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L'evento

I bikers BACA, angeli custodi dei bambini abusati, si riuniscono a Reggio Calabria

Sabato 18 il run in contemporanea mondiale, che per l'Italia avrà sede nella città dello Stretto: ecco cosa fa l'organizzazione

L'apparenza inganna e questo detto è tradizionalmente vero per i motociclisti con la loro immagine da duri, tra bandane pitaresche, stivali borchiati, giubbini di pelle, capelli e barbe selvagge. Dietro questo aspetto eccentrico ci sono i profondi valori del mondo biker, fondato sul rispetto e la fratellanza: non è un caso che nel 1995, in Utah, un gruppo di motociclisti abbiano deciso di scendere in campo accanto ai minori vittime di abuso: è nata così B.A.C.A. (Bikers Against Child Abuse), organizzazione internazionale che nel 2009 fa ha costituito un chapter italiano e da otto anni è presente anche sul territorio calabrese, con un gruppo regionale a Reggio. Ogni anno l'attività pubblica di Baca, che prevede vari eventi di sensibilizzazione, culmina nell'evento del run collettivo di 100 miglia in sella alle moto, che si svolge in simultanea per tutti i chapter disseminati nel mondo.

La manifestazione nazionale del 2024 sarà ambientata a Reggio, dove il 18 maggio i Baca giunti dalle varie città si daranno appuntamento per sfilare lungo il percorso che parte dal centro e attraversa i versanti ionico e tirrenico per concludersi a Scilla. "E' un orgoglio poter accogliere il run italiano", dice il responsabile di Baca Reggio Calabria, che spiega cosa faranno sabato prossimo i bikers contro gli abusi. "Il run è aperto a tutti ed è quindi rivolto a ogni motociclista che voglia unirsi a noi per trascorrere una giornata insieme e conoscere anche un territorio ricco di storia e bellezza. L'auspicio è anche avvicinare nuovi biker all'organizzazione e far crescere la nostra famiglia".

Un cartellone del run in città

I lettori avranno notato che del centauro con cui parliamo non è stato fatto il nome. E' una precisa regola di Baca per garantire tutela ai volontari e i minori che entrano in contatto con loro, e per questo non sveleremo l'identità del biker reggino se non con il suo road name, U Gorilla. Il run è l'iniziativa di sensibilizzazione più importante dei Baca, la cui attività ordinaria non si svolge però solo in sella ma all'interno di rapporto familiare e di fiducia con i bambini e ha un obiettivo preciso, spezzare la catena dell'abuso che potrebbe trasformare un minore abusato in un potenziale abusatore. Not about you, not about me, only about the children - per il bene dei bambini: il motto dell'organizzazione è un impegno a tutto campo che riguarda unicamente i piccoli. "Non siamo giustizieri e non ci interessa l'abusatore, noi ci occupiamo dei sentimenti delle vittime. Non c'è soltanto la violenza fisica ma anche quella assistita, l'abbandono, l'incuria: tutti modelli comportamentali che sono fattori di rischio in età adulta e possono portare a ripetere quello che si è visto in casa".

Ecco cosa fanno i Baca per aiutare i minori: "Presenti ogni volta in cui assale la paura"

L'azione dei Baca (organizzazione di volontariato autofinanziata) ha tre livelli, il primo è l'affiliazione, un'entrata effettiva del minore nella famiglia biker con un suo road name portato addosso sul gilet dell'organizzazione, che espone un'immagine ricca di metafore: il pugno sinistro (che nella boxe indica non l'attacco ma la difesa) è l'impegno per fermare l’abuso; il bianco è l’innocenza dei bambini; il rosso indica il sangue versato dai minori abusati; il teschio con le ossa incrociate simboleggia la morte dell'abuso e la catena l'unione dei Baca; il nero è il buio attraversato dai piccoli che subiscono violenza.

A dominare le situazioni di abuso che coinvolgono i minori è la paura, su cui si focalizza il secondo livello che scatta con la presenza dei primary assegnati ai bambini, veri e propri angeli custodi reperibili ogni volta che i piccoli ne sentiranno il bisogno. "Entriamo nel buco nero della paura - dice U Gorilla - se il bambino fa un incubo e vuole essere rassicurato o se ha un pensiero angoscioso capirà che non è solo e può contare su qualcuno pronto a rispondere alle sue richieste di aiuto". I casi da seguire sono individuati attraverso il tribunale dei minorenni, le questure, i servizi sociali e le case famiglia, ed esiste una help line per le segnalazioni dei cittadini che però devono riguardare abusi oggetto di denuncia. I Baca sono preparati al loro compito con un lungo training formativo condotto da esperti in materie legali e psicologiche, ma il filo conduttore dell'attività resta l'anonimato. "Solo una persona conosce la storia di abusi del minore; per gli altri, compresi i primary, quelli sono semplicemente bambini da aiutare e non conta neanche quanti siano... non facciamo statistiche e non forniamo numeri perché ogni piccolo fratello abusato rappresenta idealmente tutti i bambini". 

Cuore e sensibilità ma anche uno scudo pacifico eppure determinato contro future sofferenze. Nessun bambino merita di vivere nella paura e i piccoli della famiglia biker devono sapere che saranno al sicuro. Nella dichiarazione di mission di Baca si legge: "Siamo pronti a proteggerli da ulteriori abusi. Non giustifichiamo in alcun modo l’uso della violenza o della forza fisica, tuttavia, se sorgessero circostanze ove noi fossimo l’unico ostacolo a frapporsi tra il bambino ed un ulteriore abuso, siamo pronti ad essere quell’ostacolo".

I Baca reggini in sella

Negli Usa c'è anche un terzo livello di Baca, che vede i bikers supportare il minore in tribunale nel confronto diretto con l'abusatore, in un contesto giudiziario molto diverso dal nostro. "La figura del biker - continua U Gorilla - è forte ma buona e infonde sicurezza nel bambino. Inoltre fare parte del gruppo ed essere uno di noi introduce in un mondo basato su valori che contrastano con gli esempi violenti appresi in un nucleo familiare abusante. Se lì c'era violenza su una madre o una sorella, nella comunità Baca il minore vede che le donne sono rispettate senza differenze di ruoli con gli uomini e in assoluta parità". 

Il chapter reggino è attivo da otto anni tra supporto ai minori ed eventi di sensibilizzazione

L'esperienza di U Gorilla con Baca ha origine nel pregresso amore per la Harley. "A un certo punto dei miei giri ho sentito il bisogno di rendere più significativa questa passione con un obiettivo importante. Ho scoperto l'organizzazione e poiché al Sud non era rappresentata ho deciso di creare un chapter calabrese, che è diventato parte di Baca dopo aver raggiunto un numero minimo e svolto l'addestramento". 

L'organizzazione promuove anche iniziative informative sulla prevenzione della violenza, come conferenze e dibattiti con psicoterapeuti, forze di polizia ed educatori. Inoltre due volte all'anno si svolgono feste pubbliche dedicate ai bambini durante le quali i minori della famiglia Baca giocano insieme a tutti i coetanei che parteciperanno agli eventi. Nel run di sabato prossimo invece ci saranno solo gli adulti sulle rombanti moto che alle ore 15, con partenza dal ponte della libertà, animeranno un corteo d'acciaio e motori passando sul lungomare e proseguendo sulla statale 106 jonica fino a Locri per poi spostarsi sulla linea tirrenica verso Bagnara e Scilla. Sulle loro schiene ben in vista ci saranno le patch con il messaggio contro l'abuso. Cento miglia per dire a tutti che i bambini hanno diritto di crescere in un mondo di cui non si debba avere paura.

  

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