dipendenti dell’Arsac.

Nei confronti di questi dipendenti pubblici, all’esito delle indagini condotte dalla sezione investigativa del commissariato di pubblica sicurezza di Gioia Tauro, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi (diretta dal Procuratore della Repubblica Ottavio Sferlazza) - personale della Polizia di Stato, con il supporto di colleghi della squadra mobile di Reggio Calabria, dei Ccmmissariati di pubblica sicurezza di Siderno e Palmi e del Reparto prevenzione crimine di Siderno, hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip presso il Tribunale di Palmi, Carlo Alberto Indellicati a carico di 15 persone di seguito indicate, tutti residenti nella provincia di Reggio Calabria:

Ai 15 indagati, tutti dipendenti dell’Arsac (Agenzia Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura Calabrese - Area 6, Sezione di Gioia Tauro) è stato contestato di essersi assentati dal servizio, o di non essersi proprio presentati in servizio, attestando falsamente la loro presenza sul posto di lavoro attraverso la “strisciata”  (in inglese, "to swipe" che ha ispirato la denominazione dell'odierna operazione di polizia giudiziaria) di badge da parte di altri colleghi sul lettore dell'apposita macchina obliteratrice, inducendo così il predetto Ente in errore circa l’effettività della presenza in servizio degli indagati. A tutti sono stati contestati i reati di assenteismo e truffa. 

Le attività di indagine degli agenti del commissariato di Gioia Tauro sono state coordinate dal sostituto procuratore Rocco Cosentino sotto la diretta supervisione del procuratore Ottavio Sferlazza e si sono avvalse di attività tecniche di intercettazione e video-ripresa a carico dei dipendenti degli uffici regionali dell’Arsac, i cui locali sono allocati a Gioia Tauro, in Contrada Bettina, a pochi passi dal Commissariato di Pubblica Sicurezza, abbinate all'effettuazione di accurati servizi di osservazione e pedinamento effettuati nei confronti dei dipendenti che, in orario di ufficio, si allontanavano dal posto di lavoro per compiere le più disparate attività personali: dalla spesa nei supermercati a lunghe passeggiate e soste in locali pubblici, alle pratiche sportive.

L’Arsac, è una struttura della Regione Calabria che si occupa dello sviluppo dell’agricoltura regionale mediante azioni di promozione, divulgazione, sperimentazione e trasferimento di processi innovativi nel sistema produttivo agricolo, agro-alimentare ed agroindustriale”. 

Il sistema utilizzato dagli odierni destinatari delle misure cautelari era semplice e collaudato: incaricare, a turno, uno o più dipendenti affinché "strisciassero" ("swipe") anche il badge degli altri sodali-colleghi sul lettore digitale collocato all'ingresso degli uffici, in ciò attestandone falsamente la presenza sul luogo di lavoro, e con ciò realizzando i reati contestati ed, in uno, percependo indebitamente e fraudolentemente le corrispondenti somme di danaro.

Ecco le persone indagate: A.C., di anni 58, di Sinopoli; C.A.,di anni 59, di Palmi; C.G.,di anni 65, di Gioia Tauro; C.V.,di anni 56, di Palmi; C.P. di anni 54, di Rizziconi; C.D.E., di anni 30, di Rizziconi; C.F.,di anni 62, di Rizziconi; C.F., di anni 50, di Rizziconi; C.D., di anni 63, di Rizziconi; D.M.L., di anni 66, di Molochio; G.G., di anni 67, di Reggio Calabria; L.G., di anni 46, di Rizziconi; S.A., di anni 43, di San Giorgio Morgeto; V.G.,di anni 57, di Sinopoli e V.L., di anni 60, di Cittanova. A carico degli indagati C.F., di anni 62, C.F. di anni 50, C.D.E., L.G., e C.V. è stata applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari. A carico degli altri 10 indagati è stata applicata la misura cautelare dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

E' stato, inoltre, disposto dal gip il sequestro preventivo per equivalente delle somme indebitamente percepite (12 mila euro circa, complessivamente) - quali giornate di lavoro risultanti, ma, di fatto, non effettuate per l'adozione dell'accertato sistema fraudolento di impiego dei badge individuali - a carico dei 15 destinatari delle misure cautelari personali, nonché a carico di ulteriori 3 indagati.

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