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Giovedì, 19 Maggio 2022
L'allarme

Pasquale Imbalzano lancia l'allarme sui conti del Comune

Per il coordinatore cittadino di "Italia al centro" c'è il rischio concreto che, da maggio, il Comune possa operare sulle risorse economiche sono in dodicesimi

Pasquale Imbalzano, coordinatore reggino di “Italia al centro”, attacca sui numeri l’amministrazione comunale e paventa il rischio che il.Comune, dal mese di maggio, possa operare solo in dodicesimi  mensili.

“Sapevamo bene - scrive Imbalzano in una nota - che a fronte delle periodiche, trionfalistiche dichiarazioni  della maggioranza  sulla  situazione finanziaria  del Comune, i dati reali testimonierebbero una realtà lontana anni luce dalle parole diffuse a cuor leggero in questi mesi. Altrimenti come si spiegherebbero due fatti amministrativamente gravi che non si registravano ormai da anni?".

Per Pasquale Imbalzano, infatti, "da una parte, la mancata approvazione del bilancio consuntivo 2021 e dall’altra, con la mancata predisposizione del bilancio di previsione 2022 e la contestuale impossibilità di essere approvato dal consiglio, c’è il rischio concreto che dal mese di maggio il Comune stesso possa operare solo in dodicesimi mensili, con la concreta necessità di essere costretti ad erogare col contagocce anche i servizi essenziali, producendo danni gravissimi a famiglie ed imprese reggine, già falcidiate da disastri di ogni  tipo”.

“Da indiscrezioni  ventilate anche sulla stampa - prosegue - sembrerebbe che la madre di tutte le difficoltà, oggi più che mai, sarebbe rappresentante dalla enorme quantità di ratei attivi, cioè di somme iscritte a Bilancio l’anno scorso e negli anni precedenti tra i previsti incassi, ma puntualmente  non avvenuti, in tutto od in parte,  per evidente incapacità amministrativa. Come si vorrebbe  definire altrimenti  il livello altissimo di evasione di tributi che dovrebbero fornire la maggior parte del gettito e di cui nessuno fin qui si è occupato, talchè a pagare sono sempre i soliti malcapitati? Col rischio concreto, per far quadrare i conti, di incappare in falsi in bilancio in cui nessuno, a partire dai Dirigenti, sarebbe disposto ad incorrere”.

Poi,  Imbalzano aggiunge: “E’ da due anni, tanto per fare un solo eclatante esempio, che andiamo ripetendo che il cittadino reggino sarebbe disposto, pur a prezzo di gravi  sacrifici, a pagare quanto dovuto per Tari, in proporzione, abbattendo quindi il tributo, al servizio di raccolta ricevuto, fornito come è noto a singhiozzo: cosa che, oltre ad essere statuito da leggi ed autorevoli sentenze, avrebbe garantito entrate ben più corpose, colpendo di pari passo la percentuale di furbetti che evadono completamente la Tari nell’indifferenza di chi avrebbe la responsabilità di una seria lotta all’evasione. Si è preferito tartassare comunque i pochi, col risultato  che il livello dei ratei attivi per la Tari, cioè  di somme non pagate, è  lievitato alle stelle, con il rischio ormai consolidato di inserire in  Bilancio somme evidentemente virtuali”.

“Addirittura per il 2022 - conclude il coordinatore di Italia la centro - si  pretende oggi, con i manifesti affissi in città,  l’acconto  del 75%  del costo storico, quando siamo solo alla fine del mese di aprile, mettendo nel conto di dover continuare a spendere anche nel corrente anno le cifre iperboliche del 2021, comprensive dell’enorme costo già sostenuto  per trasferire in altre regioni una parte enorme dei rifiuti,  frutto  di ingiustificabili ritardi, per colpe degli amministratori di questi anni nella Città metropolitana, nella costituzione e nel funzionamento dell’ormai ex Ato della provincia di Reggio”- .

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