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La prima udienza

Presunti brogli elettorali, al via il processo nell'aula bunker per Castorina

Il giudice Capone ha ammesso tutte le prove richieste dal pm Musolino e dagli avvocati

Si è aperto nell'aula bunker del viale Calabria il processo sui presunti brogli elettorali durante le elezioni amministrative di Reggio Calabria del settembre 2020, su otto sezioni elettorali. 

Secondo la procura, guidata da Giovanni Bombardieri i presunti brogli "sarebbero stati messi in atto grazie ai duplicati delle tessere elettorali ritirati negli uffici comunali da Castorina e dal suo entourage". L'ex capogruppo dem a Palazzo San Giorgio Nino Castorina, difeso dagli avvocati Francesco Calabrese e Natale Polimeni, è stato già prosciolto da due capi di imputazione: "un abuso d'ufficio e dall'accusa di essere il "promotore, organizzatore e capo indiscusso" di un'associazione per delinquere finalizzata a "commettere più delitti in materia elettorale". Adesso per lui si apre il processo davanti al tribunale collegiale con il giudice Silvia Capone. 

L'udienza di oggi è servita al pm Stefano Musolino e ai legali per chiedere l’ammissione delle prove documentali e l’ammissione dei testi. Il giudice Capone ha ammesso tutte le prove richieste. Adesso si tornerà in aula il 9 febbraio, nel primo pomeriggio alle 14:30 con il primo teste, il dirigente della Digos Francesco Cipriano. 

L'indagine era partita infatti da un’intuizione della Digos e della Procura dopo che un soggetto era stato trovato in possesso di duplicati elettorali.

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