Ammaraggio di un Airbus 320 con 100 passeggeri: ma è solo un'esercitazione

Dopo Brancaleone, addestramento della Guardia costiera sulle coste di Saline Joniche con la simulazione uno scenario di emergenza antinquinamento. Ottima la sinergia con i comuni

Un elicottero della Guardia costiera

Una complessa esercitazione di soccorso ad un aereo incidentato in mare, denominata “Airsubsarex 2019”, con l'ipotesi di un ammaraggio d’emergenza di un aereo di linea Airbus 320, proveniente da Istanbul e diretto per Catania, con 100 persone a bordo, ha interessato il tratto di mare antistante il comune di Brancaleone.

Contestualmente, al largo delle coste di Saline Joniche, è stata svolta un'altra esercitazione  la “Pollex 2019”, ovvero la simulazione di uno scenario di emergenza antinquinamento causato da uno sversamento in mare di idrocarburi da una ipotetica nave. Le due esercitazioni sono state organizzate dal 5° Maritime Rescue Sub Centre – Guardia
Costiera di Reggio Calabria che ha coordinato le attività di soccorso attraverso la costituzione dello staff di crisi, che rappresenta una struttura organizzativa di supporto all’autorità marittima, quest’ultima responsabile del coordinamento delle operazioni di soccorso in mare.

La Sala Operativa del 5° Mrsc, venuta a conoscenza della notizia, ha messo in atto le operazioni di
soccorso, attivando le procedure pre-pianificate contenute nel “Piano di emergenza per il soccorso ad aeromobile in mare”, assumendo il coordinamento dei soccorsi. Le operazioni in mare, svolte dalle unità navali della guardia costiera e della guardia di finanza, coordinate dalla motovedetta CP 326, designata “On Scene Coordinator”, si sono svolte in aree prestabilite e secondo gli schemi di ricerca assegnati dall’autorità coordinatrice. L’esercitazione ha visto, inoltre, impegnati cinque elicotteri appartenenti rispettivamente al 2° nucleo aereo guardia costiera di Catania, al 2° reggimento aviazione esercito “Sirio” di Lamezia Terme, all’8° nucleo elicotteri dei carabinieri di Vibo Valentia, al reparto aeronavale della guardia di finanza di Vibo Valentia ed al V reparto volo della polizia di Stato di Reggio Calabria.

In particolare l’elicottero della guardia costiera “Nemo 09” modello AW-139 ha anche effettuato una simulazione di evacuazione medica con verricello, attraverso la tecnica hi-line, dalla motovedetta CP 326 a bordo del velivolo.

I naufraghi, simulati dal personale volontario della Croce Rossa Italiana di Roccella Jonica “Riviera dei Gelsomini”, sono stati sbarcati dal gommone della guardia costiera GC B075 sulla spiaggia di Brancaleone, dove è stato allestito un presidio di pronto soccorso per il ‘triage’ con posti medici avanzati (P.M.A.). In prossimità delle stessa spiaggia è stata adibita un’area quale “punto di raccolta mezzi” per l’approntamento di ambulanze e altre unità di soccorso.

Alla ricezione dell’allarme, la Prefettura reggina ha disposto la costituzione del Centro di coordinamento dei soccorsi. L’emergenza a terra è stata gestita dalla Protezione civile, dal servizio Suem 118 e dalla Croce rossa italiana, sotto la supervisione del Comune di Brancaleone. La vigilanza è stata assicurata da polizia, carabinieri e guardia di finanza e da personale della polizia locale di Brancaleone, che hanno garantito la necessaria cornice di sicurezza.
L’emergenza antinquinamento al largo della località di Saline Joniche ha visto l’impiego del mezzo disinquinante “Jevoli Red” della Società Castalia, disposto dal ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

Lo stesso mezzo ha operato attivando tutte le procedure con l’utilizzo di attrezzature idonee a fronteggiare l’emergenza in atto. L’operazione è stata svolta con l’ausilio della motovedetta della Guardia Costiera CP 735, sulla quale è stato imbarcato il personale dell’Arpacal per i necessari campionamenti delle acque. I diversi scenari operativi, attraverso i quali sono stati testati contestualmente il “Piano di emergenza per il soccorso ad aeromobile in mare” e il “Piano di pronto intervento locale – antinquinamento”, hanno consentito di “testare” i sistemi emergenziali, che hanno dato decisamente un esito positivo.
La sinergia instaurata tra il personale delle varie Amministrazioni impegnate nell’esercitazione ha dato un significativo contributo alla gestione della “crisi”, elemento fondamentale soprattutto nei casi di reale situazione di emergenza.

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