Bando regionale "Riparti Calabria", la delusione dei professionisti calabresi

Gli ordini professionali delle province calabresi hanno inviato una lettera alle istituzioni regionali per sollecitare una modifica all'avviso della Regione

L'aula del consiglio regionale

"Abbiamo appreso con grande entusiasmo ed interesse la notizia della riapertura del bando “Riparti Calabria” seconda edizione, includendo, questa volta, anche i liberi professionisti. Entusiasmo ed interesse svaniti di colpo alla lettura dell'allegato “A” dove, tra tutte le autodichiarazioni, il professionista deve essere in regola con i contributi previdenziali.

Gli intendimenti nobili del bando...l'Amministrazione regionale, attraverso un sostegno alla liquidità, intende aiutare le microimprese e i professionisti che hanno subito gli effetti economici negativi derivanti dal periodo del lockdown...decadono immediatamente con il requisito della regolarità contributiva".

E' quanto denunciano in una lettera inviata alle istituzioni regionali, gli ordini professionali della Calabria (architetti, ingegneri, geologi, periti industriali, federazione degli agronomi e forestali e i collegi geometri) a cui "appare anacronistico specificare che i beneficiari saranno i professionisti che abbiano un fatturato pari o inferiore a 60.000 euro nel corso dell'anno solare 2019, e poi chiedere anche ai professionisti una dichiarazione in cui venga specificato che l’aiuto concedibile non eccede il fabbisogno di liquidità determinatosi per effetto dell’emergenza Covid-19, in quanto il calo del fatturato medio relativo al periodo di marzo/aprile 2020 è pari o superiore al 33% del fatturato medio mensile dell’esercizio 2019, mentre tale requisito è previsto dal bando di gara soltanto per le
società.

Agli estensori del bando sfugge qualcosa, come, ad esempio, che il reddito medio degli ingegneri, liberi professionisti, calabresi, sia di soli 16,000 euro! quello degli architetti, liberi professionisti, calabresi, sia di 11,000 euro! Potremmo andare avanti per tutte le categorie professionali."

Gli ordini professionali ricordano che gli aiuti erogati dal governo centrale, il famoso bonus di marzo - aprile - maggio, dopo insistenti sollecitazioni dei nostri rappresentanti nazionali e dalla rete delle professioni tecniche, con il ministro Gualtieri, ha di fatto eliminato il requisito della regolarità contributiva e, addirittura, il bonus è stato accreditato ai professionisti proprio dalle rispettive casse di previdenza private!"

E, ancora "il bonus erogato dalla Regione Campania, per i professionisti e lavoratori autonomi,in esecuzione alla deliberazione della Giunta Regionale n.171 del 07-04-2020, utilizzando lo stesso strumento finanziario della Regione Calabria (fondi Por FSE-FESR 2014-2020) non prevedeva nessuna regolarità contributiva.

Orbene, con la presente i sottoscrittori chiedono, in rappresentanza di tutti gli iscritti, che venga rielaborato il bando e che venga eliminata la “discriminante” della regolarità contributiva nel modello “Allegato A” poiché trattasi di contributo in fase emergenziale e non di incarico professionale e venga specificato che il calo del fatturato medio relativo al periodo di marzo/aprile 2020 è riferito alle sole società.

D'altronde le finalità stesse perseguite dalla Regione Calabria finiscono per restare del tutto inattuate, laddove si pone doverosamente attenzione alle esigenze dei professionisti a cui si intende fornire ausilio, ossia i più bisognosi e coloro i quali versano in difficoltà economiche e necessitano di liquidità.

Pertanto, con la consapevolezza che il ruolo della politica, nel caso di specie, sia quello di fornire risposte ai bisogni dei nostri iscritti e non già di offrire argomenti a sostegno di coloro i quali reputano che dietro l'azione pubblica si celino sempre e solo interessi esclusivamente elettorali, siamo certi che le modifiche vengano accolte, onde ottenere la necessaria risposta con i fatti alle esigenze concrete sottese al bando".

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