Cronaca

Brogli elettorali, il Tar giudica irricevibili i ricorsi per l’annullamento del voto

Per i giudici: “Non può condividersi il rilievo secondo cui la gravità dei brogli elettorali emersi in sede di indagini penali fosse tale da implicare la ripetizione delle operazioni elettorali”

Palazzo San Giorgio

Il Tribunale amministrativo regionale, sezione di Reggio Calabria, ha dichiarato irricevibili i ricorsi presentati per richiedere l’annullamento delle elezioni comunali che hanno portato alla vittoria di Giuseppe Falcomatà. La città dello Stretto, quindi, non tornerà alle urne per rinnovare il consiglio comunale e quello che amministra la Città metropolitana.

Scrivono i giudici nel provvedimento: “Né può assumersi a fondamento del preteso travolgimento dell’intera tornata elettorale l’assunto secondo il quale le indagini sono ancora in corso o, ancora, il riferimento ad “altri delitti della stessa specie oggetto di ulteriore accertamento”, che renderebbero “l’idea dell’ampiezza e diffusione delle irregolarità che hanno inficiato le operazioni di voto del comune di Reggio Calabria”.

I ricorrenti, la cui azione è stata sostenuta da Luigi Catalano, si erano mossi dopo l’arresto del consigliere comunale del Pd, Antonino Castorina.

“Una simile affermazione, invero, ben lontana dal poter costituire il presupposto per il travolgimento delle operazioni elettorali a fronte di una contestazione che attiene ai voti di 100 elettori, finisce per mettere ancora più in evidenza l’indeterminatezza e la genericità delle censure sollevate con il ricorso e con i motivi aggiunti e l’intento esplorativo delle stesse nelle more di eventuali sviluppi delle indagini penali ancora in corso”.

Il presidente Caterina Criscenti, fra le altre cose, nella sentenza scrive: “Pur essendo indubbia la gravità delle condotte ad oggi contestate agli indagati, non può condividersi, invero, il rilievo secondo cui la gravità dei brogli elettorali emersi in sede di indagini penali fosse tale da implicare necessariamente la decisione da parte del giudice amministrativo di far rinnovare le operazioni elettorali”.

La sezione reggina del Tar Calabria, infine, non ha accolto la tesi dei ricorrenti che intendeva spostare la data di decorrenza dei trenta giorni non dalla data delle elezioni ma da quella dell’inchiesta della Digos che ha portato all’ arresto del consigliere comunale “democrat”.

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