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Sanità / Bivongi

A Bivongi attivato un nuovo consultorio familiare

Grazie ai locali messi a disposizione dal sindaco Valenti sul territorio si colma il vuoto di servizio dopo la sospensione della struttura di Stilo

Un nuovo consultorio familiare apre nella Locride, a Bivongi. L’attività inizierà il 16 dicembre con orari il mercoledì e il venerdì dalle 8 alle 14, al momento con la sola presenza di un’ostetrica che effettuerà pap-test, visite e supporto pre e post parto, ma l’organico si amplierà nei prossimi mesi con le previste figure di ginecologo e psicologo.

A dare la notizia è il movimento “Riprendiamoci i consultori”, che opera sul territorio con un gruppo di volontari per rendere efficace questo tipo di servizio, risolvendo le criticità esistenti, che nel caso della Locride (e di molte altre zone della Calabria) riguardano essenzialmente la mancanza di personale, lo stato delle strutture e il funzionamento parziale o soltanto sulla carta, poiché senza professionisti molti consultori sono di fatto chiusi o non riescono ad erogare le prestazioni richieste.

A Bivongi si colma un vuoto nella Vallata dello Stilaro, dove, proprio per iniziativa del movimento RiC, è stata sospesa l’attività nel consultorio di Stilo dopo la segnalazione di locali fatiscenti. Quella sede, come assicurato dalla commissaria dell’Asp di Reggio, Lucia Di Furia in un incontro con il gruppo insieme a Comunità Competente, sarà interessata a lavori di risanamento, ma la temporanea chiusura ha creato inevitabili disagi all’utenza locale. Adesso il sindaco di Bivongi Vincenzo Valenti ha messo a disposizione gratuitamente una parte dei locali del poliambulatorio (già concesso in comodato senza oneri alla Asp per allocare un centro prelievi e visite specialistiche) per ospitare il consultorio, con ingresso separato per garantire la riservatezza delle utenti.

Dalla Locride alla Piana le criticità riguardano la carenza di personale

Un altro territorio in affanno è la piana di Gioia Tauro, dove il sindaco di Polistena Michele Tripodi qualche mese fa aveva tempestivamente contattato l’Asp quando il consultorio cittadino era rimasto scoperto dopo la quiescenza dell’unico medico assegnato. La risposta dell’azienda era stata il suggerimento di rimbalzare l’utenza agli assistenti sociali comunali. A distanza di mesi il consultorio polistenese esiste ma nei fatti non è attivo e il comprensorio pianigiano può avvalersi solo di due strutture a Palmi e Taurianova, che, denuncia Tripodi, funzionano a metà servizio. Un paradosso calabrese: la nostra regione è formalmente in regola per numero di consultori in proporzione agli abitanti (nella Locride sono otto per un bacino di 140mila persone, cioè Locri, Siderno, Stilo, Gioiosa, Roccella, Bovalino, Bianco e ora Bivongi), ma molti lavorano in modo discontinuo, con personale insufficiente e orario parziale.

Il risultato di Bivongi è stato raggiunto grazie alla sinergia tra attori di cittadinanza attiva e istituzioni – in particolare RiC ha ricordato l’impegno del dirigente Asp Antonio Alvaro, responsabile dei consultori, che si rapporta costantemente con le volontarie dell’associazione per risolvere le problematiche evidenziate. 

La più importante resta la necessità di garantire un organico a regime (nei consultori la legge prevede la presenza di personale ostetrico e infermieristico, ginecologo, psicologo, assistente sociale e pediatra, per citare solo le figure fondamentali). Come è stato segnalato in passato da Riprendiamo i Consultori, al mancato turn over dei professionisti pensionati si aggiunge l’utilizzo di quelli in servizio per altre mansioni, tra cui, per i già pochissimi psicologi, l’attività di valutazione dei casi di affidamento o allontanamento richiesta dai tribunali minorili.

La difficoltà di sottoposti anche ad esami di routine come pap test ed ecografie e l’alta percentuale di medici obiettori di coscienza che non eseguono interruzioni di gravidanza comportano il record calabrese negativo di utenza dei consultori. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità la Calabria è tra le tre regioni che usano meno questo servizio. Per questo da Riprendiamoci i consultori Locride si fa un invito alle donne: “Frequentate i consultori familiari, solo così possiamo restituirgli il loro ruolo”.

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