Venerdì, 19 Luglio 2024
Il bilancio / Villa San Giovanni

Il gotha dell’audiovisivo a confronto all'Audio-visual producers summit

Italia, Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti sulle nuove frontiere del settore. Si sono conclusi i lavori della kermesse

Si sono conclusi ieri i lavori della terza edizione dell’Audio-visual producers summit che si è svolto in Calabria organizzato da Apa– Associazione produttori audiovisivi grazie al sostegno del MiC ministero della Cultura, direzione generale cinema e audiovisivo, del Maeci ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale/ICE e della Fondazione Calabria Film Commission. Un vertice di tre giorni nel quale si sono confrontati 44 protagonisti del settore provenienti da Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti e Italia per 14 incontri, fra panel, keynote e spotlight.

La terza giornata del summit si è aperta con un focus su Sky Studios con Emanuele Marchesi, Head of Editorial Content, che ha ribadito la linea editoriale degli studios che punta su una diversificazione del palinsesto con prodotti per audience differenti, da “Call my agent – Italia” a “Un’estate fa” al prossimo “M – Il figlio del secolo”, in uno scenario che è cambiato radicalmente con l’arrivo degli streamer. Un’attenzione costante al target in ogni produzione, come nel caso del prequel “Gomorra” cui sta lavorando un team consapevole di un pubblico sempre più esigente.

L’analisi comparativa degli incentivi alla produzione è stato invece il tema del panel che ha visto il confronto fra Daphné Lora, Head of Film CNC per la Francia, Agnieszka Moody, Head of International Relations BFI per la Gran Bretagna e Nicola Borrelli, direttore generale Direzione Cinema e audiovisivo del ministero della Cultura per l’Italia.

In un panel targato Rai, Maria Pia Ammirati Direttrice Rai Fiction e Paolo Del Brocco, Ceo Rai Cinema hanno dialogato di internazionalizzazione del prodotto e pubblici di riferimento. Bilancio positivo per Rai Fiction che dal 2019 ad oggi ha rilevato un incremento del 50% di vendite: Ammirati ha sottolineato la vocazione local dei prodotti della serialità del servizio pubblico – profondamente italiani nella cultura, nel mood, nella lingua -  che hanno ricevuto un grande apprezzamento all’estero tanto da diventare glocal. Titoli come “Imma Tataranni – Sostituto procuratore”, “Il paradiso delle signore”, “Doc – Nelle tue mani” per non parlare del fenomeno “Mare Fuori” - venduto in 40 paesi e che avrà una versione spagnola e forse americana – sono fra i prodotti più amati all’estero.

Fondamentale dunque stringere partnership con player stranieri: “L’amica geniale” è coprodotta con Hbo e la quarta stagione diretta da Laura Bispuri andrà in onda a novembre, mentre con la Finlandia si sta lavorando su un titolo smaccatamente italiano come “Torna a Surriento”. La vera sfida nelle coproduzioni è dunque l’individuazione di prodotti che abbiano una trasversalità pur nelle differenze culturali e di pubblico.

A proposito di esportabilità, Paolo Del Brocco ricorda l’apprezzamento del cinema italiano all’estero: se è vero che i nostri film non diventano blockbuster, d’altra parte vengono invitati a Festival internazionali, raggiungono una platea molto vasta e vengono venduti in tanti paesi. E se un film come “Io Capitano” di Matteo Garrone, candidato all’Oscar, è stato acquistato in oltre 50 paesi, anche un titolo a basso budget, come “Gloria!” esordio di Margherita Vicario, dopo la Berlinale è stato comprato da 25 paesi.

Tre i macro-eventi che hanno modificato lo scenario negli ultimi anni e impattato sul box office a livello mondiale: la pandemia, l’avvento degli streamer e lo sciopero dei lavoratori del cinema negli Stati Uniti. E sottolinea anche il cambiamento del prodotto mainstream targato Usa che è diventato sempre più attento agli effetti speciali, pensiamo ai grandi franchise, meno ai contenuti e allo sviluppo narrativo.

"Se lo vuoi vedere non funziona, se non lo vuoi vedere forse funziona” è un leit motiv ricorrente fra gli sceneggiatori e un paradosso della fiction italiana. Rivendicando la specificità editoriale del prodotto audiovisivo Mediaset, il cui core business resta l’intrattenimento, Daniele Cesarano, direttore della Fiction Mediaset, ha sottolineato la necessità di dialogare con i propri target di riferimento: una linea vincente ed economicamente sostenibile che punta sul melo e sulla rom com, generi che parlano a un pubblico mainstream con un linguaggio pop, nel segno del soapish, specifico storico delle reti del gruppo.

Prodotti come “Terra Amara”, serie turca di grande successo mondiale passata dal day time al prime time, e produzioni italiane come “Viola come il mare” e “Maria Corleone”, di cui sono state annunciate le nuove stagioni, garantiscono la fidelizzazione del pubblico.

Dopo un incontro sulla decentralizzazione della finanza dell’industria dell’intrattenimento cui hanno partecipato Jordan Bayne, fondatrice e Ceo di Film3 e Barry Chamberlain, executive advisor di Vabble, la giornata si è conclusa con una tavola rotonda sulle attuali sfide e le prospettive per ridisegnare il futuro degli studios di Hollywood.

Un confronto appassionato sui possibili modelli per innovare e sostenere le grandi major statunitensi: creare contenuti che possano rappresentare le diverse comunità che coesistono negli Usa, investire nella formazione di nuove generazioni di sceneggiatori con strumenti innovativi e conquistare target sempre più diversificati sono state alcune delle priorità emerse durante il dibattito. Rimane forte, secondo i produttori statunitensi, la necessità di riportare al cinema grandi storie di personaggi che possano essere di ispirazione per il pubblico americano. Hanno partecipato lo sceneggiatore John August WGA, DeVon Franklin, presidente e Ceo della Franklin Entertainment, Neils Juul CEO di Not Fat Ego, Lori McCreary Ceo di Revelations Entertainment, Veronica Sullivan svenior ice president NBC Universal e il produttore Gary Lucchesi, Socio di Revelation Entertainment nonché presidente emerito di Pga.

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